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Il prozac ai bambini depressi: ultimo atto.

Giulietta Capacchione avatar Venerdì 9 Giugno 2006, 18:40 in Psicologia clinica di Giulietta Capacchione

BambinidepressiQuando il via libera lo diede la Food & Drug Administration nel 2003 pensammo che fosse l'ennesima porcheria americana, demmo la colpa all'amministrazione Bush , alla politica di profitto della major farmaceutica che lo produce e in generale alla "cultura dello psicofarmaco" che in America trovava e trova il suo terreno più fertile.
Oggi che, al di qua dell'oceano, l'Emea, agenzia europea di valutazione dei farmaci, esprime il medesimo parere positivo all'utilizzo dell'antidepressivo in bambini con età superiore agli 8 anni, restiamo un po' interdetti. Ci credevamo al sicuro, più cauti gli europei, più "evoluti", culturalmente meno inclini alla medicalizzazione di tutto, all'atteggiamento interventista dell'"estirpa e chiudi gli occhi". E invece ci scopriamo simili e ugualmente perdenti.
Alla Eli Lilly l'Agenzia chiede ulteriori studi che assicurino sul livello di sicurezza del farmaco e "nel frattempo" (!) fa affidamento sulle conclusioni raggiunte dall' Agency's Committee of Medicinal Products for Human Use secondo il quale "i benefici superano i rischi", ma:
- Il farmaco va somministrato in bambini che non rispondano a una psicoterapia che comunque non va mai interrotta.
-Se non c'è risposta entro 9 settimane la terapia farmacologica va "riconsiderata".
- Il significato delle osservazioni condotte su animali, secondo alcune delle quali il farmaco produce effetti sullo sviluppo sessuale, il comportamento emotivo e la tossicità testicolare, va "ulteriormente indagato" (!)
- Medici e genitori pongano particolare attenzione al comportamento suicida o parasuicida soprattutto all'inizio del trattamento. (!!!)
E' chiaro a chiunque che le basi di un parere così espresso siano estremamente fragili e potenzialmente pericolose. Ma non è tanto e non solo sulla pericolosità che dobbiamo interrogarci.
Dobbiamo interrogarci sul fallimento che una decisione del genere sancisce.
Il fallimento culturale, il fallimento scientifico, il fallimento umano di una società che non trova altri mezzi e altri modi per aiutare i suoi bambini in difficoltà che dar loro 10mg di fluoxetina al giorno.

Link | Le iniziative italiane
Campagna | Inserisci il banner "No Prozac to Children" sul tuo sito

Segnalato daLogolibero_1
 

20
20 commenti
20
20 Dic 2007
alle 21:52

gianluca

ciao, bel blog, ti andrebbe uno scambio link??

 http://gianluca-revolution.blogspot.com

19
02 Giu 2007
alle 12:35

parvatim

grande blog, grande articolo, il banner è nel mio blog. grazie

18
24 Dic 2006
alle 08:45

laura r.

Buon Natale! e un Buon 2007, meno tossico e più sereno per tutti, soprattutto per i bambini, che continuo a sentire e a vedere come creature da salvare, e non col prozac, ma da salvare e pure subito, come molti genitori che vorrebbero più serenità e l'unica soluzione che gli si fornisce è l'antidepressivo....
la pace non conosce depressioni, se la psicoanalisi finora non ha raggiunto i risultati che si speravano in altra epoca, comincerei a parlare anche tra noi, a comunicare...
forse la depressione viene anche per mancanza di comunicazione no?
ciao a tutti, auguri ancora di giorni sereni, laura r.

17
22 Ott 2006
alle 22:08

Laura R.

ciao, abbiamo inserito da tempo il banner nel nostro sito, ho anche scritto un commento ai cosiddetti "normodotati" .. sempre più disabili veramente, anche se non è scritto da nessuna parte (per me è scritto sulle ricette per psicofarmaci quanto siano disabili più di me, che li ho rifiutati nonostante abbia perso la vista per sempre a causa di un incidente 3 anni fa... ettolitri me segnarono: ho fondato una onlus che tutela disabili sensoriali, con quello che mi avevano prescritto starei ancora a dormire e, una volta "sveglia" a piangere... invece sto qui a complimentarmi con chi segue la strada giusta, difficile, ma spero che si diventi sempre più numerosi in questo, ciao laura r. ( per eventuali errori: scrivo con screen reader parlante, non è facile, però un sedativo diventa più difficile da gestire per me ;O)

16
06 Set 2006
alle 23:59

Francesco

Quinzio, ti capisco, ma capisci anche chi è dall'altra parte: la debolezza, la fragilità, l'insufficienza delle informazioni.
Bloccare la somministrazione, o meglio, evitarla, SOSTITUENDOLA con "sistemi naturali" apporterebbe delle "migliorie" al sistema, nn credi?
E comunque se i medici e tutto il personale si specializzasse meglio non farebbe danni....

