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L’incredibile storia di Phineas Gage e la sua sbarra di ferro.

Giulietta Capacchione avatar Venerdì 26 Gennaio 2007, 03:15 in Psicologia clinica di Giulietta Capacchione
Gage ex Iowa.jpg

Nel video che ho realizzato qualche giorno fa, sui protagonisti delle neuroscienze, ho citato Phineas Gage. Per la verità Gage non è uno scienziato, ma un famosissimo paziente, il cui caso è ormai entrato a far parte degli annali della moderna neuropsicologia. Per chi non lo conoscesse questa è la sua storia. 

L'incidente. Phineas Gage era caporeparto di una squadra di operai impegnati nella costruzione della linea ferroviaria Burlington-Rutland vicino a Cavendish nel Vermont. Scavavano nella roccia realizzando dei fori profondi che riempivano di dinamite, poi inserivano una sbarra di ferro e tappavano l’entrata del foro con della sabbia, in modo che la forza dell’esplosione si dirigesse verso il masso roccioso. Il 13 settembre 1848, Phineas aveva 25 anni e stava riempiendo un foro con polvere esplosiva e inserendo la sbarra di ferro. Improvvisamente una scintilla bruciò la polvere esplosiva e il ferrò schizzò a grandissima velocità dritto nel cranio di Gage. Entrò da sotto l'osso di sinistra della guancia e sbucò dalla parte superiore della testa, per essere poi ritrovato e recuperato a circa 30 metri dal luogo dell'incidente.

Il medico che successivamente lo assistette, John Martin Harlow, annotò che il ferro era stato trovato “parecchi metri dietro di lui, dove era stato recuperato dai suo uomini imbrattato di sangue e cervello” . Il ferro era di 1 metro e 10 cm circa di lunghezza e 3 cm di diametro ad un'estremità, mentre l’altra estremità, più smussata, misurava circa mezzo cm di diametro, e pesava più di 6 chilogrammi. Se Phineas abbia perso conoscenza non si sa, ma sorprendentemente era cosciente e in grado di camminare entro pochi minuti dall'incidente. Fu messo quindi su un veicolo e trasportato nella casa in cui alloggiava. Qui fu assistito da John Martyn Harlow, il medico locale.
Harlow gli pulì le ferite rimuovendo piccoli frammenti di ossa e cercando di fissare alcuni frammenti più grandi del cranio che erano rimasti, ma erano stati spostati dal ferro. Chiuse dunque la ferita più grande nella parte superiore della testa con delle bende adesive. Le ferite di Phineas non vennero dunque trattate chirurgicamente, ma lasciate aperte a colare nel tessuto. Non sorprende che il cervello si infettò e Gage precipitò in uno stato semicomatoso. La sua famiglia preparò la bara e il funerale, ma Phineas non aveva intenzione di morire in quel momento.

Rapporti medici sull'incredibile caso.

Il primo rapporto scientifico sul caso, redatto dallo stesso Harlow, comparve pochi mesi dopo come lettera all’editore del Boston Medical and Surgical Journal. L’articolo si chiamava “Passage of an Iron Rod Through the Head “ e può essere letto integralmente qui . Harlow descrive in quell’occasione Gage “of middle stature, vigorous physical organization, temperate habits, and possessed of considerable energy of character”. Il 18 novembre 1848, stando al rapporto, Gage risultava rimesso completamente, senza neppure dolori alla testa.
Al di là di una dettagliata cronistoria degli eventi, vi erano contenuti pochi particolari neurologici.
Fu solo nel 1868, venti anni più tardi e quando Phineas Gage era già morto, che Harlow documentò per la prima volta, in un rapporto pubblicato nel bollettino della società medica del Massachusetts, "le manifestazioni mentali" delle lesioni al cervello di Gage. Secondo Harlow il paziente aveva sì recuperato “il possesso completo della ragione” dopo l'incidente, ma sua moglie e la gente vicino a lui avevano presto cominciato a notare cambiamenti drammatici nella sua personalità. Di seguito le sue parole:

