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Come fanno i bilingue a passare da una lingua all’altra senza “mischiarle”?

Giulietta Capacchione avatar Domenica 20 Maggio 2007, 23:55 in Psicologia cognitiva di Giulietta Capacchione

Una delle ipotesi più accreditate finora propone che l’insalata di parole viene evitata perché, quando un bilingue si esprime in una delle due lingue che conosce, benchè entrambe vengano “attivate” nella sua mente, quella non correntemente in uso viene inibita  (Paradis, 1989; D.W. Green, 1986), o, potremmo dire, ha un livello di attivazione troppo basso per vincere la competizione con quella intenzionalmente scelta in quel momento dal soggetto.
Kuan Kho e colleghi riportano su Brain and Language il caso di due pazienti bilingue nei quali è stato possibile indurre un'involontaria commutazione da una lingua all'altra.
Entrambi sofferenti di epilessia sono stati sottoposti a procedure preparatorie all'intervento neurochirugico.
Il primo paziente, che chiameremo A, un bilingue Tedesco-inglese, è stato sottoposto a un Test di Wada
che consiste nell’anestetizzare metà del cervello mediante l'iniezione di un sedativo in carotide.
Quando il suo emisfero sinistro era anestetizzato il paziente si è ammutolito per un paio di minuti e poi ha ricominciato a parlare correntemente in inglese (la sua seconda lingua).
Alla richiesta  di ricordare una storia raccontatagli precedentemente, era in grado di farlo solo in inglese e qualunque cosa riuscisse a dire in tedesco lo faceva con accento inglese!
L’altro paziente, che chiameremo B, un bilingue francese-cinese, è stato sottoposto a un test con un elettrodo per identificare quale tessuto fosse coinvolto nel linguaggio per evitare di danneggiarlo durante l’intervento.
Al paziente è stato chiesto di contare. Ha cominciato a farlo in francese (...quatre, cinq, six, sept), arrivato a sette gli è stata applicata la stimolazione al suo giro frontale inferiore sinistro e improvvisamente e involontariamente è passato al cinese (...ba, jiu, shi). Quando la stimolazione è finita è ritornato al francese.
Gli autori suggeriscono che queste induzioni di involontari passaggi da una lingua all'altra dimostrino che il meccanismo alla base del bilinguismo non sia  l'inibizione selettiva di una lingua, ma l'esistenza di aree cerebrali specificatamente deputate alla commutazione da una lingua all’altra. Esisterebbe dunque un vero e proprio commutatore linguistico che la stimolazione elettrica può attivare, forzando l'intenzionalità come nel caso di B, e un sedativo "addormentare", come nel caso di A.
Molti studi sono stati condotti in questa direzione, elicitando cioè delle afasie selettive, ma ancora oggi del bilinguismo sappiamo troppo poco. La ricerca continua.

Abstract |  Involuntary language switching in two bilingual patients during the Wada test and intraoperative electrocortical stimulation.
Approfondimento | Funzionamento cervello dei bilingue

Wikipedia | Apprendimento della seconda lingua
Inglese | Code switching

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4 commenti
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26 Lug 2010
alle 02:47

Kasia

Salve,

ho letto il tuo post facendo le ricerche sul bilinguismo e sono curiosissima come va adesso il Tuo polacco. Il Tuo caso è davvero singolare. Sono una giornalista ed antropologa polacca, vivo a Firenze e ho una bimba di 2,5 anni al quale parlo il polacco dalla sua nascita e spero, che riesco a insegnarli anche di leggere e scrivere. Se ti va mi puoi contattare scrivendo a  kjm@interfree.it . Na razie! Kasia

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20 Gen 2009
alle 11:30

Cristofer

Ciao a tutti, io sono un ragazzo che è nato a Varsavia e ci ha vissuto fino a 11 anni e mezzo, adesso sono 9 anni che sto a Firenze ed cosa incredibile mi sono dimenticato completamente il polacco. (incredibile ma vero).
Ultimamente stò cercando di rimpararlo anche se mi metto solo ad ascoltare le canzoni però i progressi sono veramente minimi, secondo voi lo posso rimparare il polacco di mio perchè è dentro di me? oppure mi tocca studiarlo?
Grazie in anticipo a tutti quegli che mi risponderanno.

2
22 Mag 2007
alle 23:43

Giulietta

Caro Massimo se poco sappiamo del bilinguismo, immagino che ancor meno sappiamo del multilinguismo. 
Io non sono un'esperta. Spero che qualche linguista sappia dirci di più. :)

1
22 Mag 2007
alle 21:34

Massimo

Ciao Giulietta, tema interessante per uno come me di fatto bilingue, almeno sul lavoro, con metà dei colleghi/superiori statunitensi e metà italiani. La domanda che mi viene spontanea è perchè nella norma "l'insalata di parole" venga evitata ma vi siano situazioni in cui dal nulla compare senza particolari specificità.

L'esperienza personale mi suggerirebbe inoltre che la gestione di una terza lingua inserisca un livello di complessità quasi la commutazione fosse a due stati e difficilmente possa adattarsi ad una situazione multistato.

 

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