blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Gli errori della memoria prospettica: ricordare (e scordare) il futuro

Giulietta Capacchione avatar Giovedì 31 Gennaio 2008, 09:25 in Psicologia cognitiva di Giulietta Capacchione
memory.jpg

Devo chiamare mio fratello domani”, “lo sciroppo lo prenderò dopo pranzo”, “appena vedo Tizio devo dirgli che…”.
Tutti questi compiti sono compiti di memoria, ma si tratta di una memoria diversa da quella che utilizziamo quando vogliamo ricordare qualcosa che è già accaduto o a cui siamo stati già esposti. In questo caso tentiamo di ricordare qualcosa che dobbiamo fare o deve accadere nel futuro. Gli psicologi la chiamano memoria prospettica.
Anche questo tipo di memoria può andare incontro ad errori e le conseguenze delle dimenticanze prospettiche possono essere estremamente rilevanti, come nel caso in cui ci si dimentica di assumere un farmaco o di fare benzina se si è a secco!
I ricercatori hanno trovato utile la distinzione tra compiti di memoria prospettica basati sull’evento e compiti basati sul tempo.
I compiti basati sull’evento sono quelli nei quali dobbiamo ricordarci di compiere un’ azione quando si verifica un determinato evento, ad esempio: “devo fare benzina quando torno a casa
I compiti basati sul tempo, invece, sono quelli nei quali dobbiamo ricordarci di compiere un’azione in un momento preciso, ad esempio: “togliere l’abbacchio dal forno fra 15 minuti”.
Poiché i compiti basati sull’evento sono “segnalati” dall’esterno, possiamo scordarli quando il segnale esterno non viene riconosciuto. Ad esempio, stiamo pensando ai casi nostri lungo il tragitto oppure veniamo distratti da una telefonata e non ci accorgiamo della pompa di benzina.
Invece i compiti basati sul tempo dipendono maggiormente dalla nostra capacità di generare appropriati segnali che ci allertino quando l’azione pianificata deve essere svolta.
Possiamo mettere, per dire, una di quelle sveglie da cucina che ci ricordi di tirar fuori l’abbacchio dal forno, oppure inserire un memo sul telefonino o fare il classico nodo al fazzoletto e così via.
Le dimenticanze di queste memorie basate sul tempo si verificano soprattutto quando non riusciamo a produrre o ci dimentichiamo di produrre  segnali efficaci o indizi utili per il recupero del ricordo.
Questa distinzione appare particolarmente importante negli studi sulla memoria delle persone anziane, i quali indicano che gli anziani hanno spesso una migliore memoria prospettica nei compiti basati sull’evento e una memoria peggiore nei compiti basati sul tempo.  (Einstein & McDaniel, 1996; Maylor, 1996). In questo caso insegnare delle strategie mnestiche può tornare estremamente utile.
Il ricordo prospettico è stato associato, in numerosi studi,  con l’attivazione della corteccia pre-frontale.
Questo presunto legame fra memoria prospettica e funzioni del lobo frontale acquisisce un senso se si considera il ruolo che le regioni frontali giocano nel consentire il cosiddetto “viaggio mentale nel tempo”, sia nel passato che nel futuro. (Wheeler, Stuss, & Tulving, 1997).
Non riuscire ad attivare le regioni frontali appropriate, sia al momento di pianificare un’ azione futura che nel momento in cui l’azione deve essere compiuta, potrebbe essere implicato negli errori e nelle dimenticanze di cui parliamo.
La prossima volta che non vi presentate a un appuntamento perché ve lo siete scordato completamente, date la colpa alla vostra corteccia prefrontale.
O vi perdonano o vi ricoverano. ;)

10
10 commenti
10
24 Mag 2010
alle 15:25

mik

Giulie'!

non avrai mica un OCD? Pare...

9
04 Feb 2008
alle 16:45

Demis

ahahahahah!!! Parlando di Dante.. Giulietta sta al dolce stil novo, come la maestra di Dario sta all'Inferno? A parte i draghi locopei, posto che è importante sapere da dove derivano i nostri termini ma che è più importante sapere come si usano in questi giorni.. che ne dite di "scordammuce'o passato" e impiegare le risorse per commentar quel che vien d'innanzi? :D

8
01 Feb 2008
alle 18:50

Giulietta

Dario, il termine "scordare" è presente con il significato di dimenticare già nel vocabolario etimologico di Pianigiani edito nel 1907. Se non ci credi clicca pure qui.
E' abbastanza antico come vocabolario per te?
Mi dispiace ma, da queste parti, caschi proprio male. ;)

7
01 Feb 2008
alle 16:26

Dario

Ahhh, riguardo le mie maestre,   ....

....non so se nei gironi dell'inferno dove sitrovano da almeno tre/quattro decadi  ci sono le scuole....!?!?!

Boh, spero che ci sia qualche maestro peggiore di loro e che le picchi con la bacchetta sulle mani per fargli ricordare come si parla italiano!

6
01 Feb 2008
alle 16:22

Dario

Semplicemente dal latino Chorda o dal greco χορδά khorda uguale "corda"
Il ragionamento del cuore è giusto, ma se si guarda in qualche vocabolario di qualche decennio fa scordare non è riportato come dimenticare.
Il termine è nato con un altro significato, ed solo la volgarizzazione del termine (il suo uso nella lingua parlata) che ne ha fatto una parola annoverata nei vocabolari nuovi.
Forse dovrei ritornare a "sQuola"....
...e comprare un nuovo dizionario... perchè quello che mi ha prestato Dante Alighieri non è più buono!! ;P

5
01 Feb 2008
alle 13:45

Giulietta

Grande Demis, sei una risorsa. :)

4
01 Feb 2008
alle 11:57

Demis

Etimologicamente il termine "scordare", deriva dal latino cor, cordis = cuore, che era tempo addietro indicato come la sede della memoria. La particella privativa s- indica un evento che non appartiene più al cuore, quindi alla memoria. Non vedo quindi come possa essere sbagliato l'uso della parola :)

Cmq, tornando agli italiani... questa LA SO! :p In Italia c'è un buon interesse relativo alla memoria prospettica: primariamente cito la Prof. Maria Antonella Brandimonte, dell'Università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli, co-curatrice del libro Prospective memory: Theory and applications (edito da Erlbaum), e in italiano del libro delle Bussole: Psicologia della memoria (edito da Carocci, oltre che autrice di vari articoli scientifici. Oltre a lei, altri laboratori se ne stanno occupando, tra cui quello della prof. Patrizia Bisiacchi dell'Università di Padova (applicando l'elettroencefalografia per lo studio dei correlati neurali del processo).

3
01 Feb 2008
alle 11:53

Demis

Etimologicamente il termine "scordare", deriva dal latino cor, cordis = cuore, che era tempo addietro indicato come la sede della memoria. La particella privativa s- indica un evento che non appartiene più al cuore, quindi alla memoria. Non vedo quindi come possa essere sbagliato l'uso della parola :)

Cmq, tornando agli italiani... questa LA SO! :p In Italia c'è un buon interesse relativo alla memoria prospettica: primariamente cito la Prof. Maria Antonella Brandimonte, dell'Università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli, co-curatrice del libro Prospective memory: Theory and applications (edito da Erlbaum), e in italiano del libro delle Bussole: Psicologia della memoria (edito da Carocci, oltre che autrice di vari articoli scientifici. Oltre a lei, altri laboratori se ne stanno occupando, tra cui quello della prof. Patrizia Bisiacchi dell'Università di Padova (applicando l'elettroencefalografia per lo studio dei correlati neurali del processo).

2
31 Gen 2008
alle 12:50

Giulietta

Il dizionario della lingua italiana DeMauro Paravia indica che scordare significa "perdere il ricordo di qualcosa o di qualcuno".

Forse le tue Maestre dovrebbero tornare a scuola. E anche tu.

1
31 Gen 2008
alle 11:56

Dario

 "Scordare" in italiano ha un significato diverso da "Dimenticare".....Le mie Maestre dicevano sempre "...si scordano solo gli strumenti"!!!

Qualcuno forse se l'è "scordato"?????

 

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere