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La Well Being Therapy a scuola

Giulietta Capacchione avatar Giovedì 2 Novembre 2006, 15:07 in Psicologia clinica di Giulietta Capacchione

Un articolo della Stampa di oggi racconta dello studio italiano apparso sulla rivista Psychoterapy and Psychosomatics sui benefici che un particolare intervento psicologico, basato sulla well being therapy, e condotto nelle scuole medie, può produrre sia per migliorare e potenziare il benessere psicologico degli studenti sia per prevenirne lo stress.
Gli autori sono Giovanni Fava, professore ordinario di Psicologia a Bologna e di Psichiatria all'University di New York Buffalo, Chiara Ruini, Carlotta Belaise, Chiara Brombin ed il prof. Ernesto Caffo dell'Università di Modena, presidente di Telefono Azzurro e della Società Europea di Psichiatria infantile.
La well being therapy (WBT) tenta di migliorare il senso di benessere delle persone, potenziando la loro consapevolezza di momenti positivi, mettendo in discussione e modificando i pensieri negativi che disturbano gli episodi di benessere, incidendo in particolare su sei aree: l’autonomia, la padronanza ambientale, la crescita personale, le relazioni positive, gli obiettivi esistenziali e l’autostima.
Il lavoro, dal titolo Well-Being Therapy in School Settings: A Pilot Study, illustra i risultati dello studio condotto su una popolazione di 111 studenti di alcune scuole medie italiane.
Alcuni di essi sono stati coinvolti in un un protocollo di intervento scolastico derivato dalla well-being therapy, altri hanno invece preso parte a un protocollo basato su più tradizionali tecniche di terapia cognitivo-comportamentale.
Entrambi i gruppi sono stati sottoposti a dei test autosomministrati (il Kellner's Symptom Questionnaire, la cui validazione in lingua italiana è stata realizzata dallo stesso Fava, e la Ryff's Psychological Well-Being Scales) prima e dopo aver partecipato alle sessioni previste.
I risultati di questi test hanno dimostrato che sia l’uno che l’altro protocollo appaiono efficaci nella prevenzione dello stress psicologico e nella promozione del benessere nei ragazzi in età scolare. Come spesso accade non è tanto lo specifico tipo di intervento a produrre vantaggi e benefici, ma l’intervento in quanto tale, la presa in carico delle problematiche delle persone e l’atteggiamento di attenzione e cura sotteso a qualunque azione volta alla promozione dello star bene.
Fra le attività più interessanti del protocollo, nell’articolo di Francesco Rigatelli vengono citati i giochi in cui si devono riconoscere i lati positivi dei compagni di classe e rispondere con un complimento a un complimento ricevuto, “esercizi” con i quali si incrementano le relazioni positive e si fortifica l’autostima.
Piccolo passo sulla strada della semplice comprensione che imparare, anche a scuola, a star bene con sé stessi e con gli altri è importante almeno quanto sapere qual è la capitale della Grecia.

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