Conversazioni di psicologia contemporanea
Vi siete mai chiesti come decidete quanto cibo ingerire quando pranzate o fate uno spuntino?
Se ve lo siete chiesti probabilmente vi siete anche risposti che decidete in base alla fame che provate e smettete di mangiare in base alla sensazione di sazietà.
Bene, questa risposta non è del tutto corretta. Esistono altri elementi che determinano la nostra assunzione di cibo e agiscono in noi senza che ce ne accorgiamo.
Vediamone alcuni scientificamente dimostrati: se nel ristorante suona un determinato tipo di musica abbiamo una probabilità statisticamente maggiore di ordinare un dessert; se la grandezza della confezione è maggiore, mangeremo di più; se in un buffet ci sono molte cose, ce ne serviremo di più; se il cucchiaio con cui possiamo servirci è più grande mangeremo di più; se il nostro commensale mangia molto, mangeremo di più anche noi.
Di uno degli esperimenti sul cosiddetto "effetto porzione" potete leggere qui sempre su questo blog.
Le altre curiose circostanze che influiscono sull’assunzione alimentare le ha raccontate il prof. Brian Wansink in un divertente articolo del New York Times, raccontando anche i curiosi esperimenti che ha condotto per dimostrarne l’influenza.
Il Dott. Wansink insegna nel dottorato di marketing della Stanford University e dirige il Food and Brand Lab della Cornell University.
Nel suo laboratorio a otto posti, progettato per assomigliare ad un’accogliente cucina, il Dott. Wansink offre pranzi gratis in cambio di dati sicuri. Ha aperto il laboratorio alla Cornell in aprile, dopo aver traslocato dall'Università dell’ Illinois, per la quale per otto anni ha condotto esperimenti nei self-service, nelle mense e nei cinema.
Secondo Wansink non abbiamo la più pallida idea di quale sia l’introito alimentare da assumere così cerchiamo indizi e segnali nell’ambiente in cui avviene il consumo.
Dalle sue ricerche è emerso per esempio che ci basiamo moltissimo su quanto sta mangiando la persona seduta vicino a noi, tanto che possiamo aumentare o diminuire la nostra assunzione di cibo di più del 20 per cento per uniformarci al nostro commensale.
Un esperimento terribile, ma curiosissimo lo ha realizzato utilizzando dei sacchetti di popcorn vecchi di cinque giorni. Ad alcuni assidui frequentatori di cinema in un sobborgo di Chicago sono stati dati gratis dei popcorn vecchi, alcuni in sacchetti di grandezza media, alcuni in sacchetti grandi. Alla conclusione del film è stato pesato quello che era stato lasciato.
La gente che aveva ricevuto i sacchetti più grandi ha mangiato il 53 per cento in più della gente con i sacchetti più piccoli. E non ha mangiato i popcorn perché li ha graditi. È stata guidata da persuasori nascosti: la distrazione del film, il suono di altra gente che mangiava popcorn ed il riflesso pavloviano condizionato (al cinema si mangiano popcorn) che si attiva quando mettiamo piede in un cinema. Il fatto che fossero praticamente non commestibili non ha modificato questo pattern comportamentale!
Il Dott. Wansink è particolarmente fiero della sua ciotola per zuppa senza fondo, che lui ed alcuni studenti hanno inventato. Questa ciotola ha un tubicino di plastica che immette una quantità di zuppa di pomodoro e mantiene la ciotola sempre mezza piena, senza che il soggetto se ne accorga. E' stata realizzata per esaminare cosa spinge la gente a smettere di mangiare: se le indicazioni visive o la sensazione di pienezza.
Ebbene la gente che utilizzava delle ciotole normali ha mangiato circa 9 once (circa 250 grammi). I soggetti che utilizzavano la ciotola senza fondo hanno mangiato 15 once (circa 425 grammi). Alcuni fra questi ultimi non si sono fermati fino a che l'esperimento non è finito, 20 minuti dopo!
In altre parole siccome la ciotola restava piena per metà si continuava a mangiare, trascurando sostanzialmente la sensazione di pienezza o bypassandola in un certo senso.
Una volta chiesto di valutare quanto cibo era stato assunto, i due gruppi stimavano di aver consumato la medesima quantità ed entrambi di aver introdotto in media 113 calorie in meno di quelle realmente assunte.
Dati questi risultati secondo Wansink è possibile utilizzare dei trucchetti per contenere l’assunzione di cibo promuovendo quella che lui chiama “una semplice consapevolezza” di meccanismi cognitivi ai quali nessuno è immune.
Utilizzare questi trucchetti potrebbe far "risparmiare" da 100 a 300 calorie al giorno, e dopo un anno far pesare dai 4 ai 12 kg di meno.
Alcuni di questi trucchetti potrebbero essere: quando andate in un ristorante sedere vicino alla persona che pensate sarà il commensale più lento; cominciare a mangiare per ultimi; mettere nel piatto gli alimenti ad alto contenuto calorico, ma servire le verdure in una grande ciotola formato famiglia, non mangiare mai direttamente dal sacchetto; al buffet mettere sul piatto soltanto due cibi alla volta.
Per chi ha problemi di peso potrebbe essere interessante provare. Molto del lavoro del dott. Wansink è descritto nel libro: “Mangiare senza pensare- Perchè mangiamo di più di quello che crediamo" che è uscito ieri. E’ il suo quarto libro, ma il primo rivolto al grande pubblico.
Se vi interessa e masticate l’inglese accattatavillo.
In ogni caso se volete approfondire il prof. Wasinks ha reso tutte le sue ricerche consultabili da questo sito .
pagare in grafico in effetti sarebbe stato troppo impegnativo. :D (non vuole essere un'offesa, sia chiaro. anzi, il tuo logo è sicuramente uno dei più belli, brava!)(mi piaceva anche il precedente, era tuo anche quello?)
ah..... ;-)
No, non l'ho disegnato, l'ho photoshoppato per adattarlo alle dimensioni dell'header, clonato, intestato, bordato e spedito :)))
l'hai disegnato tu? complimenti, sei stata davvero bravisima! mi stupisci.
[OT] davvero splendido il nuovo logo, Giulietta!
alle 16:06
Giulietta
Sì Barbara, era "mio" nello stesso senso in cui è mio questo qui. Lo scelsi, lo modificai e ne proposi l'inserimento. Purtroppo qualunque grafico dovrebbe confrontarsi più volte con il "committente" per comprendere lo "spirito" di un progetto.
Quando questa comunicazione non può avvenire spesso è difficile intercettarlo.
Oltre all'estetica la psicologia è complessa da rappresentare con un'immagine. Credo che questo logo ci riesca solo in parte, ma di meglio non sono riuscita a trovare, a meno di non ricorrere a un banale cervello stilizzato. :)