Conversazioni di psicologia contemporanea
Qualche giorno fa in una classe di ragazzi fra gli 11 e i 13 anni, circa 30 di essi e un insegnante sono stati ricoverati in ospedale per un presunto episodio di isteria di massa.
Dopo aver visto un normalissimo video didattico sulla biologia umana, che non conteneva particolari dettagli scabrosi, 3 ragazzi hanno riferito all’insegnante di sentirsi male e, a ruota, hanno cominciato a lamentare nausea e giramenti di testa tutti gli altri.
In un primo momento si è temuto per una fuga di gas per cui l’intera scuola è stata evacuata, ma al controllo medico non è stato possibile individuare la presenza di un agente fisico come causa dei malori dei ragazzi.
L’ipotesi che è stata avanzata è stata allora quella di un’isteria di massa.
L’isteria di massa, anche definita malattia sociogenica di massa, consiste in un rapido verificarsi di segni di malore in membri di un gruppo coeso, senza che le complicanze fisiche esibite abbiano una corrispondente eziologia organica.
Nella nomenclatura psichiatrica l’isteria di massa è classificata fra i disturbi somatoformi e subcategorizzata come disordine di conversione o nevrosi isterica.
Numerosi studi hanno confermato che non esiste una predisposizione individuale ad essere coinvolti in una isteria di massa e che chiunque può mostrare questa reazione comportamentale in determinate circostanze.
E’ importante sottolineare che numerosi casi segnalati in letteratura erano l’esito, più che concreto, di avvelenamenti dell’aria o del cibo ad opera di sostanze tossiche.
Perché si possa concludere che si tratti di isteria di massa è necessaria la presenza della maggiorparte di questi elementi: i sintomi non hanno nessuna plausibile base organica, sono transitori e benigni con una rapida insorgenza e un altrettanto rapido recupero, insorgono in gruppi precisi e circoscritti, è presente uno stato collettivo di ansia molto forte, i sintomi si propagano attraverso la comunicazione visiva, sonora o verbale, questa diffusione comincia a partire da individui più anziani o di stato più alto e si diffonde agli individui più giovani, c’è una preponderanza di donne nel gruppo.
A posteriori la diagnosi, per esclusione, si avvale di test che non rilevino l’eventuale contaminazione di aria, cibo e acqua.
Gli interventi più efficaci in questi casi sono la dispersione del gruppo, l’identificazione e l’eliminazione dello stimolo di minaccia percepito.
In questo voluminoso articolo pubblicato sul British Journal of Psychiatry si traccia una storia dell’isteria di massa dal Medio Evo a oggi, e appare particolarmente interessante l’incremento del fenomeno dopo l’attacco dell’11 settembre alle Torri Gemelle, sostenuto dalla paura di attacchi terroristici batteriologici.
Via MindHacks