Conversazioni di psicologia contemporanea
Che l’empatia sia uno dei fattori chiave all’interno di un percorso psicoterapeutico è un fondamentale postulato della maggiorparte delle psicoterapie esistenti.
Ora una ricerca di alcuni studiosi del Massachusetts General Hospital dimostra per la prima volta che la connessione empatica fra paziente e terapeuta ha un substrato fisiologico osservabile: una concordanza fra i due nell' attivazione del sistema nervoso autonomo, misurabile attraverso la conduttanza cutanea.
Lo studio ha previsto la registrazione della conduttanza cutanea di 20 “diadi psicoterapeutiche” durante una seduta standard. Alla fine della seduta il paziente è stato invitato a giudicare il grado di empatia percepito.
I risultati hanno dimostrato che quanto maggiore è stata la concordanza nella conduttanza cutanea, più alto è giudicato dal paziente il livello di empatia.
In aggiunta a questo le 20 sedute sono state anche videoregistrate e ne sono stati estrapolati degli spezzoni caratterizzati rispettivamente da alta concordanza o bassa concordanza delle risposte fisiologiche.
E’ stato così possibile verificare che osservatori indipendenti, e ignari dei fini dello studio, giudicavano, senza saperlo, i momenti di alta concordanza fisiologica come momenti di interazione socio-emotiva molto positivi.
In soldoni in terapia le emozioni si provano, si provano in sintonia col terapeuta, e quando questo accade il paziente lo percepisce chiaramente e sperimenta le interazioni più significative e più positive del suo percorso terapeutico.
Un'altra piccola chicca venuta fuori da questo studio è il fatto che la concordanza fisiologica è maggiore quando il terapeuta ascolta di quando parla. Per comunicare "ti comprendo" non sono essenziali, evidentemente, troppe parole.