Conversazioni di psicologia contemporanea
Chi è Leonard Zelig? Potremmo dire, pirandellianamente, che è uno, nessuno e centomila.
Nel film del 1983, di e con Woody Allen, viene raccontata la storia di un uomo affetto da un sorprendente disturbo mentale che lo costringe ad assumere l'identità di chi gli è di fronte.
Una sorta di trasformismo psicologico coatto, di camaleontismo involontario che lo rende di volta in volta un perfetto giocatore di baseball in mezzo ai campioni di baseball, un trombettista nero in una banda di jazz, un pellerossa tra i pellerossa, un ebreo tra gli ebrei, uno psicanalista fra gli psicanalisti.
Questa "sindrome" era soltanto un' invenzione cinematografica frutto del genio di Allen senza riscontri nella nosografia psichiatrica. Fino ad oggi.
Sull'ultimo numero della rivista NeuroCase, tre psicologi italiani della Casa di Cura «Villa Camaldoli» di Napoli, Giovannina Conchiglia, Gennaro Della Rocca e Dario Grossi hanno illustrato il caso di un loro paziente (A.D., napoletano, 65 anni) che, dopo un arresto cardiaco con ipossia cerebrale, ha riportato danni al lobo frontale-temporale e che, da allora, ha cominciato a mostrare comportamenti di vero e proprio trasformismo identitario.
Al bar diventa un barman, in cucina è un cuoco, fra i medici è un medico.
Leggiamo come viene descritto il caso clinico dalla dott.ssa Conchiglia sulla Stampa.
"In un bar A.D, si è trasformato in un barman. A chi gli chiedeva come si preparasse un determinato cocktail, ha risposto di essere ancora in prova: «Sono qui da due settimane, spero di avere il posto fisso».
In cucina era un cuoco provetto: «Sono uno chef specializzato in menu per diabetici», ha spiegato senza un’ombra di esitazione, assolutamente immedesimato nella sua nuova identità.
Psicologo fra gli psicologi, cardiologo fra i cardiologi, ha cercato anche di usare un linguaggio appropriato all’occasione. Gli abbiamo fatto delle domande-trabocchetto a cui ha risposto con frasi passe-partout. Al cardiologo che gli ha chiesto a quale patologia corrispondesse una determinata anomalia del battito cardiaco, ha replicato in modo generico, ma più appropriato possibile. Ha detto: la domanda è troppo complessa, dipende da paziente a paziente".
A.D. dimentica l'identità appena assunta quando assume la successiva, anche se rimane osservabile, pur attraverso le sue camaleontiche sembianze psicologiche, il filo rosso della sua personalità e del suo carattere.
A.D è diverso dai pazienti con sindrome da dipendenza ambientale, anche detta sindrome d'uso o comportamento di utilizzazione, che imitano i gesti dei loro interlocutori, o tendono a usare tutti gli oggetti che hanno davanti.
La sua caratteristica speciale è la totale e onnipervasiva immersione in un contesto, come se avesse perso la capacità di mantenere costante la propria identità e si adattasse eccessivamente ai ruoli (e non a semplici stimoli) proposti di volta in volta dall' ambiente che lo circonda.
Abstract | On a Peculiar Environmental Dependency Syndrome in a Case with Frontal-Temporal Damage: Zelig-like Syndrome
Articolo correlato | La sindrome della mano anarchica.
Scusate la "critica" ma mi sembra che per quando particolare e singolare possa essere questo disturbo ne parlate come se aveste trovato una rana a due teste.
PS : Complimente per il blog cmq, tra i più interessanti che ho mai letto !
Bella Grossi, un caso davvero avvincente.
Grandiosa scoperta... e ben fatto anche l'articolo..davvero complimenti
Il mio più bell'articolo invece secondo me è quello correlato che ho indicato "La sindrome della mano anarchica". Leggilo e sappimi dire! :D
Leggine anche altri sul genere, seguendo il tag "casi clinici".
Estremamente interessante!!!
Forse il più bell'articolo che ho letto su questo sito...
Grazie Giulietta! :)
alle 23:50
Mike
O.o a me capitano queste cose... io non riesco ad essere la stessa persona e ci soffro tantissimo nella vita, caccio allora sono malatooooooooo!!! xfavore rispondetemi