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Malati di internet? I fattori di rischio

Giulietta Capacchione avatar Martedì 29 Gennaio 2008, 23:36 in Cyber-psicologia di Giulietta Capacchione
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Proseguiamo su un argomento affrontato all’inizio dell’avventura di questo blog e che mi sta molto a cuore: la dipendenza da internet.
Oggi parliamo dei fattori di rischio che possono condurre un internauta a sviluppare una psicopatologia correlata all’uso di internet e vediamo di capire se internet ammala di per sé o se una persona con precedenti problematiche psicologiche sia più predisposta a fare un uso distorto della rete.
Intanto per cominciare è possibile leggere su questo blog che
cos’è l’internet addiction, quali sottotipologie sono state individuate e come si diagnostica.
In merito ai fattori di rischio possiamo individuare 4 categorie di elementi che contribuiscono all’insorgere di problematiche psicologiche legate all’uso di Internet:

a) le psicopatologie preesistenti. In più del 50% dei casi una internet addiction può essere indotta da alcuni tipi di disturbi psicologici preesistenti. I fattori di rischio includono una storia di dipendenza multipla, condizioni psicopatologiche come depressione, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo bipolare, compulsione sessuale, gioco d'azzardo patologico, o fattori situazionali come burnout da lavoro, contrasto coniugale o abuso infantile.
b) le condotte a rischio (“eccessivo consumo”, riduzione delle esperienze di vita e di relazione “reali”,ecc);
c) eventi di vita sfavorevoli (problemi lavorativi, familiari, ecc: “internet come valvola di sfogo”);
d) le potenzialità psicopatologiche proprie della rete (anonimato e sentimenti di onnipotenza che possono degenerare in: sesso virtuale, creazione di false identità, gioco d’azzardo, ecc).

Quello che mi preme sottolineare, e che vedo talvolta non perfettamente chiarito nelle discussioni su questo argomento, è che la relazione di causa ed effetto tra alta incidenza di problemi psicologici e uso massiccio di internet è ancora incerta. Potrebbe essere bidirezionale: le persone che sono sole o depresse o socialmente fobiche potrebbero rivolgersi maggiormente alla rete per alleviare la propria sofferenza, trovando on line la compagnia e il supporto che mancano  nella loro vita reale. Una volta on line gli effetti negativi di solitudine e depressione o fobia sociale potrebbero esacerbarsi. (Morahan-Martin, 1999; Morahan-Martin & Schumacher, 2000, 2003).
Alcune limitate ricerche longitudinali supportano l'ipotesi che l'impatto dell'uso di internet sul benessere psicologico dipenda dalle caratteristiche dell'individuo, con esiti positivi per gli estroversi e negativi per gli introversi (Kraut et al., 2002).
Per gli estroversi l'aumentato uso di internet è associato con un accresciuto senso di benessere inclusi ridotti livelli di solitudine, di emozioni negative e accresciuta autostima e coinvolgimento sociale. Per gli introversi gli effetti sarebbero opposti in ciascuna di queste misure.
La ricerca ha scoperto anche che chi fa un uso massiccio o patologico di internet usa la rete per modulare l'umore nero. Gli addicted hanno maggiori probabilità degli altri di fruire di internet per scappare dalle pressioni psicologiche, per migliorare il loro umore quando sono giù, ansiosi, o socialmente isolati.  (Anderson, 1999; Morahan-Martin & Schumacher, 2000).
Questo suggerisce che l'abuso di internet più che la causa possa essere il sintomo di altri problemi.
Ad ogni modo la comorbilità è molto frequente nei disturbi psicologici e non consente di determinare direzioni causali.
Dato lo stato embrionale della ricerca sull'abuso di internet è più corretto riconoscere la possibile coesistenza del comportamento di abuso di internet con altre problematiche psicologiche senza poter affermare in maniera inequivocabile, come fa qualcuno, che il primo sia la causa delle ultime, in un tentativo un po’ maldestro di demonizzazione aprioristica.

