Conversazioni di psicologia contemporanea
Ricercatori dell’ Università di Harvard e dell'Università di Londra hanno sviluppato dei test diagnostici per la prosopagnosia, l'incapacità di riconoscere o distinguere le facce.
Per identificare le centinaia di individui che probabilmente soffrono di questa patologia, il cui numero è probabilmente superiore a quello che si è creduto fino a qualche tempo fa, è stato creato un sito web ( www.faceblinding.org , anche in italiano! ) attraverso il quale è possibile mettersi in contatto con il gruppo di ricerca e fare i test.
I ricercatori, guidati da Ken Nakayama e da Richard Russell a Harvard e Bradley Duchaine all'Università di Londra, hanno dimostrato che la prosopagnosia, ritenuta una volta un fenomeno rarissimo, interessa in realtà fino al 2 per cento della popolazione generale, il che vuol dire che milioni di persone potrebbero esserne colpite, magari in forma leggera.
"Fino ad alcuni anni fa, soltanto 100 casi di prosopagnosia erano stati documentati universalmente" ha dichiarato Nakayama "Ora una ricerca condotta su 1.600 individui ha individuato un 2 per cento di prosopagnosici e un gruppo tedesco ha recentemente rilevato una percentuale simile. È ipotizzabile dunque che milioni di persone possano avere sintomi coerenti con un quadro di prosopagnosia, senza saperlo.
Il test sviluppato è semplice: vengono fatte vedere dozzine di immagini di automobili, attrezzi, case e paesaggi, inframmezzate da immagini di volti. Alcune delle immagini ricorrono durante il trial; ai soggetti è richiesto di indicare, il più rapidamente possibile, se ciascuna delle immagini che vedono è nuova o ripetuta. I prosopagnosici tenderanno a non riconoscere un volto già visto, mentre identificheranno prontamente le immagini ripetute di altri oggetti.
I primi accenni alla prosopagnosia resalgono all’ antichità, anche se bisogna aspettare fino al 1947 per la prima descrizione moderna ed esaustiva dei sintomi. La base neurologica del disordine rimane poco compresa, anche se la ricerca ha confermato che il cervello processa diversamente le facce rispetto ad altri tipi di oggetti.
Il disturbo può essere invalidante e condurre all’ isolamento sociale: il prosopagnosico severo può non riuscire a riconoscere i membri della sua famiglia, gli amici, i vicini, e perfino il proprio marito/moglie.
Molti hanno difficoltà a seguire i film alla televisione perché non riescono a riconoscere un personaggio anche se l’hanno appena visto e quindi non possono capire la trama.
I prosopagnosici di solito compensano e aggirano la propria difficoltà ponendo attenzione a caratteristiche non-facciali, quali capelli, vestiti, voce e contesto.
Ci sono due diverse categorie di prosopagnosia. La maggior parte dei casi documentati sono di tipo acquisito, dovuto cioè a danni del cervello in seguito a trauma cranico o malattie neurodegenerative. L'altra categoria è denominata prosopagnosia dello sviluppo. I pazienti hanno i sintomi senza evidenze di danni al cervello. È questo il gruppo che potrebbe essere più diffuso di quanto si creda ed è questo il gruppo che i ricercatori del Prosopagnosia Research Center stanno cercando.
Approfondimenti | Alcune recenti ricerche sostengono l’ereditarietà genetica del disturbo.
Sul sito segnalato ci sono i link a diversi blog di persone che soffrono di prosopagnosia.
Se l’argomento vi interessa non mi stanco mai di consigliare un vero capolavoro come “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks.