Conversazioni di psicologia contemporanea
T
utto quello che sappiamo sull’agnosia si basa sull’osservazione di singoli casi, nessuno dei quali è esattamente uguale all’altro. E’ quindi un’operazione complessa individuare una tassonomia, benchè la maggior parte dei neuropsicologi distingua fra agnosie appercettive e agnosie associative.
Le prime sono quelle nelle quali, pazienti affetti da particolari lesioni cerebrali, non riescono a riconoscere gli oggetti a causa di un difetto di percezione visiva (che può essere sia a livello di deficit sensoriale elementare sia a livello più “alto” o corticale). In altre parole i pazienti non vedono gli oggetti normalmente e quindi non riescono a riconoscerli.
Le agnosie associative invece sono quelle nelle quali la percezione sembra intatta, ma il riconoscimento non avviene comunque.
Si parla a questo proposito di “un normale percetto privato del suo significato”.
Purtroppo questa distinzione in due grandi categorie non sembra essere empiricamente valida. All’interno di ciascuna la variabilità è estremamente ampia. Per esempio fra i pazienti “appercettivi” ci sono quelli che non possono distinguere un cerchio da un quadrato, quelli che possono riconoscere qualunque oggetto, ma non riconoscono eventuali altri oggetti presentati contemporaneamente (simultagnosia) e quelli che hanno difficoltà a riconoscere oggetti se sono presentati con un orientamento e da un’ angolazione inusuale.
Fra i pazienti “associativi” ci sono coloro il cui deficit è limitato a specifiche categorie di stimolo visivo come le facce (prosopagnosia), i luoghi o le parole stampate, coloro che hanno deficit di riconoscimento generale e coloro che hanno difficoltà a nominare un oggetto presentato visivamente.
All’interno dello stesso deficit, la simultagnosia, è possibile distinguere, a seconda dell’area cerebrale danneggiata, la simultagnosia dorsale e la simultagnosia ventrale.
Un paziente con simultagnosia dorsale potrebbe riconoscere solo uno dei 4 oggetti contenuti nell’immagine in alto e ignorare il resto. Gli oggetti trascurati sembrano non essere visti affatto, cioè non processati dal cervello, a causa di un difetto di attenzione.
I pazienti con simultagnosia ventrale possono invece chiaramente vedere più di un oggetto alla volta, ma non possono identificarne due contemporaneamente. Sono in grado di descrivere un aspetto di un’immagine senza avere una chiara comprensione dell’immagine come intero.
Per esempio nell’immagine accanto potrebbero descrivere la scena parlando di “montagne”, fallendo nell’identificarle come “piramidi” non riuscendo ad avvalersi dell’informazione contestuale fornita dal cammello.
Fonte | Vision & Aging Lab University of Calgary
Articoli correlati | La visione cieca, vedere senza vedere
Il mondo a metà: l'eminegligenza spaziale