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Implicit Association Test e autostima

Giulietta Capacchione avatar Mercoledì 10 Ottobre 2007, 23:41 in SperimentalMente di Giulietta Capacchione
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"L’Implicit Association Test (IAT)  è uno strumento che è stato sviluppato per studiare la forza dei legami associativi tra concetti rappresentati in memoria. Sebbene le applicazioni iniziali di questo strumento riguardassero soprattutto l’indagine del pregiudizio, il suo uso è stato esteso successivamente anche all’indagine degli stereotipi, dell’identificazione sociale, degli atteggiamenti verso il cibo ed esistono applicazioni nell’ambito clinico, per esempio nello studio delle fobie".
Nel post Inconsapevolmente razzista: scoprilo con il test di associazione implicita
ne abbiamo spiegato brevemente la procedura, i limiti e le potenzialità.
Oggi vorrei segnalarvi  il sito di Cristina Zoigmaster, ricercatrice del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell'Università di Padova, da cui è tratta l'introduzione di questo post e nel quale è possibile effettuare un IAT relativo all'autostima personale: in altre parole una verifica dell'associazione presente in memoria fra positività e/o negatività e il concetto di sé. E' possibile inoltre leggere in italiano una ricca pagina informativa su questo popolare strumento della ricerca psicologica.
Ringrazio la dott.ssa Zoigmaster per la segnalazione.

VAI AL TEST

10
10 commenti
10
27 Set 2008
alle 17:53

marco

credo di esere telecatico dove posso andare? mi chiamo marco brazzò

9
16 Ott 2007
alle 20:00

Riccardo

ma sei fantastica,

ti vorrei come docente ;)

 

 

8
15 Ott 2007
alle 14:32

cristina

QUALCHE PAROLA DI SPIEGAZIONE SULL'INTERPRETAZIONE DEL PUNTEGGIO IAT

L’interpretazione del punteggio è basata, come indicato sul sito, sui risultati di un campione ‘di comodo’ (ossia, anziché selezionare casualmente da una popolazione il campione dei rispondenti al test, ci siamo limitati a contattare delle persone facilmente accessibili), non molto numeroso. Per questa ragione questi valori vanno presi con molta cautela: Un campione di comodo, infatti, a rigor di termini non è rappresentativo di null’altro che di se stesso, perciò il confronto tra il proprio punteggio e la distribuzione dei punteggi di un campione di comodo non dovrebbe dirci nulla sul significato del nostro punteggio. Detto questo, c’è tuttavia da sottolineare che l’analisi dei dati successivamente raccolti attraverso il sito internet fornisce una distribuzione di punteggi molto simile a quella del primo campione.

Come nota Riccardo, la fascia di punteggi di ‘media autostima’ è piuttosto elevata. Cosa significa? Le ricerche psicologiche hanno evidenziato che la maggior parte delle persone sono caratterizzate da una valutazione positiva di se stesse, in altre parole hanno un buon livello di autostima. Con l’espressione ‘media autostima’ intendevo riferirmi ad un atteggiamento (spontaneo) verso se stessi positivo, ma ‘simile a quello della maggioranza delle persone che fanno parte del campione di riferimento’. Mi rendo conto che la definizione ‘media autostima’ può generare equivoci, perciò modificherò le etichette nella pagina finale del test. Per quanto riguarda l’ultimo commento di Riccardo, in effetti i punteggi cambiano rispondendo più volte allo IAT e le ragioni sono molte. Queste sono probabilmente le principali:

- effetto dell’ERRORE DI MISURAZIONE (nessuno strumento di misura è esente da errori, neanche la bilancia che abbiamo in cucina… e misurare caratteristiche psicologiche è molto più complicato che pesare un etto di pasta): a volte l’errore aumenta i punteggi, a volte li abbassa

- lo IAT misurare delle reazioni spontanee MOMENTANEE, che sono soggette a modificarsi a seconda del contesto (per esempio, è probabile che il punteggio sia molto più elevato se si risponde al test dopo aver passato l’esame della patente, che dopo essere stati bocciati)

- effetto di ‘APPRENDIMENTO’ dovuto al fatto di aver già risposto al test: le ricerche condotte da Tony Greenwald (l’autore dello IAT) hanno mostrato che l’effetto IAT è più forte la prima volta che si risponde al test, poi diminuisce; inoltre è molto probabile che le persone cambino le loro strategie di risposta quando conoscono la struttura generale del test

Spero di aver soddisfatto la vostra curiosità,

ciao,

Cristina

7
14 Ott 2007
alle 14:27

Riccardo

Io ho prima avuto un valore sui 300, poi l'ho rifatto ed è uscito un valore negativo... 

E' interessante questo test, anche se alla fine ha anche una componente cognitiva soggetta ad incremento di prestazioni con la pratica che non sottovaluterei 

 

6
13 Ott 2007
alle 18:24

claudio

Fatto! sì, è un po' complicato iniziare causa plug-in e limitazioni varie ma poi è molto interessante.

Comunque, ho fatto 571,75!

Dai, di solito dopo questi test si condividono i risultati! :-D 

5
12 Ott 2007
alle 10:47

Giulietta

@hronir e Matteo
Mi dispiace ragazzi. :(

@Riccardo. Il campione normativo del test, se non ho letto male, è italiano. Quindi abbastanza rappresentativo della nostra realtà. Ma vorrei girare la tua domanda a Cristina Zoigmaster.

@Boris non è necessario lasciare commenti in homepage, ricevo posta da tutto il blog. :D
Ti ho risposto di là.

4
12 Ott 2007
alle 00:21

Matteo

non funziona sotto MacOS.. serve un plug-in MIME non disponibile se nn in formato .exe per windows.. peccato..

3
11 Ott 2007
alle 23:41

boris

Boris, ti ho lasciato un commento su Sapir-Whorf, spero tu gradisca e si collabori insieme per una migliore definizione di una splendida tesi che dimostra tutto il contrario di ciò che solitamente le si associa

2
11 Ott 2007
alle 19:47

Riccardo

fatto, però mi lascia perplesso il range di stima di se medio, è veramente ampio....

1
11 Ott 2007
alle 02:20

hronir

Serve un plugin che funziona solo sotto windows... :(

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