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Elettroshock: qualcuno vola ancora sul nido del cuculo

Giulietta Capacchione avatar Giovedì 9 Novembre 2006, 15:56 in Psicologia clinica di Giulietta Capacchione
La terapia elettroconvulsiva, più nota come elettroshock, ha quasi settant’anni ed è stata a più riprese rappresentata, nei film e nella letteratura, come barbara e inumana.
Fu sviluppata nel 1930 da un neurologo italiano, Ugo Cerletti, e somministrata a pazienti svegli, causando loro la perdita di coscienza e l’esperienza di violenti e incontrollati movimenti muscolari che qualche volta fratturavano le ossa.
Veniva usata spesso in pazienti senza il loro consenso, o almeno senza un consenso informato e applicata a tutti i tipi di disturbi emotivi, inclusa la schizofrenia.
Era inoltre largamente usata negli ospedali per punire o sedare pazienti “difficili”.
Sebbene questo passato non felice sia ancora presente nell’immaginario collettivo, pochi sanno che oggi l’elettroshock è una terapia ancora utilizzata, ma con modalità differenti e con diverse limitazioni.
Dopo un declino precipitoso avvenuto negli anni ’60, quando si resero disponibili farmaci psicoattivi, dal 1980 l’elettroshock è tornato alla ribalta, in particolare per la cura della depressione e del disturbo bipolare e limitatamente alle seguenti circostanze:
quando è necessaria una remissione rapida di una depressione severa o con tendenze suicidarie.
quando la depressione è complicata da psicosi o catatonia
quando gli antidepressivi e la psicoterapia falliscono
quando gli antidepressivi non possono essere usati in sicurezza ad esempio durante la gravidanza.
quando la mania o il disordine bipolare non rispondono alla terapia farmacologia.
Non esistono statistiche ufficiali, ma gli esperti stimano che negli Stati Uniti più di 100.000 pazienti ogni anno siano sottoposti ad elettroshock.
I cambiamenti più importanti avvenuti negli ultimi anni riguardano l’uso dell’anestesia e di rilassanti muscolari prima della somministrazione, che consentono una convulsione di 30 secondi limitata al cervello, senza che si producano  movimenti muscolari. Non si verifica così alcun danno fisico e il pretrattamento non lascia alcun ricordo della terapia stessa.
Anche l’entità della corrente usata oggi è più bassa e l’impulso elettrico più breve, circa due secondi. Questo riduce il rischio di confusione e perdita di memoria post trattamento. Benchè si verifichino ancora, in alcuni pazienti, perdite di memoria, oggi il rischio più serio legato all’elettroshock è quello dell’anestesia. La maggiorparte dei pazienti richiede una serie da sei a otto trattamenti, somministrati lungo l’arco di diverse settimane.
Ad ogni modo non è universalmente efficace: circa tre quarti dei pazienti rilevano almeno un temporaneo sollievo dei sintomi più debilitanti, mentre il restante quarto non ne ricava alcun vantaggio o addirittura peggiora.
Nonostante la sua lunga storia nessuno sa come l’elettroshock agisca nell’alleviare i sintomi della depressione o della mania. Alcuni ipotizzano che esso metta ordine nel rilascio di neurotrasmettitori, favorendo un aumento di sostanze come la serotonina, altri che agisca come un pacemaker del cervello interrompendo circuiti negativi.
Il vantaggio dell’elettroshock è la sua velocità, soprattutto se confrontata a quella degli antidepressivi che possono aver bisogno di  6 settimane per alleviare una depressione severa.
Ma, è importante sottolinearlo, l’elettroshock non è la cura d’elezione per la depressione. E’ una sorta di ultima spiaggia per depressioni altrimenti impossibili da trattare. Buona parte dei pazienti, ricordiamolo all’infinito, migliora con la terapia cognitivo-comportamentale e/o con gli antidepressivi.
Gli effetti collaterali più comuni della terapia elettroconvulsiva sono il mal di testa, i dolori muscolari, la confusione mentale, e la perdita della memoria a breve termine che solitamente migliora in un periodo che va da alcuni giorni ad alcuni mesi.
Secondo l’ American Psychiatric Association, non ci sono evidenze che l’elettroshock causi danni cerebrali. L’abuso della procedura è comunque strettamente sconsigliato. Oggi meno del 2% dei pazienti ospedalizzati in strutture psichiatriche riceve elettroshock, ma correttamente usato può essere un salvavita.
Allo studio ci sono nuove e inedite applicazioni che sembrano promettenti: è di queste ore la notizia di buoni risultati per la cura dell’emicrania intrattabile.

Fonte : NYTimes
Perchè chiunque possa farsi un'autonoma opinione su questo trattamento può essere utile la consultazione del database PubMed sull'argomento o di questo sito che raccoglie le risorse più autorevoli presenti su internet.

7
7 commenti
7
17 Ago 2009
alle 21:10

paolo

La TEC e' un inizio che ha margini di miglioramento se sviluppata in sintonia con le scienze neuro-psichiatriche... E' la via di fuga per chi non risponde ad altri tratamenti... Effetti collaterali? Quale terapia e/o indagine medica non comporta rischi? Non elimina le cause della malattia...Quant della Medicina ormai si spende nell'eliminare gli effetti delle patologie (es neoplasie) eppure non viene certo criticata, anzi...

6
19 Giu 2008
alle 18:48

Giulietta

Cattolico, voglio credere che lei stia scherzando.

5
19 Giu 2008
alle 03:32

Cattolico

Mia figlia si rifiuta di adorare la Santissima Vergine Maria,e di recitare il Santo Rosario,fonte di ogni benedizione...ho paura che voglia farsi protestante...secondo voi la TEC potrebbe essere utile per farla guarire?Grazie in anticipo.

4
11 Giu 2008
alle 00:15

matteo

sono un laureando educatore, ho terminato un tirocinio nell'ambito della psichiatria pubblica. Faccio molta fatica a orientarmi su validità di TEC, psicofarmaci che sembrano essere regolati dalla "moda", deregulation legislativa del mondo psicoterapeutico... poi c'è l'antipsichiatria come approccio sociale al problema e non certo come la propaganda di scientology (riguardo alla quale andrebbe fatta un po' di informazione critica).

complimenti a Giulietta, il tuo articolo é il più centrato e comprensibile che sia riuscito a trovare in rete fino ad ora.

3
06 Mag 2008
alle 17:50

Alessio

Sono in perfetta sintonia con l'articolo appena letto. Probabilmente, chi dice il contrario, non è ben informato sui progressi fatti in ambito di TEC, quindi finiamola di fare moralismi inutili. Sono nel settore psichiatrico e mi occupo di riabilitazione psichiatrica, ma non per questo, sono contrario alla terapia ellettroconvulsionante anzi, sono convinto dei benefici che può apportare se ben utilizzata.

2
23 Ott 2007
alle 10:30

Giulietta

Salve Nilok. Un video propagandistico realizzato, mi pare, da Scientology per portare avanti la sua notoria battaglia antipsichiatrica non mi pare che sia esattamente un esempio di informazione obiettiva. Sono convinta che i miei lettori apprezzino di più un database di articoli scientifici come pubmed, sconfinato in numerosità e non filtrato ideologicamente. Grazie.

1
23 Ott 2007
alle 08:40

Nilok

Salve.

La quantità di disinformazione su questo soggetto è notevole.

Suggerisco di informarsi correttamente: 

Psichiatria ECT - Distruggere Vite

Saluti.

Nilok 

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