Conversazioni di psicologia contemporanea
La neuroestetica è una disciplina recente che tenta di spiegare e comprendere l’esperienza estetica a livello neurale, ossia come il cervello reagisce all’incontro con l’opera d’arte.
Il prof. Vittorio Gallese, professore del dipartimento di neuroscienze dell'università di Parma e scopritore, insieme a Giacomo Rizzolatti, dei neuroni specchio, ha pubblicato un articolo su Trends in Cognitive Sciences in cui ipotizza che proprio i neuroni specchio abbiano un ruolo centrale nell'esperienza estetica.
Secondo Gallese la risposta della mente al capolavoro artistico è mediata da una sorta di profonda immedesimazione (cognitiva, emotiva e motoria) con l’opera d’arte, un’immedesimazione resa possibile dal meccanismo dei neuroni specchio che ci consentirebbe di vivere, rispecchiandole appunto, le emozioni e le sensazioni corporee vissute dai protagonisti raffigurati nelle opere d’arte: le loro tensioni muscolari, le espressioni facciali, le emozioni, il dolore. Il meccanismo dei neuroni specchio ci consentirebbe persino di rievocare corporalmente dentro di noi anche il gesto dell’artista, il colpo di pennello sulla tela, la martellata sul marmo.
Dei Prigioni di Michelangelo, per esempio, ci rapirebbe lo sforzo muscolare dei giganti teso a divincolarsi dalla pietra, sforzo che, per il tramite dei neuroni specchio, si fa concretamente “nostro”, così come nostro diventa il dolore delle vittime dei Disastri della guerra di Goya.
Anche lo squarcio della tela di Fontana può essere rievocato nella nostra mente come gesto fisico dell’artista, benchè è chiaro che aumentando il livello di astrazione della raffigurazione, maggiori diventano gli elementi più cognitivi dell’esperienza estetica: i contesti culturali, le implicazioni storiche, i significati simbolici, le attribuzioni di significato soggettive e così via.
Secondo Gallese in ogni modo alla base di tutte le esperienze estetiche ci sarebbe sempre una risposta empatica mediata dai neuroni specchio, che renderebbe questa risposta universale.
La sindrome di Stendhal , in questa prospettiva, potrebbe essere concepita come un’ipereccitabilità di questi meccanismi di pervasiva immedesimazione.
Abstract | Motion, emotion and empathy in esthetic experience
Il video sui neuroni specchio
Via | Repubblica
a Francesca, leggi sopra (Maffei- Formentini, Semir Zeki e Chiara Capelletto), prima però verifichi la "maturità" dei suoi professori. Ci vuole piccola preparazione artistica, psicologica dela visione, filosofica-neurologica ecc., non tanto semplice in un patrio liceo.
auguri da
manlio brusatin
Interessante argomento per una tesina di maturità, ci sono libri che trattano in modo approfondito l'argomento???
A Giuseppe Psycho...
Altro pregevole saggio appena uscito, forse il più documentato della moderna Neuromania è di Chiara Cappelletto, Neruroestetica. L'arte nel cervello, Laterza , Bari 2009.
A Giuseppe Psycho...
Altro pregevole saggio appena uscito, forse il più documentato della moderna Neuromania è di Chiara Cappelletto, Neruroestetica. L'arte nel cervello, Laterza , Bari 2009.
Grazie per la risposta....Manlio.
Svolgo la tesi con uno Psichiatra....
inoltre la mia è una tesi di "clinica".
Grazie ancora!
Giulietta, lo chieda a loro, più che a me. Le sciocchezze sono sempre quelle degli altri... Top-dow.
Da quanto sei in pista? - largo ai vecchi.
Pe quanto mi riguarda Arte e cervello di Lamberto Maffei e Adriana Formentini, è il più bel testo che ci sia, per chi faccia arte: Bottom-up
ciao ciao
Manlio, che gli psicologi detestino le neuroscienze è la sciocchezza dell'anno.
A giuseppe, mi verrebbe da chiederti chi è il tuo relatore.
Gli psicologi detestano le neuroscienze... ma sono le nuove scienze umane...
La tesi impresa molto complicata ma non impossibile.
Ma per la neuroesteica sicuramente di Semir Zeki, Inner Vision, tradotto anche in italiano La visione dall'interno da Boringhieri ma direi di partire da Munch per arrivare alla Body Art. E perché no Ramachandran.
auguri da manlio Brusatin
Sto svolgendo una tesi di Psicologia partendo dalla Neuroestetica sino a giungere all'arte figurativa di Munch.
Qualcuno di voi avrebbe qualche consiglio da darmi( circa testi,argomenti...) in merito..grazie!
il tema centrale è l'ambiguità..
L'invenzione dei neuroni specchio mi sembra (sempre più) la scoperta dell'acqua calda. Mi si spieghi la diversità tra io vedo e quindi imparo oppure io ti dico come si impara (cosa devi o non devi imparare), questo risolverebbe il problema del maestro unico.
In arte mi si spieghi il meccanismo di suggestione/percezione/ricezione/obliterazione.
La neuroestetica (Zeki) è sempre più interessante anche per i testoni di storia dell'arte, cercando di non trattarla però in forma riduzionistica o troppo meccanicistica (Ramachandran).
grazie
Per quanto riguarda i neuroni specchio audio visivi consiglio questo link come base di partenza. http://psicocafe.blogosfere.it/2006/12/perche-la-risata-e-contagiosa.html
Anch'io come Maria vorrei sapere se sono stati fatti degli studi specifici sul comportamento dei neuroni specchio audiovisivi durante l'ascolto musicale. Mi occupo di psicoacustica professionalmente ma dal punto di vista artistico (http://numerologia.aegweb.it) e tecnologico (http://xspat.aegweb.it), e le domande che mi sono posto dopo aver letto il libro di Rizzolatti sono tante...
Complimenti per il blog e grazie
Luigi Agostini
Ciao,
sono molto affascinata dal rapporto tra neuroni specchio e arte: sapete se esistono dei lavori di ricerca che si occupano in particolare del rapporto con la musica?
grazie!
alle 12:30
ee
hellloooo