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La parola e il cervello al Festival delle Scienze

Giulietta Capacchione avatar Martedì 16 Gennaio 2007, 23:08 in Psicologia cognitiva di Giulietta Capacchione
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Cari avventori come promesso eccomi qui a raccontarvi il lungo pomeriggio del Festival delle Scienze.
La Lectio magistralis "La parola e il cervello" è stata tenuta dal neuropsicologo cognitivo e neurolinguista Alfonso Caramazza, per anni direttore del Cognitive Neuropsychology Laboratory dell'Università di Harvard ed oggi, per grande fortuna dell'Italia, docente del dipartimento di Scienze della cognizione e della formazione dell'Università di Trento.

Caramazza ha spiegato, al numeroso pubblico presente in sala, che il linguaggio non è un'abilità unica, ma la somma di tante piccole abilità la cui integrazione e connessione consente agli esseri umani di parlare e di comprendere il parlato.
La neurolinguistica moderna sta facendo proprio questo tentativo di scomporre in parti semplici la performance linguistica e di scoprire quali aree del cervello sono specificamente deputate a gestire ciascun piccolo mattoncino.
Caramazza è stato fra coloro che hanno, per esempio, scoperto che nel cervello esistono delle aree diverse per produrre i nomi e i verbi.
La caratteristica grammaticale della parola ha quindi un' insospettabile valenza, tanto che alcuni pazienti possono sviluppare delle forme di afasia profondamente selettive, divenendo ad esempio progressivamente incapaci di produrre verbi, senza che la loro capacità di produrre nomi sia minimamente intaccata.
Secondo Caramazza questo è possibile perchè il cervello ha effettuato una categorizzazione duale di base fra verbi e nomi, più astratta se vogliamo: i primi indicano generalmente azioni, i secondi indicano oggetti. Il cervello dedicherebbe circuiti neurali differenti, e differentemente connessi ad altre zone, per elaborare queste due grandi famiglie di parole. 

Altri studi hanno scoperto che il cervello umano processa separatamente la rappresentazione fonologica di una parola (il suono che produciamo quando la pronunciamo oralmente) e la rappresentazione ortografica (il segno grafico che produciamo quando la scriviamo su un pezzo di carta).
Rapp e colleghi del 1997 descrissero un paziente, il signor  "PW", che commetteva un errore molto preciso. Facendogli svolgere un compito di denominazione di una figura che rappresentava un gufo, egli diceva a voce trattarsi di "tartaruga", poi quando scriveva su un pezzo di carta segnava correttamente "gufo".
In altre parole era consapevole di quello che l'immagine rappresentava, ne coglieva il lato semantico, era in grado di riprodurne correttamente la rappresentazione ortografica nella sua lingua, ma era incapace di denominarla oralmente.

In questo lavoro di scomposizione della performance linguistica, reso possibile dall'osservazione clinica di pazienti con danno cerebrale, ma anche con l'ausilio delle più moderne tecniche di neuroimaging, è stato scoperto che quasi tutti gli aspetti del linguaggio sono processati da zone diverse del cervello: le capacità sintattiche sono per esempio localizzabili in un network preciso di aree del lobo frontale, parietale e temporale sinistro, cosìcome la produzione morfologica delle parole (plurali, coniugazioni) può subire deterioramenti distinti.
Alcuni pazienti possono non essere in grado di coniugare i verbi senza avere problemi con le forme flesse dei nomi e viceversa.
Il processamento di parole che indicano animali e parole che indicano artefatti sembra parimenti differenziato, probabilmente a causa del fatto che le aree dedicate alla produzione di parole che si riferiscono ad animali sono maggiormente connesse a quelle emotive.

Purtroppo la sintesi non rende giustizia alla chiarezza e al fascino della lezione di Caramazza, ma spero di avervi incuriosito sul suo lavoro.
Una buona fonte bibliografica dei suoi studi e di quelli dei suoi colleghi potete trovarla qui, tutto scaricabile in pdf.
L'immagine è di pessima qualità, sorry.

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2 commenti
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16 Set 2008
alle 17:31

paolo manzelli

CAPIRE COME FUNZIONA LA MENTE COGNITIVA NEL FLUSSO CONTINUO DI INFORMAZIONI E SENSAZIONI  CHE TRANSITANO E SI ANIMANO NEL NOSTRO CERVELLO E UN COMPITO A CUI LA SCIENZA "MECCANICA" HA DI FATTO RINUNCIATO , MA CHE OGG RIEMERGE IN MODO PROROMPENTE E PRESSANTE  CHE PERTANTO COMPORTA UNA PROFONDA REVISIONE DEI LIMITI CONCETTUALI E COGNITIVI FIN QUI ACQUISITI. 

Infatti  la scienza ha attuato una netta ma arbitraria separazione tra soggetto ed oggetto al fine di evidenziare la oggettivita percepita del mondo esterno, di conseguenza il porre l' attenzione sulla oggettivita , la scienza meccanica che e stata propria della societa industriale, ha escuso di fatto la effettiva funzionalita della mente quale struttura cerebrale che evolvendosi  affina  la propria abilita di anticipare la rappresentazione mentale  degli gli eventi.

Una innovativa ricognizione su SCIENZA-MENTE e CERVELLO e attuata dal gruppo transdisciplinare di ricerca ON-NS&A www.egocreanet.it  coordinato da paolo manzelli pmanzelli@gmail.com 

 

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07 Ott 2007
alle 22:02

gianpietro

è possibile tradurre le parole ed il significato di esse in impulsi elettrici?? in altre parole conosciamo l' alfabeto che il cervello usa per tradurre la parola ??

e se si, quanto tempo servirà per poter leggere attraverso un sistema ad impulsi?

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