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Per i giapponesi l’emozione è negli occhi

Giulietta Capacchione avatar Martedì 10 Aprile 2007, 09:32 in Psicologia sociale di Giulietta Capacchione
japanese female.jpg

Il Dr. Takahiko Masuda dell’Università di Alberta ha dimostrato, con un esperimento effettuato con immagini di volti reali e con le emoticon digitali, che i giapponesi fanno più attenzione agli occhi quando devono interpretare le espressioni facciali altrui, mentre i nord americani (e gli occidentali in generale) si concentrano sulla bocca.

L’indagine sulle emoticon è la parte più curiosa di questo studio e le valutazioni emerse appaiono effettivamente coerenti con l’ipotesi proposta.
Le emoticon giapponesi variano a seconda di come vengono rappresentati gli occhi della faccina: questo simbolo (^_^) indica una faccia felice e questo (;_;) indica una faccia triste.
Le emoticon degli occidentali, le conosciamo tutti, sono questa :-) per la faccia felice e questa :-(  per la faccia triste. 
Il ricercatore suggerisce che in una cultura come quella giapponese, in cui si esercita maggior controllo sull’espressione delle emozioni, focalizzarsi sugli occhi è un modo di rintracciare anche le sottili tracce di emotività che trapelano da volti in generale meno "espressivi".
Qualcuno ricorderà il test sulla capacità di distinguere un sorriso falso da uno genuino, che vi ho segnalato qualche settimana fa.
In quell’occasione abbiamo avuto l'opportunità di verificare che è proprio il movimento di particolari elementi perioculari a costituire la microespressione più attendibile per fare quella discriminazione.
Se i giapponesi hanno sviluppato una maggiore abilità a focalizzarsi sugli occhi, è possibile ipotizzare che abbiano una marcia in più nel non farsi trarre in inganno dai sorrisi teatrali. Naturalmente la cosa va verificata sperimentalmente.
Ipotesi alternative che spieghino la differenza culturale?

Articolo correlato | Le microespressioni, la verità e la menzogna
Fonte | Science Daily

9
9 commenti
9
16 Lug 2009
alle 15:50

Paolo Borin

Forse noi italiani in questo siamo molto simili ai giapponesi.

Infatti anche noi come loro ci contremiamo più sugli occhi che sulla bocca, come gli anglosassoni.

Una delle conseguenze evidenti del diverso modo di "guardare" è che noi possiamo vedere i film doppiati, mentre gli anglosassoni no, concentrati sui movimenti della bocca che non sono assecondati in armonia col sonoro.

Ogni tanto gli estremi si avvicinano, ogni tanto

 

Paolo

8
11 Apr 2007
alle 12:44

Sayaka

Diciamo che noi non espriamo tanto i nostri sentimenti con la voce, al posto di esprimere con le parole, siamo molto scrupolosi per la faccia, agli occhi.
Quando i giapponesi escono dal Giappone, c'e` un problema perche` noi siamo abituati che gli altri riescano ad afferrare i nostri pensieri dagli occhi.

Invece all'estero se non diciamo niente non ci capscono. Noi abbiamo  la cultura di non dire "NO", rispondere "NO" e` una cosa molto imbarazzante. Quindi mentre parliamo sempre cerchiamo di non fare dire "NO" all'altro, ovviamente parliamo con circonlocuzioni.
I nostri emoticon sono nati per placare la frase diretto senza vederci i nostri occhi.

(・_・?) ?

(*゚ー゚*)vergogna 

q(≧∇≦*)(*≧∇≦)p happy

(≧ヘ≦) dura

 (*~ρ~)ノ(ToTw) tira su

  ( ̄Д ̄;) shoccato

 m(。_。;))m sucusa 

゚゚゚゚゚-y(^。^)。o0○  sigaretta  (;´Д`)y─┛~~

  (^-^)ρ┳┷┳゜σ(^o^) ping pong

vi lascio il mio vecchio alticolo di emoticon giapponese
Kaomoji

7
11 Apr 2007
alle 00:45

Giulietta

Ciao Dansky, in realtà il parametro più indicativo era la zona delle palpebre e il suo movimento con annesso piegamento delle sopracciglia.
Interessante la questione delle maschere del teatro orientale. Tempo fa ho scritto un post sull' illusione delle maschere Noh. E' una cultura veramente affascinante...

 

6
10 Apr 2007
alle 20:22

DanSky

La mimica facciale è molto importante anche nel teatro orientale no ? Le maschere dai lineamenti orribili delle loro rappresentazioni hanno sempre guance e zigomi molto pronunciati, per poter amplificare l'espressione intorno agli occhi.

 Si ricollega al post sul riconoscimento dei sorrisi: il sollevamento delle guance era il parametro più indicativo dei sorrisi spontanei...!?

5
10 Apr 2007
alle 17:58

Ivo Silvestro

Non vale chiamare gli esperti! Chissà cosa rimane delle mie supposizioni, una volta discusse da uno che i giapponesi li conosce davvero! ;-)

4
10 Apr 2007
alle 12:53

Giulietta

Ho chiesto a Sayaka di dirci cosa ne pensa, speriamo che possa intervenire.

3
10 Apr 2007
alle 12:44

Giulietta

Sì è vero, il nostro Ivo è una miniera. ^_^

2
10 Apr 2007
alle 08:19

Darkgianlu

Bell'articolo e belle ipotesi... :-) anzi, ^_^

1
09 Apr 2007
alle 22:32

Ivo Silvestro

Ipotesi a ruota libera:

- i giapponesi, da sempre avezzi all'inganno, usano emoticon basate sugli occhi e non sul sorrino appunto perché con gli occhi è più difficile ingannare: è come se dicessero: sono realmente felice, non è un sorriso di circostanza;

- gli occhi a mandorla facilitano  il riconoscimento dei sentimenti ed è quind naturale optare per gli occhi piuttosto che per il sorriso;

- gli occhi non centrano nulla: è il naso, meno pronunciato nei visi orientali, a fare la differenza;

- i giapponesi leggono alto-basso e destra-sinistra, e questo rende poco agevole le nostre emoticon;

- le emoticon occidentali assomigliano a qualche ideogramma vagamente osceno (potrebbe essere);

- culturalmente, il giappone vuole mantenere una certa indipendenza dall'occidente, e le emoticon orientali sono come il couriel (email) per i francesi.

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