E investiamo anche su questo tipo di ricerca!

15
16 Ago 2006
alle 20:53

Quinzio

Ho passati gran parte dei miei 30 anni accompagnato da una depressione a tratti grave.
Ragionando con maturita' sulla mia vita da bambino e da adolescente posso dire con certezza che la depressione si sia sviluppata sin da allora.
Negli ultimi 4/5 anni ho fatto uso di psicofarmaci e la qualita' della mia vita e' notevolmente migliorata e sono riuscito ad avere relazioni abbastanza stabili con gli altri.
Proabilmente se gli stessi psicofarmaci mi fossero stati somministrati fin dai primi sintomi della malattia la mia vita sarebbe stata molto migliore. Avrei potuto stabilire relazioni soddisfacenti e una qualita' di vita decenta fin dalla adolescenza, periodo critico nello sviluppo dell'individuo.
Invece sono stato lasciato privo di ogni supporto, sia psicologico che farmacologico e i danni che mi ha arrecato la depressione li vivo tutt'oggi.

14
16 Ago 2006
alle 20:53

Quinzio

Ho passati gran parte dei miei 30 anni accompagnato da una depressione a tratti grave.
Ragionando con maturita' sulla mia vita da bambino e da adolescente posso dire con certezza che la depressione si sia sviluppata sin da allora.
Negli ultimi 4/5 anni ho fatto uso di psicofarmaci e la qualita' della mia vita e' notevolmente migliorata e sono riuscito ad avere relazioni abbastanza stabili con gli altri.
Proabilmente se gli stessi psicofarmaci mi fossero stati somministrati fin dai primi sintomi della malattia la mia vita sarebbe stata molto migliore. Avrei potuto stabilire relazioni soddisfacenti e una qualita' di vita decenta fin dalla adolescenza, periodo critico nello sviluppo dell'individuo.
Invece sono stato lasciato privo di ogni supporto, sia psicologico che farmacologico e i danni che mi ha arrecato la depressione li vivo tutt'oggi.

13
21 Giu 2006
alle 09:49

Danele Aprile

Ho pubblicato la notizia su http://www.psycosomatica.it e ho inserito il link al suo blog e alla petizione del sito giulemanidaibambini.org. Nella notizia ho anche parlato degli effetti collaterali del Prozac che, come potrete leggere, sono curabili con altri psicofarmaci.
Buon lavoro e complimenti per il blog

12
19 Giu 2006
alle 01:45

salvatore maria martini

solo una cosa ho fatto uso per 10 anni di droghe ne sono uscito 26 anni fa',conosco il prozac mamma mia stanno uccidendo il nostro futuro non fate toccare i nostri figli da questi mercanti di morte scusa la mia durezza ma io la vedo cosi

11
15 Giu 2006
alle 15:20

Luigi Gallo

Ciao ho pubblicato il link al tuo appello su http://protonutrizione.blogosfere.it
Nel post rimando anche ai link di possibili alternative naturali, già discusse, all'uso di psicofarmaci.

Complimenti per l'eccellente blog, Luigi Gallo

10
12 Giu 2006
alle 09:12

donpaolo

La prima parola che voglio dire è un "grazie" grande come il mondo a Giulietta, che ci sta sensibilizzando circa questo importantissimo argomento.
Dobbiamo fare nostra, assolutamente, a prescindere dalle idee personali ed il livello di consapevbolezza in merito alla questione, questa compagna di sensibilizzazione.

