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La fuga dissociativa e Agatha Christie

Giulietta Capacchione avatar Giovedì 19 Aprile 2007, 22:16 in Psicologia clinica di Giulietta Capacchione

magritte-the_great_war1.jpg Il  New York Times  ha pubblicato un articolo sulla fuga dissociativa o amnesia dissociativa, un raro e poco compreso disturbo della memoria per il quale alcune persone dimenticano chi sono, lasciano il loro ambiente abituale e si avventurano, senza più alcun ricordo della propria identità e della propria vita, in altri luoghi o città.
L'esordio è sempre improvviso e inaspettato e se lo stato di fuga è breve (alcune ore) la persona può apparire semplicemente confusa e attirare l’attenzione delle autorità sanitarie o della polizia, può saltare appuntamenti importanti, mancare dal lavoro o tornare a casa con un inspiegabile ritardo: inspiegabile per i familiari, ma soprattutto per il soggetto stesso.


Se lo stato di fuga dissociativa dura diversi giorni o più a lungo la persona può viaggiare anche molto lontano da casa, assumere una nuova identità, iniziare un nuovo lavoro e un’altra esistenza senza rendersi conto di un cambiamento nella propria vita.
Nello stato di fuga infatti le persone non sono consapevoli che la loro identità e la loro memoria è perduta. Posti di fronte ad amici e parenti semplicemente non li riconoscono. Solo quando vengono forzati a fornire qualche informazione biografica si rendono conto di non sapere chi sono: questo  può portare a una disperata ricerca della loro identità perduta.

Epidemiologicamente il disturbo riguarda due persone su mille negli Stati Uniti, ed è più comune in chi è stato in guerra, ha subito incidenti o vissuto l’esperienza di un drammatico disastro naturale.
La fuga dissociativa non ha una causa fisica o medica diretta, è piuttosto il precipitato di uno stress severo o di un evento emotivamente traumatico.
Per parlare di fuga dissociativa è naturalmente necessario che non ci sia dolo intenzionale da parte dello smemorato, anche se molte fughe dissociative, benchè genuine, sembrano sospettosamente “propizie” per il “fuggitivo”, che può evitare così  situazioni super stressanti come lutti, rovine finanziare, separazioni.
In certe circostanze la fuga dissociativa costituisce un’inconsapevole protezione da impulsi suicidi o omicidi.
In molti casi la memoria viene recuperata altrettanto rapidamente di come è stata persa.
Se una fuga dissociativa avviene più di una volta si parla di disordine dissociativo dell’identità più noto come disturbo delle personalità multiple la cui causa è rintracciabile, nella maggioranza dei casi, in un’infanzia abusata.

Alcuni sapranno che la scrittrice Agatha Christie scomparve da casa il 3 dicembre del 1926. La sua macchina fu trovata abbandonata sul ciglio della strada nel Berkshire. 
Undici giorni dopo fu riconosciuta dal portiere dell’albergo nello Yorkshire in cui era ospitata e nel quale si era registrata con il nome di Mrs. Teresa Neele.
Si seppe poi che il giorno prima della scomparsa suo marito le aveva confessato di volere il divorzio e di aver un’amante il cui nome era Nancy Neele.
I contemporanei e gli appassionati di ogni tempo si sono domandati sempre quale enigma si celasse in quella misteriosa scomparsa.
In una biografia apparsa nel 2006, dal titolo The Finished Portrait,  l’autore Andrew Norman sostiene la tesi della fuga dissociativa.
Qualcuno crede invece che si trattò di una vendetta capricciosa, pianificata ad arte, contro il proprio infedele marito, che per il weekend successivo aveva organizzato un rendez-vouz con la sua amante proprio vicino a dove fu trovata abbandonata l’auto; altri si dicon certi che si trattò di una spettacolare mossa pubblicitaria, orchestrata da una scrittrice furba e smaliziata, per vendere i suoi già vendutissimi libri.
Uno  psicogiallo nella vita di una grande giallista.

Fonte | Merck Manuals

5
5 commenti
5
22 Apr 2007
alle 04:34

Darkgianlu

Sarebbe una buona idea per avere un po' di fama ma sinceramente non lo considererei così utile... Come hai detto te le classificazioni hanno un'utilità meramente comunicativa e chiarificatrice, che non è poco, ma che non ci aiutano con la Persona...

4
20 Apr 2007
alle 12:10

Giulietta

Mi piace che non ti fai convincere così facilmente, è segno di intelligenza e spirito critico. :D
Ad ogni modo, come ben sai, le classificazioni dei disturbi sono solo un modo per mettere ordine. Ma la mente umana non è a compartimenti stagni.
I classificatori internazionali li mettono assieme nella categoria dei disturbi dissociativi. Però controlla, mi raccomando! Hai visto mai che riscriviamo insieme il DSM V. :D

3
20 Apr 2007
alle 11:52

Darkgianlu

Mmmm... abbastanza, ma mi torna strana come cosa.. controllerò :)

2
20 Apr 2007
alle 11:45

Giulietta

Ciao Darkgianlu. Il termine "fuga" in questo disordine psicopatologico non è inteso nel senso di scappare o allontanarsi (anche se si può concretizzare da un punto di vista comportamentale come un allontanamento fisico dall'ambiente familiare). Si parla di stato di fuga intendendo una fuga psichica dall'elaborazione cognitiva dell' evento stressante o del contenuto mentale doloroso.
Se una "fuga dissociativa" (così intesa) avviene più di una volta, cioè con sistematicità, "si parla di disordine dissociativo dell’identità più noto come disturbo delle personalità multiple".
In questo disturbo il paziente da un punto di vista sintomatologico sostituisce la sua identità primaria con diversi alter che vivono ciascuno autonomamente senza ricordare gli altri.
Psicopatologicamente è dunque un meccanismo assimilabile e come tale viene considerato.
Da un punto di vista eziologico si ravvede la stesso nesso causale, una fuga psichica protettiva da un 'infanzia con abuso sessuale, fisico o emotivo.

Spero di aver chiarito i tuoi dubbi. :)

1
20 Apr 2007
alle 00:36

Darkgianlu

Credo che tu stia confondendo il Disturbo dissociativo dell'identità come una moltiplicazione della Fuga dissociativa. Se non sbaglio sono due cose diverse: nella prima non è presente la fuga e la sua comparsa non è necessariamente successiva ad un grande stress, piuttosto si sviluppa più facilmente lungo gli anni, anche dall'infanzia. La prima può più facilmente essere considerata come una scissione di parti diverse del Sé, l'altra come, appunto, una fuga estrema da eventi altamente stressanti... 

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