Conversazioni di psicologia contemporanea
Allan Reiss, direttore del Center for Interdisciplinary Brain Sciences Research della Stanford University ha pubblicato uno studio sulle risposte del cervello di uomini e donne ai videogame.
Per minimizzare tutti gli aspetti grafici o di interattività che differenziano i videogame in commercio e che sarebbe stato difficile tenere sotto controllo, è stato ideato un videogame semplicissimo, quasi spartano, in cui i giocatori devono soltanto cliccare con il mouse su una pallina prima che questa tocchi una linea verticale posta a metà dello schermo. Se il compito fallisce, la linea verticale procede verso sinistra che equivale a perdita di territorio, se la pallina viene neutralizzata, la linea verticale procede verso destra incrementando simbolicamente il territorio conquistato.
Ventidue volontari, metà uomini e metà donne hanno giocato a questo gioco infilati "comodamente" dentro una risonanza magnetica.
Lo studio ha potuto verificare che maschi e femmine si divertono soggettivamente allo stesso modo e che le donne comprendono le regole alla base del gioco e hanno abilità equivalenti nel condurlo (!), giusto per eliminare qualche “pregiudizio” di troppo su donne e videogame…
All’imaging però è stata riscontrata una differenza di attività del cosiddetto sistema mesocorticolimbico, un sistema neurale implicato nella percezione della soddisfazione e nei meccanismi della ricompensa. Nei maschi questo sistema è attivato in misura maggiore e cresce all’aumento della porzione di territorio che via via si conquista. Nelle femmine questo sistema era pressocché silente.
In poche parole, secondo questo studio, le donne non giocano a certi tipi di videogame quanto gli uomini e non ne divengono dipendenti perché, oltre al mero divertimento, non sono “sospinte”, motivate e gratificate dalla tendenza, tutta maschile, alla conquista territoriale.
Più i giochi si basano su concetti di incremento di potere, impossessamento, territorio ecc. più saranno gratificanti per gli uomini e poco per le donne.
Personalmente gioco con molta soddisfazione e talvolta vero accanimento ai cosiddetti adventure game, dove ci sono ambienti da esplorare, indovinelli da risolvere, persone con cui parlare. Due mi sono rimasti nel cuore come un bel libro o un bel film e li consiglio alle lettrici del blog. Uno lo giocai nel lontano 1998, si chiamava ''The Dig'', un titolo sviluppato dalla LucasArts alla cui sceneggiatura collaborò nientedimeno che Steven Spielberg.
L’altro l’ho giocato qualche anno fa e si chiama "Syberia", prodotto dalla Microids e realizzato da Benoit Sokal.
Abstract | Gender differences in the mesocorticolimbic system during computer game-play
Il vantaggio del videogioco è che quando fai una cazzata puoi ricominciare da prima che la commettessi, nella vita non abbiamo questa possibilità.
Marcus Brutus
Sei stato perfetto. :)
Ottima spiegazione Giulietta..! Esauriente ed efficace.
Ritorno però a completare il discorso sulla risonanza, dopo che ha preso questa piega affascinante: il principio della risonanza magnetica è misurare l'attività della risposta neurale, e non c'è ancora la benchè minima sicurezza (solo modelli più o meno accettati "come veri") che l'attività di un gruppo di neuroni sia indice di un certo processo cognitivo, si procede parlare di correlazioni, tra una certa area ed un certo processo. Per la causalità (stretta condizione logica) non basta che ci sia concomitanza (vicinanza temporale, tipo il cane di Pavlov che sbava dopo che gli presenti una bistecca), ci deve essere anche un legame motivato sia nel suo lato "software" (processi che sono relati tra loro, come leggere e scrivere) sia nel suo lato "hardware" (aree in cui ci sono neuroni che spediscono il segnale tra le 2 aree). ...Son stato troppo criptico?
