Conversazioni di psicologia contemporanea
Su Tobacco Control, una rivista scientifica internazionale che raccoglie tutte le ricerche relative al tabagismo, è riportato uno studio longitudinale condotto dall’ Istituto di sanità norvegese. Secondo questo studio ridurre, anche del 50%, il numero di sigarette fumate non riduce i rischi di ammalarsi di malattie collegate al fumo e i rischi di morirne.
24.959 uomini e 26.251 donne, di età compresa tra i 20 e i 49 anni, sono stati valutati alla metà degli anni 70, dopo 3 anni, dopo 13 anni e infine l’ultima volta nel 2003.
Il campione è stato suddiviso in: non fumatori, ex fumatori, fumatori moderati (da 1 a 14 sigarette al giorno), “riduttori” (fumatori che hanno ridotto il numero di sigarette da oltre 15 alla metà), forti fumatori (più di 15 sigarette al giorno).
Per entrambi i sessi i risultati hanno confermato che, per i forti fumatori, dimezzare il consumo di sigarette non migliora né i tassi di mortalità prematura per cancro al polmone, né quelli per altre cause specifiche come, per esempio, le malattie cardiovascolari.
Gli autori della ricerca suggeriscono dunque ai professionisti della salute, e a coloro che si occupano di campagne di sensibilizzazione, di non fornire ai pazienti la “scappatoia” della riduzione del numero di sigarette se non riescono a smettere. Il rischio è di dare un’informazione non corretta e false aspettative. Contro le conseguenze nefaste del tabagismo funziona soltanto il taglio netto.
Sulla rivista British Medical Journal è stato inoltre pubblicato il limite d’età massimo per smettere ed avere qualche chance di limitare i danni: 40 anni.
Dopo i 40 si stima che i fumatori perdano 3 mesi di vita per ogni anno in più che continuano a fumare.
Fonti: Tobacco Control
British Medical Journal
p.s. Segnalo, non conoscendolo affatto, l'esistenza di un libro motivazionale "Smettere di fumare è facile - se sai come farlo" di Carr Allen che, a giudicare dalle centinaia di commenti lasciati come recensioni, fornisce un aiuto motivazionale concreto a chi intende smettere. Ripeto, non lo conosco. Se qualcuno di voi ne sa qualcosa, ci renda edotti.
smbra uno spot pubblicitario della Philip Morris,anche se ridurre da 20 a 10 le sigarette fumate diariamente non riduce i rischi di malattie fatali,non é peró facilmente intuibile che passati 10 C'É IN OGNI CASO PIÚ FACILITÁ DI PASSARE A 5?E POI,NON É SOLO QUESTIONE DI SVILUPPARE UN CANCRO POLOMONARE O SOFFRIRE UN INFARTO;MENO SI FUMA MEGLIO SI RESPIRA,MEGLIO SI FÁ ATTIVITÁ FISICA...MEGLIO SI CAMMINA PER 4/5 K.M....
Sono felice perchè ho anch'io quel libro. Che io riesca finalmente di terminare con questa condanna? Mi auguro veramente di si, ho provato in tutti i modi, l'ultimo è stato con l'agopuntura nell'orecchio, un male da paura, la voglia di fumare infinita e 13 Kg in più. Basta. Ho sentito diverse persone che grazie a questo libro ci sono riuscite. Ora tocca a me.
Anche io l'ho letto e ho smesso con quello (dopo i 40, però. Non vorrai mica dirmi che è stato inutile!) e anche io conosco persone che non vogliono finirlo. Effettivamente affronta la questione con un approccio completamente diverso, dalla letteratura antifumo classica. Niente terrorismo, e in compenso mette a nudo meccanismi assolutamente reali e grotteschi.
Vale la pena.
Riguardo al libro di Allen Carr: io l'ho letto e ho smesso (da 5 mesi). Conosco un paio di persone, per contro, che NON vogliono finirlo proprio per paura di smettere! Efficacissimo dunque. E se anche non fosse il metodo che fa per voi vale comunque la pena di provare: il libro costa poco (10 euro) e per leggerlo non ci metterete più di qualche ora.
Pensa che invece questi signori sostengono che non c'è alcuna prova scientifica dei danni del fumo. In effetti la constatazione che, fumando di più o di meno, la mortalità non cambia parrebbe quasi dar loro ragione. Ne ho parlato anche qui. Io comunque preferisco ugualmente non fumare. Se consideriamo già solo il catrame, sappiamo che l'organismo può gestirlo fino a una certa quantità, non più del contenuto di 3, max. 4 sigarette. Oltre si satura e non riesce ad eliminarlo completamente. Poi dipende dalle costituzioni, dalla forza del sistema immunitario ecc. Ho visto persone che fumano e hanno campato cent'anni e purtroppo gente morta prematuramente di cancro al polmone o d'infarto che non aveva mai aspirato neanche una sigaretta.
alle 16:16
matteo
io ho smesso: ho preso 15 chili in poco tempo ma ora ho cominciato a calare altrettanto rapidamente (basta ricordarsi di mangiar meno :-) ).
pensate a lungo termine, quando avrete smesso completamente percepirete numerosi benefici di salute e non ve ne importerà più nulla: fumare è veramente stupido e sempre dannoso.