Conversazioni di psicologia contemporanea
L'aveva intuito quel geniaccio di Freud più di un secolo fa. L'aveva chiamato "transfert" quel processo mentale per cui i pazienti, inconsapevolmente, (lui amava dire "inconsciamente"), agivano le loro passate relazioni significative quando si relazionavano con il terapeuta.
In verità Freud si spingeva più in là affermando che fossero, in particolare, le fantasie infantili e i conflitti sessuali con i genitori, i contenuti relazionali che i pazienti trasferivano sul proprio analista. Un secolo più tardi è diventato più chiaro che il sesso c'entrava fino a un certo punto e che il meccanismo mentale non era applicabile soltanto alla relazione terapeutica.
In qualunque relazione interpersonale ci troviamo impegnati, essa risente, in qualche misura, delle nostre relazioni con le figure significative del nostro passato.
Queste funzionano infatti come una sorta di canovaccio dell'esperienza, un copione flessibile (cognitivo, emotivo e comportamentale) che ci orienta nel mondo sociale.
Gli esperimenti pionieristici della psicologa Susan Andersen della New York University hanno liberato il transfert dalle soggettive concettualizzazioni della psicoanalisi per metterlo a fuoco nell'asettico palcoscenico del laboratorio scientifico. Operazione che toglie romanticismo, ahinoi, ma ci consente di parlarne senza dover fare un atto di fede.
L'Andersen ha elaborato un elegante esperimento in due fasi per studiare il transfert.
Nella prima fase i partecipanti scelgono due persone importanti della loro vita e ne descrivono le caratteristiche positive e negative.
Nella seconda fase, due settimane dopo, i volontari vengono condotti in un laboratorio diverso, apparentemente per partecipare a uno studio indipendente.
Uno sperimentatore dice loro che incontreranno una persona a loro estranea con cui dovranno conversare e fare amicizia.
I volontari leggono quindi una descrizione dello sconosciuto che stanno per conoscere.
Nel gruppo sperimentale (session transferale) i volontari ricevono delle descrizioni nelle quali circa la metà delle affermazioni esprimono con parole diverse le medesime caratteristiche che loro stessi hanno attribuito, due settimane prima, a una persona chiave della loro vita.
Nel gruppo di controllo ogni volontario riceve una descrizione di tratti casuali.
In entrambi i casi le descrizioni della persona nuova contengono sia attributi positivi che negativi, indipendentemente da quanto il volontario possa aver amato o odiato l'individuo su cui la descrizione si basa.
Nella session "transferale" tipicamente accade che il partecipante instaura immediatamente un legame di simpatia o si sente sicuro nell'incontro, se lo sconosciuto richiama alla sua mente una persona amata del suo passato, e può sentirsi istantaneamente minacciato o a disagio con uno sconosciuto le cui qualità gli rammentano quelle di una persona odiata del suo passato.
Gli elementi da cui l'innestarsi di un transfert può essere dedotto e osservato sono diversi. Si possono osservare sfuggenti espressioni facciali: per esempio chi incontra l'oggetto di un transfer positivo spesso effettua la sua "manovra di apertura" con un breve sorriso.
Si può osservare il comportamento non verbale: per esempio nel transfert negativo le pause nel discorso, la monotonia dell'eloquio o una percettibile mancanza di entusiasmo.
Si può osservare il comportamento esplicito: nel caso di un transfert negativo il soggetto può sembrare (apparentemente senza motivo) sgradevole e oppositivo con qualcuno che non ha mai visto prima.
Ma la parte del leone la fanno sicuramente le emozioni. La Andersen ha verificato per esempio che è possibile elicitare transfert negativi e provocare attivamente emozioni di vera tristezza e sconforto, o al contrario di tensione e risentimento.
"Il nostro passato ci segue e s'ingrossa senza posa col presente che raccoglie lungo la strada" (Henri Bergson)
Fonte | Science News
Credits Image | PERSISTENZA DELLA MEMORIA
Salvador Dalì (1931) New York, Museum of Modern Art, Olio su tela, 24 x 33 cm
alle 21:54
florence
mi piace molto la spiegazione del t r a n s f e r t , succinta e agevole nel far capire anche a chi fosse digiuno dell'argomento in questione.