Io faccio proprio l'esempio della luce. Che cos'è la luce? Una particella o un'onda? La luce è sia una particella sia un'onda, a seconda dell'angolo visuale da cui la osservi. Per mente e cervello è la stessa cosa. Nel cervello osservi una corrente elettrica che passa lungo l'assone e una manciata di molecole che si trasferisce da un neurone all'altro. Ma questo processo è osservabile anche a un livello di complessità superiore, è informazione che passa, informazione che si organizza e si elabora, è pensiero, emozione, comportamento osservabile. Questo livello di dettaglio lo chiamiamo mente.
La psicologia è lo studio di questo livello, la psicoterapia usa il pensiero, l'emozione e il comportamento per modificare questo livello.
Una psicoterapia di successo porta a modificazioni neurali osservabili alla risonanza magnetica. Mica pizza e fichi. :)
mi hai un po' spiazzato, non avevo mai visto mente e cervello come aspetti della stessa medaglia, un po' come energia e materia per la fisica moderna... Sono sempre partito dall'idea che la mente fosse come la luce che nasce dalla lampadina, se spegni la lampadina la luce non c'è più.
Se una lesione porta alla perdita di una funzione diremo che la funzione non ha più il supporto neurale per estrinsecarsi. Se si rompe l'hardisk il software non gira più bene, ma diresti che l'hardisk "causa" il software? ;)
L'hardisk è la conditio sine qua non perchè il software giri. Ma il software può rompersi in assenza di lesioni dell'hardisk (vedi disturbo psicologico). Il contrario è difficile :)
dai non mi puoi dire così, riesco a fraintendere le cose fino a questo punto ? :-(
Scusa, ma se una lesione porta alla perdita di una funzione, non si può affermare che questa funzione era causata o prodotta dall'area danneggiata? Poi quando mi dici che mente e cervello sono la medesima cosa a che "cosa" ti riferisci? ;-)
Riccardo, non è una questione di causa ed effetto. Semplicemente si constata che un'area del cervello si attiva quando il soggetto sta facendo, percependo o provando una determinata cosa. Mente e cervello non sono entità distinte, sono la medesima cosa osservata da punti di vista differenti.
Nello stesso momento in cui svolgo un compito in cui viene gratificato un bisogno si accende l'area X. Il legame causa ed effetto presuppone una consequenzialità temporale, mentre noi assistiamo a un fenomeno che contemporaneamente è mentale e neurale.
mi togli una curiosità Giulietta, anche se mi sa che mi perdo in un bicchier d'acqua. Vedere che un'area si attiva in determinate occasioni può far emergere delle relazioni casuali? Mi spiego. Vedere che si accende il sistema mesocorticolimbico può leggittimare l'affermazione che questo ha funzione di percezione della soddisfazione, oppure è plausibile che la percezione della soddisfazione attivi il sistema mesocorticolimbico? Spero di essermi spiegato ;-)
@Vaal: Monkey Island è il classico dei classici! Ho dovuto fare una scelta, ne ho giocati veramente tanti. ;)
@Riccardo: esatto, quello dei cristalli che nascondevano misteriosi segreti di una civiltà intelligente e perduta. Un vero capolavoro.
Quanto all'interpretazione, sarà pure ideologica, ma mi pare plausibile! :D
The dig era quello che finivano lontanissimi nello spazio su un pianeta dei cristalli a lunga vita?
una delle avventure più belle a cui abbia mai giocato...
per l'esperimento in se affascinante, anche se l'interpretazione alla fine mi sembra un po' ideologica ;)
alle 13:55
Podmork
Lo diceva mio nonno:
"Gli uomini sono padroni dello spazio, le donne padrone del tempo".
Sarà che il maschio andava a caccia, e la donna si occupava delle messi?
Adoro giocare e mischiare il gioco alla realtà. Soprattutto quelli di ruolo. Proprio in questi giorni mi sentivo affaticato e un po' perso in una moltitudine di cose da fare e ho trovato la soluzione giocando ad un RPG, due giorni di intenso gioco mi hanno "addestrato" per affrontare le cose nel reale. E ho scoperto quello che mi mancava nel reale per motivarmi: le piccole ricompense a fine Missione.