La mia personale riflessione verterà su due principi:
- il principio della "cura";
- il principio della "sostenibilità dell'esistenza"

Circa il primo principio.
Credo che la società attuale abbia perso, o pare abbia perso, il reale significato della parola "curare".
C'è poco da fare...la nostra mente ragiona (spinta soprattutto da fattori ambientali - dai media...ad esempio) in modo meccanicistico.
La nostra "macchina" umana non funziona, e noi corriamo ai ripari cercando di aggiustarla, attraverso mezzi meccanici atti a risolvere - per un principio di azione reazione - il problema della macchina.
Curare significa così aggiustare.
Abbiamo perso - a mio parere - il valore profondo del termine curare, recuperabile solo attraverso il concetto per più solido di "avere cura", "prendersi cura".
E' possibile, non lo metto in dubbio - anche perchè da una parte non sono un m edico e non ho le competenze necessarie, e dall'altra però sono quotidianamente a contatto con giovani e bambini e vedo i loro problemi - che vi possano essere dei bambini con problemi di vario genere (psichico, psicofisico, comportamentale, caratteriale...).
Ma il nostro atteggiamento non deve essere quello che, di fronte ad un "problema" ricerchi una "cura". Dovrebbe essere quello che, di fronte ad un "bambino", ricerchi delle modalità funzionali e funzionanti, per "prendersi cura" di lui.

Questo primo concetto...così espresso da me in termini non scientifici (me ne scuso) credo che abbia grandi consegnenze, dal punto di vista dell'impostazione medica, della sanità Italiana, anche della politica di destinazione dei finanziamenti.

E' chiaro che questo meccanicismo, questa idea della "cura", viene in qualche modo indotta dalla società attuale.
Io non credo che si debbano - come diceva anche un altro commento a quersto post - colpevolizzare i genitori; anche se credo - almeno mi riferisco ad una frase detta da una psicologa mia amica - che in alcuni casi quando i genitori chiedono lo psichologo per i propri figli, i primi a doverci andare dovrebbero essere proprio loro....o almeno "insieme" ai loro figli (scusate la provocazione).
E qui entra in gioco il secondo principio: quello della "sostenibilità dell'esistenza".
La nostra esistenza umana, così sottoposta agli "standard" culturali poroposti dai media (in modo particolare - ma non solo)è sostenibile?
E' davvero la più produttiva...e - in fondo - è il principio di produttività il principio fondamentale (o l'unico) della nostra esistenza?
Io non credo....
Preferisco non indugiare troppo su questo secondo principio, in quanto si poresterebbe a letture ideologiche (io sono un prete) o moraleggianti.
Ma penso che un piccolo esame di coscienza...ognuno di noi lo possa fare.

Don Paolo Padrini

9
10 Giu 2006
alle 16:21

Libero Blog


Gentile autore,

ti comunichiamo che il tuo post, visibile all'indirizzo http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl3835.phtml, ritenuto particolarmente valido dalla nostra redazione, è stato segnalato all'interno di LiberoBlog, il nuovo aggregatore blog di Libero.it.

Pensiamo che questo ti possa dare maggiore visibilità sul web e presumibilmente maggiore traffico sul tuo blog, in quanto Libero.it è visitato quotidianamente da milioni di persone.

Nel caso tu fossi contrario a questa iniziativa, il cui fine è quello di segnalare ai nostri lettori i contenuti più validi rintracciati nella blogosfera, ti preghiamo di segnalarcelo via e-mail chiedendo la rimozione del tuo post dal servizio. Procederemo immediatamente.

Per saperne di più di LiberoBlog e sulla sua policy:

http://liberoblog.libero.it/disclaimer.php

Per suggerimenti e critiche, non esitare a contattarci a questo indirizzo
e-mail: blog.n2k@libero.it

Ringraziandoti per l'attenzione, ti porgiamo i nostri più cordiali saluti

LiberoBlog Staff

8
10 Giu 2006
alle 00:41

Giulietta

Uno psicofarmaco non è un farmaco come un altro. Incide sui vissuti e sui comportamenti, quindi la sperimentazione può e deve essere più severa e più controllata. Qui stiamo consentendo una sperimentazione su larga scala, senza nessun controllo sostanziale.
Insomma si dichiara espressamente che "servono altri studi".
D'accordissimo sulla non colpevolizzazione dei genitori, ma di fronte a una depressione infantile conclamata, a questo punto della ricerca, esistono più rischi che benefici.
Nessuno nega che un giorno, testata la non tossicità e la sicurezza il Prozac potrebbe essere un'opzione terapeutica. Ma quel giorno è lontano. Naturalmente questo è il mio parere, probabilmente se chiediamo ai neuropsichiatri ci diranno che noi psicologi siamo pregiudiziosi e puristi. :)

7
09 Giu 2006
alle 23:06

rosalux

In parte però una sperimentazione sul campo è quello che si fa con qualsiasi farmaco, con grandi e bambini, no?
Non lo so, è che penso ad esempio a quanto si colpevolizzavano i genitori di figli autistici, prima che fosse accertata l'origine biochimica della malattia. Voglio dire: la depressione è una malattia molto molto pesante, è facile giudicare, ma non vorrei essere nei panni di un genitore con un figlio depresso conclamato...

