Conversazioni di psicologia contemporanea
Nel 2004 presso lo University College di Londra (UCL) il dott. Henrik Ehrsson, in collaborazione con gli psicologi della Oxford University, riuscì a manipolare la percezione del proprio corpo di alcuni volontari. Scoprì che un’area del cervello, la corteccia premotoria, integra le informazioni provenienti da tre diversi sensi: la visione, il tatto e la propriocezione per riconoscere il corpo come proprio. Ma, poiché la visione tende a essere dominante, se l’informazione proveniente dai sensi è incongrua, il cervello “fa affidamento” di più sull’informazione visiva che su quella propriocettiva. Per capire bene l’esperimento che è stato condotto il New Scientist ha prodotto un video esplicativo molto utile. Guardiamolo un attimo (durata 2 minuti)
Come avete visto, il volontario non vede la sua mano destra mentre una mano di gomma è posizionata proprio di fronte a lui con un' angolazione che simula la posizione che potrebbe avere la sua mano vera. Sia la mano di gomma che la mano vera vengono sottoposte simultaneamente a un tocco leggero con un pennellino. Nello studio originale, in aggiunta, il cervello dei soggetti veniva scansionato alla risonanza magnetica.
In media dopo 11 secondi i soggetti cominciano a sperimentare la mano finta come propria.
Più forte è la sensazione soggettiva, maggiore è l’attività registrabile nella corteccia premotoria. Lo studio dimostra che il cervello distingue il sè dal non-sè confrontando le informazioni provenienti dai differenti sensi, tanto che il sè corporeo può essere plausibilmente concepito come una illusione vera e propria e costante costruita dal cervello.
In un disturbo come la schizofrenia alcune bizzarre ideazioni trovano un senso, se immaginiamo che qualcosa si sia "rotto" a livello della corteccia premotoria nell’integrazione delle informazioni, come, per esempio, nel caso di una donna che scacciava via la sua gamba destra fuori dal letto ogni mattina perchè credeva che appartenesse a qualcun altro. Non è raro inoltre che il danneggiamento della stessa area, a causa di un ictus, porti con sé questo tipo di errata identificazione o inconsapevolezza di un proprio arto.
Se per qualche oscuro motivo avete una mano di gomma a casa vostra e un amico curioso che vi aiuti, provate l’illusione su voi stessi. E’ un’esperienza particolarmente sconcertante.
Ieri venerdì 19 ottobre 2007, nell'Aula Magna dell'Università di Psicologia a Cesena si è tenuto un convegno dal titolo "I neuroni a specchio: le possibili implicazioni in età evolutiva". Marcello Costantini, Professore dell'Università di Chieti ha parlato di questo esperimento durante il suo intervento. Io lo conoscevo già grazie a te, Giulietta! Io studio psicologia, e devo dire che il tuo blog è bellissimo e utilissimo! Grazie!
L'ottimo Olaf Blanke lo scorso anno era presente al seminario sul "cervello mistico" alla facoltà di Psicologia a Roma dove studio e mi ha assolutamente deliziato con una delle lezioni più stimolanti a cui ho potuto assistere.Le ricerce sue e del suo team dei legami tra esperienze mistiche,out-of-body-experience collegate a stimolazioni della giuntura temporo-parietale sono assolutamente da tenere d'occhio soprattutto per chi,come me, è affascinato dalla complessità di tutti i processi cognitivi,più che dalla psicologia pragmatica e "comportamentista".Grazie per la segnalazione e complimenti per il blog.
Ciao..
alle 20:00
Giulietta
Che carina che sei Silvia, grazie e buono studio! :D
Mi erano sfuggiti i commenti di Scalet e Franco, scusate! Grazie per essere passati di qui... :D