I suoi superiori, che lo consideravano come il più efficiente e capace caporeparto che avessero prima dell’ incidente hanno ritenuto che il cambiamento della sua mente sia così marcato da rendere impossibile ridargli nuovamente il posto. E’ umorale, irriverente, indulge a volte in bestemmie (che non era sua abitudine pronunciare), manifestando poca deferenza nei confronti dei colleghi, impaziente quando qualcosa è in conflitto con i suoi desideri, occasionalmente pertinace, tuttavia capriccioso e vacillante, si fa ideatore di molti progetti per il futuro che non realizza e che abbandona presto per altri che appaiano più fattibili. A questo proposito, la sua mente è così radicalmente cambiata che i suoi amici e conoscenti dicono “non è più lui”.

Il danno alla corteccia frontale (oggi lo sappiamo) aveva provocato una perdita completa delle inibizioni sociali.

Sinistra o entrambe?
Nella sostanza, il ferro aveva effettuato una vera e propria lobotomia frontale, ma la natura esatta del danno è oggetto di controversie ancora oggi. Questo perché i danni possono essere dedotti soltanto dal percorso del ferro nel cranio di Gage, ma poiché la circonferenza della ferita nell'osso frontale è molto più grande del diametro massimo del ferro, è difficile determinare precisamente la traiettoria seguita dalla sbarra.
Nel 1994, Hannah Damasio e colleghi dell'università dell’ Iowa hanno usato tecniche di neuroimaging (vedi la foto in alto) per ricostruire il cranio di Gage.
La conclusione di questo studio è stata che Gage ha subito un danno ad entrambe le cortecce prefrontali destra e sinistra.
Al contrario, secondo le ricostruzioni tridimensionali generate da una TAC, effettuate da Ratiu e colleghi, il danno del cervello di Gage sarebbe stato limitato all'emisfero di sinistra. Si veda il video


Sia quel che sia, la vicenda di Phineas Gage pose le basi per un nuova idea dei rapporti fra mente, cervello e comportamento.

Ma che fine fece poi?

Incapace di riprendere il suo lavoro precedente come caporeparto, si dice abbia viaggiato nel New England e persino in Europa provando a guadagnare soldi con la sua barra di ferro. Si dice che si sia presentato per qualche tempo come curiosità al Circo Barnum di New York. Anche se qualcuno sostiene che il Barnum Newyorkese a cui dovrebbe riferirsi Harlow è un museo e non il circo.
La storia di Phineas Gage è anche costellata di invenzioni e false notizie che ne hanno alimentato il mito e la leggenda. Non solo la natura esatta del danno neurologico, ma anche i particolari della sua vita dopo l'incidente, sono controversi ancora oggi. Si sa che dal 1851 a poco prima della sua morte, lavorò come autista prima ad Hannover, nel New Hampshire, per circa 18 mesi e poi in Cile per circa 7 anni. Ma nulla conosciamo della qualità della sua vita, delle abilità intellettuali che aveva conservato o degli altri eventuali cambiamenti della sua personalità.
Morì a San Francisco il 20 maggio 1860, circa 13 anni dopo l’ incidente, a causa delle complicazioni di una crisi epilettica.
Un'analisi sul cervello di Gage non è stata mai condotta. Nel 1867, il corpo di Gage fu esumato dal cognato e il suo cranio e il ferro inviati al Dott. Harlow.
Ora sono conservati al Warren Anatomical Museum  della Harvard University School of Medicine.

