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La personalità avatar-mediata

Giulietta Capacchione avatar Martedì 28 Marzo 2006, 10:16 in Cyber-psicologia di Giulietta Capacchione

WomanavatarQuando vai in scena nel "teatro" digitale chi preferisci essere? Un eroico guerriero mascellato o un piccolo saggio goblin?
Sui blog, nei net game, nelle chat room, sugli instant messenger, le persone creano e indossano quotidianamente rappresentazioni immaginarie di sè stessi note con il nome di avatar.
Un filone di ricerca molto promettente della cyberpsicologia si è concentrato proprio sullo studio delle motivazioni personologiche che spingono un individuo a scegliere un avatar piuttosto che un altro.
John Suler, uno dei più autorevoli cyberpsicologi del mondo, ha scritto un approfondito articolo intitolato appunto: "Psicologia degli Avatar e dello spazio grafico", che un giorno o l'altro mi deciderò a tradurre in italiano.
Ma quello che vorrei raccontarvi oggi va in un'altra direzione. La domanda è se sia plausibile ipotizzare che l’aspetto dell'avatar scelto possa avere qualche effetto sul comportamento che verrà adottato successivamente.
Hanno provato a rispondere Nick Yee (che ha uno splendido sito personale dal nome italiano) e Jeremy Bailenson, entrambi della Stanford University.
I due ricercatori hanno messo su un accrocco di realtà virtuale (i cui dettagli ignoro) e hanno assegnato a due gruppi di studenti un avatar per ciascuno. E’ stato dato loro meno di un minuto per esaminare le loro nuove "anime", in una sorta di specchio virtuale, e poi sono stati "sospinti" in una stanza virtuale in compagnia di un altro avatar, controllato da un aiutante all'oscuro delle finalità dell'esperimento.
Indipendentemente dalla loro altezza nella vita reale alcuni soggetti del primo gruppo hanno avuto in sorte avatar più alti dell’altro personaggio nella stanza, altri si son dovuti accontentare di avatar più bassi.
Nel secondo gruppo di studenti metà degli avatar assegnati rappresentavano volti più attraenti di quelli della controparte, l’altra metà erano invece meno attraenti.
Il compito affidato a tutti era quello di accordarsi con l’altro personaggio nella stanza per dividere una somma di denaro.
Risultati: I ricercatori hanno riscontrato che le persone a cui era stato dato un avatar virtuale più alto erano negoziatori più aggressivi, mentre quelli con l’avatar più basso erano più inclini a scendere a compromessi anche quando questo non era proprio nel loro interesse.
Coloro che avevano un avatar meno attraente inoltre, mentre parlavano con l’altro personaggio, si fermavano mediamente un metro più lontano da lui di quanto facessero quelli a cui era stato assegnato un avatar attraente.
Studi di questo tipo sono di grande fascino per più di un motivo.
In primo luogo ci informano dell’importanza, anche e soprattutto off line, dell’immagine corporea auto ed etero percepita nell’esplicazione del comportamento sociale.
Ad esempio questa particolarità prossemica della maggior distanza interindividuale in chi si sentiva "meno attraente" è una constatazione abbastanza inedita!
D'altro canto studi come questo ci forniscono alcune chiavi di lettura per comprendere alcuni fenomeni del mondo on line come, per esempio, la passione di milioni di giocatori per World of Warcraft.
Se le persone tendono ad adattare il loro comportamento in accordo con  l’aspetto del proprio avatar, giochi così immersivi sono capaci di trasformare letteralmente persone ordinarie in eroi.
L
'effetto comunque sembra essere generalizzabile a tutte le interazioni digitali "a partecipazione anonima": l’instant messaging, le chat room, i blog ecc...
Jeff Hancock, psicologo alla Cornell University di New York, sottolinea quanto sia sorprendente la velocità con cui può essere modificato il proprio comportamento.
In generale questa plasmabilità e questa rapida adattabilità sembrano dare ragione a certe ardite ipotesi psicologiche di inesistenza strutturale dei caratteri e delle personalità.
Secondo alcuni infatti ciascuno è sempre diverso, minuto dopo minuto: il prodotto, se vogliamo, di variabili individuali e di contesto in uno stato di continua e perenne riorganizzazione.

Fonte: New Scientist Tech
Link | Se siete interessati ai net game a Blogosfere c'è KnausT che sa praticamente tutto.
NET GAME

4
4 commenti
4
02 Mag 2006
alle 03:09

funi

solo io penso che questa sia la scoperta del'acqua calda?

3
28 Mar 2006
alle 22:21

Psicocafè

Esatto Marco, l'impostazione del ragionamento è quella. :)

2
28 Mar 2006
alle 19:54

Marco Cavicchioli

dimmi se ho capito bene: non è soltanto il carattere di una persona che gli suggerisce di scegliere un avatar, ma è l'avatar stesso che, una volta scelto, interfersice sul comportamento delle persone? a prescindere da chi l'abbia scelto o da cosa abbia spinto la persona a sceglierlo?
ovvero: se io mi scegliessi un avatar a caso questo influenzerebbe il mio comportamtno online?

1
28 Mar 2006
alle 10:30

knaust

io personalmente sono anni che mi porto appresso un avatar che ho disegnato io stesso. si tratta di una faccina buffa che fa un ghigno beffardo. è mio, l'ho disegnato in un momento terribile della mia vita e tuttoggi (anche se sono passati quasi 10 anni) mi identifica alla perfezione. è il mio "sorriso interno" e non poteva non essere la mia immagine virtuale. pare che per i net gamers l'estetica nelle chat e nei forum sia fondamentale, io ci credo a questa cosa. se non ti trovi a tuo agio con il tuo avatar, nei forum ti senti spaesato - evito a priori quei forum dove non posso caricare il mio ghigno avatar.

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