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Che cos’è il solletico? Perché ci fa ridere? E perchè non riusciamo ad auto-solleticarci?

Giulietta Capacchione avatar Giovedì 30 Agosto 2007, 17:58 in Psicologia evolutiva di Giulietta Capacchione
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Fossero state domande semplici non ci si sarebbero lambiccati in tanti per millenni, a partire da Platone fino a Darwin passando per Bacone e Galileo.
Ci sono due fenomeni che chiamiamo solletico. Uno è la sensazione causata da un leggero tocco in movimento sulla pelle. La sensazione è piuttosto noiosa e talvolta dura diversi secondi causando un intenso desiderio di grattarsi per avere sollievo. Questo tipo di solletico di solito non fa ridere.
Il solletico accompagnato da risate è dato invece da una pressione più intensa e ripetuta applicata in punti particolari del corpo come le ascelle, le piante dei piedi o i fianchi.
A questi due tipi di solletico venne dato un nome nel 1897 dallo psicologo G. Stanley Hall che chiamò il primo knismesis e il secondo gargalesis.

Il knismesis è il meno misterioso dei due, può essere autoprovocato ed è probabile che abbia una funzione evolutiva precisa: allertare il corpo che un insetto o qualche parassita ci sta camminando addosso.
La risposta emotiva di fastidio e il conseguente comportamento di eliminazione ce li porteremmo dietro da quando i pidocchi facevano banchetto allegramente su di noi. E infatti quasi tutti i mammiferi lo sperimentano.
Il Gargalesis sembra essere presente soltanto nei primati superiori oltre che negli uomini naturalmente.
La sua caratteristica principale e paradossale è la risata che lo accompagna.
E’ una risata di piacere? Probabilmente no.

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