6
09 Giu 2006
alle 18:53

Giulietta

Capisco quello che dici Rosa, ma anche se la causa della depressione fosse biochimica (tesi tutt'altro che dimostrata) sai bene che il cervello di un bambino è... in progress. Non si conoscono gli effetti che un ricaptatore della serotonina potrebbe avere su un cervello in fieri. Nei fatti si sta introducendo una sperimentazione sulla pelle di bambini e famiglie inconsapevoli.
Inoltre gli effetti collaterali del farmaco, in particolare l'aumento dei comportamenti suicidi, se nell'adulto possono essere "tamponati" dalla presenza di un pensiero superiore e più sofisticato, nel bambino rischiano di non essere adeguatamente elaborati e quindi di portare all'azione con più facilità.
E' un salto nel vuoto sulla base di un beneficio tutt'altro che accertato.
Brutta storia.

5
09 Giu 2006
alle 18:12

rosalux

Senti, un dubbio controcorrente: ammesso (e non concesso) che la depressione sia - in certi casi - una malattia "chimica", che senso avrebbe privare un bambino di un farmaco che potrebbe farlo stare meglio (una volta stabilito che la causa è endogena)? Non sono portata all'abuso di farmaci - tutt'altro - men che meno per mio figlio: ma un dubbio ce l'ho.

4
08 Giu 2006
alle 19:34

Kicie

Ai miei occhi è sempre più evidente la facilità con cui distruggiamo gli altri non avvertendo il minimo bisogno di mettere in discussione noi stessi - come singoli e come società...
Forse se si avesse il coraggio e la voglia di farlo, arrivare agli eccessi sarebbe la deviazione e non una preoccupante norma.

3
08 Giu 2006
alle 16:00

Giulietta

Caro Dan, hai scritto un commento bellissimo.
E allora tocca a noi.
Tocca ai genitori, tocca agli psicologi e tocca ai medici (come Niknet :) )
Bisogna fare in modo che questi "permessi" restino lettera morta, senza chiudere gli occhi, ché la depressione infantile esiste e alcuni bambini hanno bisogno di aiuto.
Su quale aiuto fornire ci giocheremo la nostra credibilità di società civile.

2
08 Giu 2006
alle 15:08

niknet

Non c'è limite allo squallore umano...
appena prenderò la tanto desiderata laurea non somministrerò MAI psicofarmaci ai bambini

1
08 Giu 2006
alle 15:07

anonimo

Benchè ancora non esista una prova certa di natura scientifica, il mondo occidentale è sempre più propenso ad avere una visione meccanicistica dell'uomo.

Sei nato con un naso storto?
Aggiustatelo.
Hai un carattere emotivo?
Prendi regolarmente il calmante "Tranquillitas"
Vuoi una prestazione sessuale al di sopra dello standard?
Prendi la pasticchetta blu.

Se però l'uomo è una macchina, io, in questo momento, sto scrivendo sotto l'influsso di reazioni chimiche non controllate che agiscono nel mio cervello.
Non ho coscienza di quello che faccio...lo faccio, in quanto non ho altra alternativa.
Dovevo rispondere al post a meno che non avessi preso una pillola catalizzante che mi avrebbe permesso di continuare a lavorare.

Non faccio nè bene nè male, faccio quello che mi dice la "scheda" chimica del mio cervello.
Se volessi cambiare la scheda chimica del mio cervello non dovrei far altro che "riprogrammarla" con delle medicine adeguate.

Già...ben strana questa Scheda.
Ha in sè un algoritmo che le consente di decidere addirittura di sè stessa.
Al limite, decidere di autodistruggersi.

Insomma, un servomeccanismo.

Se DIO esiste si è staccato dalla sua creatura rendendola indipendente.
Si è "eclissato" da quello che ha creato e forse si diverte nell'osservarne il comportamento.

Ovvero, osservare il comportamento di...una macchina provvista di un servomeccanismo.

... una barca provvista di un giroscopio...

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