Conversazioni di psicologia contemporanea
"Ricorda sempre che sei unico. Come chiunque altro".
Cari avventori vi segnalo un progetto imprenditoriale dalle intriganti implicazioni psicologiche (!). Si tratta della Despair Inc, in italiano qualcosa come la “Società della disperazione” che commercializza i demotivatori: messaggi demotivanti a chiaro contenuto pessimistico depressivo. Secondo il fondatore questi messaggi sono utili a contrastare la diffusa tendenza attuale alla promozione di aspettative di successo irrealistiche che vengono inequivocabilmente disattese dalle persone e producono amarezza e frustrazione. I demotivatori abbassano le aspettative e, in caso di fallimento, consentono di evitare di restare delusi da prestazioni e performance non eccellenti e, in caso di successo, a potenziarne la soddisfazione.
"Il fatto che tu sia necessario non vuol dire che tu sia importante"
E’ una satira intelligente e per qualcuno utilmente ridimensionante che potete apprezzare sul sito Despair.com nel quale, se ne sentite l’esigenza, potete acquistare i demotivatori, anche sotto forma di calendari 2008.
Sul sito è disponibile anche un generatore di demotivatori personalizzati con la vostra frase e la vostra foto. Enjoy! :)
io non ho resistito e mi sono ordinato un calendario personalizzato :D
certo, dipende tutto da persona a persona, come sempre. A me non farebbero bene, riuscirei meglio se leggessi di continuo cose del tipo "Va' a studiare!" "Sfaticato!". Insomma, utili induttori di sensi di colpa...
E io che nel mio studio appendo sempre nuovi poster Motivanti! Allora COME AL SOLITO ho bagliato tutto?!
Il problema è appunto chi li usa. Se li usa qualcuno con un ego un po' troppo tronfio può anche starci, ma dubito che li acquisterebbe da Sé e se anche glieli regalaste si arrabbierebbe moltissimo.
Se invece capitano nelle mani di una persona con l'autostima già bassa o il "pessimisto cosmico" del depresso potrebbero fare danni irreparabili. E secondo me ci sono molte probabilità che siano esattamente questi ad acquistarli, proprio per la tendenza ad autoalimetarsi di questo pessimismo cosmico che trascina chi ne soffre in una spirale di dolore senza fine che è peggio di un "semplice" circolo vizioso.
alle 22:10
Gianluca Ostuni
Interessante dal punto di vista culturale, ma non lo userei mai!