In generale si ritiene che l'uso di internet assume connotati patologici quando: 
-influisce sui pensieri del paziente in termini di ideazione eccessivamente focalizzata
-influenza il benessere psicologico del paziente (produce stress, alterazioni dell'umore)
-il tempo speso on line è giudicabile come eccessivo (e qui si potrebbe aprire un dibattito su cosa si debba intendere per “eccessivo”)
-ha effetti sulla vita quotidiana, sugli studi, il lavoro, le relazioni interpersonali, determina ritiro sociale e così via.
Negli ultimi anni la comunità scientifica ha decretato la ravvisabilità di un concreto uso problematico o patologico di internet  in una percentuale compresa fra il 5,09% e il 13% degli internauti.
Ne consegue che almeno l'87% degli internauti usa la rete in maniera sana, produttiva e utile. Una stragrande maggioranza di persone per le quali la “dipendenza da internet” è una formula iperbolica o ironica per indicare la passione per la rete, l'uso intenso, ma consapevole,  l'atteggiamento ammirato per una tecnologia e un “luogo” che ha cambiato le nostre vite.

La categoria cyberpsicologia vi consente di navigare questo blog per contenuti attinenti alla psicologia applicata alla rete

4
4 commenti
4
20 Ago 2009
alle 01:53

elcriptado

Mi riconosco in molte delle caratteristiche che contraddistinguono questi "nuovi malati", è bene però precisare che prima di cominciare a frequentare la rete in modo troppo assiduo, mi "isolavo socialmente" con i libri, dischi e partiture di musica barocca e classica (che ancora oggi scarico dalla rete). I libri avevano più limiti quantitativi ed informativi rispetto alla rete...è una semplice sostituzione di mezzi per ottenere meglio lo stesso scopo.

3
12 Feb 2008
alle 21:45

Giulietta

Ciao Luca, la terapia mira a far recuperare un rapporto fruttuoso con la tecnologia non a rendere a-tecnologici. Per cui il computer può restare sulla scrivania! In terapia si può imparare a gestire il tempo di esposizione, si possono stabilire particolari orari d'uso, si possono limitare le attività di navigazione a quelle essenziali e poi si può intervenire sull'isolamento sociale o sulle difficiltà di relazione, sulle problematiche emotive che possono star dietro all'uso distorto di internet. Insomma si fa un lavoro complessivo sulla persona, non solo sul suo comportamento. :) 

2
12 Feb 2008
alle 19:54

luca

Ciao Giulietta, mi sorgono alcuni dubbi sulla internet addiction: per chi non lavora con il computer la terapia qual'è? Far sparire il computer proprio come gli alcolizzati devono far sparire gli alcolici? Per quanto tempo? Come poi riprendere pian piano senza ricaderci dentro (visto che il computer o meglio internet risulta più utile nella vita di tutti i giorni rispetto ad altre cose che posson diventare dannose).

grazie per le eventuali risposte! 

1
29 Gen 2008
alle 12:41

Riccardo

ogni volta che parli di internet mi fai felice :)

Una cosa da osservare nella stima della pericolosità potenziale di internet è che è un mezzo di comunicazione/interazione ancora relativamente nuovo, non distribuito uniformemente su tutti i ceti sociali, economici e culturali, quindi potrebbe essere che i soggetti più a rischio siano ancora tagliati fuori da internet, è che il boom di patologia potremmo osservarlo in seguito (come anche il contrario ovviamente ;)

Penso sia importante cercare di prevederne le potenzialità negative a livello cognitivo, emotivo, comportamentale, per evitare di partire in ritardo, come per la televisione, con campagne di educazione quando oramai le abitudini sono ben radicate e difficili da estirpare, specialmente per quanto riguarda i bambini, che sempre più giovani si accostano ad internet, e oltre ai rischi nei quali incorrono di natura "partica" (però oramai ogni cosa a questo mondo è piena di rischi), ci sono le loro facoltà mentali che vengono modellate in parte anche attraverso l'ambiente, e come sta affermando Galimberti nel suo ultimo testo, se la tecnologia è il nostro ambiente, rischiamo di diventare come macchine.  Nonostante mi interessi molto all'argomento, trovo sempre molto poco a riguardo, o almeno non abbastanza... o meglio dicono sempre le stesse cose...

grazie ancora per gli spunti di riflessione che proponi, sempre obiettivi e imparziali ;)

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