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La Campagna No Prozac to children a Play Radio

Giulietta Capacchione avatar Venerdì 16 Giugno 2006, 14:16 in Podcast di Giulietta Capacchione

Playradio_3Cari avventori sono molto contenta di comunicarvi che la Campagna "No Prozac to children", a cui tanti di voi hanno aderito, è stata oggetto di un'intervista radiofonica all'interno della trasmissione Plug&Play su Play Radio questa mattina.
Qui è disponibile l'audio dell'intervista.
Ringrazio la redazione di Blogosfere e quella di Play Radio per la visibilità e il risalto che hanno dato alla nostra iniziativa.

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4 commenti
4
16 Giu 2006
alle 18:54

donpaolo

ciao..come va?
intento volevo dirti che sono contentissimo per il risultato della campagna...
ti chiedo aiuto per una discussione che abbiamo in ballo sul mio blog circa gli effetti positivi/negativi dei giochi di ruolo e dei videogames..
grazie dell'aiuto

3
16 Giu 2006
alle 17:08

Giulietta

Marco non era Stefano! E' stato nella trasmissione Plug&Play e non PlayBLog, ma sono contenta lo stesso. :))))

2
16 Giu 2006
alle 16:53

Marco Cavicchioli

finalmente stefano ti ha chiamato! hai visto che è solo questione di saper aspettare... ;-)

1
16 Giu 2006
alle 14:52

Giano

Ho appena scoperto questo blog e devo dirti che è molto interessante.
Ovvio che lo visiterò spesso.
Ho già lasciato qualche commento in post precedenti.
Ma visto che ci sono voglio far qualche riflessione in merito al post sulla percezione delle distanze (sul quale ho lasciato un breve commento, dichiarandomi d'accordo sulla tua interpretazione).
A conferma di quanto detto in quel post aggiungo una riflessione che faccio spesso e che è collegata ai miei gatti.
Ne ho una decina ed amo osservarli e cercare di capirne il comportamento.
Impresa ardua cercare di capire un gatto, ma io ci provo.
Bene, in relazione al fatto che la mente ha una diversa percezione del tempo (e quindi dello spazio percorso nel tempo) posso azzardare questa constatazione che riguarda proprio i gatti, ma anche i cani e, suppongo, un po' tutti gli animali.
Succede che gli animali domestici memorizzano le informazioni riguardanti il proprio habitat, sia visive, sia auditive.
Ciò fa parte della necessità di "riconoscere" luoghi, suoni e persone, compreso il padrone, ovviamente.
Bene, la cosa curiosa è che se noi siamo indaffarati in casa ed il nostro gatto se la dorme tranquillamente, incurante dei nostri movimenti, possiamo notare che anche se facciamo rumore lui sembra non accorgersene; continua a dormire tranquillamente senza muovere una vibrissa.
Perché?
Credo che il motivo sia questo: la sua mente riconosce automaticamente i rumori familiari e, quindi, non li prende in considerazione, non li ritiene degni di attenzione, e tanto meno li considera segnali di pericolo.
Sono suoni familiari, conosciuti e "riconosciuti" anche durante il sonno.
Se però, per qualche motivo, facciamo un rumore inconsueto, diverso dai soliti, si sveglia di colpo.
Qual è il nesso con la percezione delle distanze?
E' il fatto che la mente memorizza certe informazioni e, una volta acquisite, ogni volta che si trova di fronte alle stesse informazioni la soglia di attenzione è al minimo. Non ha bisogno di essere particolarmente attenta, perché le ha già immagazzinate e catalogate.
Quindi può dedicare la propria attenzione ad altri fattori ed informazioni.
Nel caso della percorrenza di una strada già conosciuta, credo si verifichi lo stesso fenomeno.
La mente non è impegnata ad osservare attentamente i dettagli della strada, poiché già li conosce.
Quindi l'attenzione sarà riservata al "tempo" che impiega a percorrerla, col risultato che fissando l'attenzione sul tempo questo sembra più lungo di quanto sia.
Scusa se mi sono dilungato.
Volevo solo riferire la curiositò riguardante i gatti, poiché è una cosa che verifico quotidianamente.
Ciao :)

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