Fonti | Malcolm Macmillan ha scritto un libro nel 2001 dedicato alla vicenda: An Odd Kind of Fame: Stories of Phineas Gage.
Tutto quello che c’è da sapere è in questa pagina  a sua cura presso la Deakin University’s School of Psychology
Tratto da: Neurophilosophy

9
9 commenti
9
14 Ott 2014
alle 16:58

Enrico Garrou

Cara Manuela, incredibile la capacità di ripresa di quest'uomo dopo un danno cerebrale così grave. in fondo la perdita dei freni inibitpri sembra ben poca cosa. Pensavo a danni molto più gravi. grazie e un caro saluto

8
11 Apr 2013
alle 20:13

Federica

In realtà la "lobotomia" interessa ,come citato, il lobo frontale del cervello; la sbarra di ferro che ha trapassato il cranio di Phineas Gage ha attraversato la corteccia associativa prefrontale (si,questo almeno è certo!) che è proprio l'area associativa cerebrale che conferisce a una persona la propria "identità" o, che dir si voglia, personalità. Si è ipotizzato, mediante studi seguenti, che la rimozione o ad ogni modo, il danneggiamento di quella determinata area nel cervello porti a cambiamenti radicali e irreversibili della personalità che si aveva in precedenza.

Purtroppo in questo caso non c'entra nulla che lui fosse "arrabbiato" per l'incidente, o almeno, non può essere stato arrabbiato in maniera così equivoca e lontana da quello che era PER ANNI.

7
19 Ott 2010
alle 12:30

Lauri e Sissi

Ciao siamo Lauri Sissi e Giuggi

Bella pagina complimenti

6
02 Feb 2010
alle 19:33

Linda G.

in verità si hanno delle informazioni sulla sua vita dopo l'incidente...condusse una vita piuttusto errabonda, infatti mutò radicalmente il suo comportamento! dapprima era una persona calma, simpatica, giudiziosa e teneva fede ai suoi impegni. invece, dopo l'incidente, divenne capriccioso, aggressivo, privo di senso della responsabilità, non prestava fede ai suoi impegni e non mostrava nemmeno di curarsene troppo... tant'è vero che fu licenziato. 

5
27 Gen 2010
alle 10:00

Roberto Casagrande

Scoperto un'altra fotografia di Phineas Gage? Siete invitati a giudicare se potrebbe trattarsi dello stesso uomo osservando la sovrapposizione fotografica e leggendo le risposte dei massimi esperti su Phineas Gage.

4
26 Lug 2009
alle 12:44

Marco B.

Questo blog ha un'impostazione neurologica, cioè fisica, sostanzialmente (parlo da profano, comunque). Aggiungete che nell'800 si sviluppo' una cultura il più possibile materialista, scientifica nel senso di "meccanicista" che guardava all'uomo in termini biochimici,di causa-effetto e ai suoi comportamenti come conseguenza del suo "funzionamento" o al massimo in chiave darwiniana, quasi etologica. Anche oggi molti proseguono questo approccio, eredità di un passato che ha mitizzato un po' troppo il corpo causa del pensiero e messo troppo tra parentesi il corpo conseguenza di esso. Personalmente non trovo proficuo nè apprezzo questo atteggiamento, sotterraneo e presentissimo in documentari alla "Super Quark" (peraltro, in ogni caso, bellissimi) e in espressioni atroci come "la meravigliosa macchina del cervello". Macchina? Macchina è quella con cui vi sto scrivendo, a patto che non diventi nel tempo così avanzata da far sfumare i confini, eventualità non così remota. Tutto questo per proporre una soluzione assai più popolana. Scusate la franchezza: ma voi se, durante un turno di un lavoro che presumavate amato, ben conosciuto e sicuro, vi beccaste una sbarra di ferro nella testa, con che spirito tornereste dopo alla stessa ingrata mansione? Sarebbe così strano trovarvi un po' depressi, per nulla concentrati, inclini all'arrabbiatura e alla bestemmia? A me sembra il minimo... PS Secondo la sua leggenda nera, la Lobotomia Frontale non doveva rendere le persone innaturalmente calme e docili (da cui l'uso odierno metaforico della parola "lobotomia"?)

3
19 Gen 2009
alle 00:30

francesco

mamma mia che vita deve aver vissuto dopo l'incidente il poveretto...

2
25 Apr 2008
alle 11:31

gianfranco

margherita...ammazza che pesante....

1
30 Mar 2008
alle 16:06

margherita

il grande phineas è stato il primo uomo che abbia mai avuto il barbaro coraggio di farsi un piercing così grosso...


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