Conversazioni di psicologia contemporanea
Ricercatori della Duke University hanno realizzato, 20 anni dopo, una ricerca sociale condotta in America nel 1985 che aveva come obiettivo quello di stabilire l’entità del cosiddetto “discussion network” delle persone, in altre parole il numero degli “altri” a cui si confidano, o si confiderebbero, i propri segreti.
Dai dati, raccolti su 1500 persone, è emerso che negli anni ‘80 gli uomini avevano in media 3,5 “confidenti” ciascuno. Il che non vuol dire che il quarto era un nano, ma che mediamente si riteneva di potersi confidare con 3 o 4 persone amiche.
Oggi questa media per gli uomini è scesa a 2 persone.
Un quarto del campione ha dichiarato di non avere nessuno con cui confidarsi, un dato doppio rispetto agli anni '80.
I più soli hanno un’età compresa tra i venti e i trent’anni, hanno perso contatto con gli amici di scuola o di università e non hanno trovato nessuno con cui sostituirli. Nel loro caso i ricercatori evidenziano come le amicizie siano state sostituite da una moltitudine di colleghi di lavoro, semi estranei, e da “amici di chat” incontrati su internet.
Secondo Lynn Smith-Lovin, sociologa che ha condotto lo studio, la situazione per questa generazione potrebbe essere peggiorata a causa della maggiore tendenza ad andar via di casa, perdendo così contatto non solo con i familiari, ma anche con i vicini.
Tipicamente le persone hanno qualcosa come 750 conoscenti, di nome o di vista, ma quasi tutti falliscono il "test della fiducia", praticamente non gli si confiderebbe neppure il nome del proprio cane…
La generazione dei quarantenni e cinquantenni ha in media 3 amici stretti, ma dopo i 60 anni la media scende a 1,6, purtroppo anche a causa della morte di alcuni di loro.
Per quanto riguarda i "familiari confidenti", gli uomini tendono a considerare come confidente la propria moglie più che nel passato, mentre la percentuale di coloro che annoverano fra i propri confidenti un fratello o una sorella è scesa dal 21% al 14%.
Dei colleghi di lavoro ci si fida oggi nel 18% dei casi, contro il 29% di vent’anni fa, riflesso di una maggiore competitività nei luoghi di lavoro.
Consoliamoci pensando che la ricerca è stata condotta in America. Forse nella vecchia Europa non siamo ancora a questo punto. O si?
Fonte| Sunday Times
Articolo originale | Social Isolation in America. Changes in core discussion networks in two decades (pdf)