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Guardare Cannavaro peggiora il controllo sui tuoi piedi.

Giulietta Capacchione avatar Giovedì 23 Novembre 2006, 15:28 in Psicologia cognitiva di Giulietta Capacchione
Cannavaro.jpg

Bellissima questa ricerca di Patric Bach e Steven Tipper della Bangor University: la semplice visione di un giocatore di calcio esperto inibisce il controllo sui piedi dell’osservatore.
Allo stesso modo osservare un tennista  peggiora il controllo della mano dell’osservatore.

A quaranta studenti sono state mostrate delle foto di calciatori e tennisti. Nessuna di esse rappresentava un’azione di gioco, ma la metà ritraeva gli atleti in un contesto sportivo, l’altra metà li mostrava in altri contesti.
Il compito dei soggetti era di identificare il più rapidamente ed accuratamente possibile lo sportivo che appariva a video, usando o la tastiera o un pedale.
Ad esempio, durante un trial i soggetti dovevano: premere il pedale se sullo schermo appariva un calciatore e premere la barra spaziatrice se compariva un tennista; in un altro trial il contrario: dovevano premere il pedale per un tennista e la barra spaziatrice per un calciatore.

I risultati hanno rivelato che, in media, i soggetti erano più lenti di circa 20 millisecondi e meno accurati nell’identificare i calciatori quando usavano il pedale e a identificare i tennisti quando usavano le dita della mano.
Questi effetti erano leggermente maggiori quando gli atleti erano raffigurati fuori da contesti sportivi!

Questa ricerca suggerisce che tutti noi usiamo anche il nostro sistema motorio per rappresentarci gli altri e lo facciamo anche se questi non sono in movimento, ma solo per “quello che sappiamo di loro”.
Che osservare un’azione attivi le stesse aree cerebrali che si attiverebbero nel caso fossimo noi stessi a compiere l’azione lo sappiamo già dalle ricerche sui neuroni specchio, quello che è nuovo in questa ricerca è che il sistema motorio può essere attivato anche in completa assenza di percezione motoria.
Le semplici “conoscenze motorie” che si hanno dell’atleta vengono automaticamente ripescate nel processo di identificazione.
Inoltre se l'altro osservato ha alte competenze motorie viene inibito il corrispondente comportamento motorio nell’osservatore.
Se questo inconsapevole meccanismo di comparazione sociale fra sé stessi e un modello vi sembra campato in aria potete dare un’occhiata a un’altra ricerca  nella quale, mostrare a dei soggetti l’immagine di Albert Einstein riduceva le loro performance cognitive e i risultati a test di intelligenza!

Abstract | Bend it like Beckham: Embodying the motor skills of famous athletes
Fonte: BPS Research 

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2 commenti
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23 Nov 2006
alle 18:32

Giulietta

Penso che intervenga una sorta di inconsapevole e impercettibile "preoccupazione" che il confronto con il modello sia perdente.
Questa preoccupazione "non muoverò mai i piedi, le mani, il cervello come lui", rallenta la performance corrispondente.
Non so se hanno descritto come questa "interferenza" si realizzi a livello neurale.
Devo mettere le mani sul paper. :)

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23 Nov 2006
alle 17:38

Folletto Malefico

...credo che la cosa più interessante non sia che ci sia una influenza... ma quale sia l'influenza. :)

Ovvero: perché v'è una sorta di inibizione?

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