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Cosa scatena la nostalgia e a che cosa serve

Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 10:17 in Psicologia clinica


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Concludiamo oggi il nostro piccolo viaggio alla scoperta della nostalgia guidati dalle ricerche di Tim Wildschut e colleghi (2006).
Una delle domande a cui dovevamo dare una risposta era: cosa scatena la nostalgia?
Gli studi hanno evidenziato che nel 38% dei casi essa sembra indotta da uno stato d’animo negativo, in particolare da un senso di solitudine.
Un altro “interruttore” della nostalgia sono le interazioni sociali, ovvero il rivedere persone che erano con noi tempo fa e ricordare con loro quello che è accaduto nel passato.
Seguono gli imput sensoriali come gli odori e la musica confermando il noto “Fenomeno di Proust” e in coerenza con il fatto che gli imput sensoriali sono in grado di far emergere contenuti mnestici di particolare vividezza.
Seguono gli oggetti, eventi simili a quelli già vissuti (ad es. una gita al mare che ricorda un’altra gita al mare), l’inerzia (ovvero momenti in cui non si ha molto da fare come durante un viaggio in treno), emozioni positive, anniversari e situazioni (ad esempio quando si ritorna nel proprio paese natio).
Ad ogni modo la prevalenza dello stato d’animo negativo nel provocare nostalgia ha fatto supporre che le persone possano sperimentare ricordi nostalgici nel tentativo di contrastare tale stato d’animo. Coerentemente con questa ipotesi Josephson, Singer, e Salovey* nel 1996, verificarono che i soggetti dei loro esperimenti recuperavano maggiormente memorie autobiografiche  positive quando erano di umore triste, come se esse fungessero da tentativi di riparazione e ricostituzione di uno stato umorale più funzionale.
E’ altrettanto vero che quando l’umore è drammaticamente basso, come nelle persone clinicamente depresse, si assiste a un recupero selettivo in memoria dei soli ricordi autobiografici negativi…
La constatazione che anche l’interazione sociale è un potente fattore scatenante della nostalgia ne sottolinea l’aspetto interpersonale. La condivisione con gli altri di episodi nostalgici sarebbe un modo di conservarne l’accessibilità e di rinfrescarne il ricordo nonché di consolidare i legami sociali. Penso alle rimpatriate tra amici di scuola, spesso limitate a infiniti "Ti ricordi? Ti ricordi?" :)
Ebbene, con i restanti 5 studi di Tim Wildschut, per i cui dettagli vi rimando all’articolo originale, egli ha effettivamente riscontrato che i benefici della nostalgia e in ultima analisi la sua funzione psicologica potrebbe risiedere in questi tre elementi: generare un’emozione positiva (spesso come controbilanciamento di uno stato d’animo negativo, soprattutto di solitudine), consolidare i legami sociali ed accrescere l’autostima.
Io penso che la nostalgia, nonostante sia misconosciuta e poco indagata, sia una delle emozioni più rilevanti nel pantheon degli stati emotivi e possa essere oggetto privilegiato  di lavoro terapeutico. In molte circostanze essa può infatti cristallizzarsi in una forma di idealizzazione del passato con conseguentemente svalutazione del presente e inerzia del futuro.
E' invece possibile trasformarla in un sentimento allo stesso tempo consolatorio e proattivo, poichè se è vero che un momento del passato è trascorso per sempre, un ricordo conservato e condiviso è un patrimonio di dolcezza che ci apparterrà per sempre, una parte del filo ininterrotto della nostra esperienza di vita su cui può fondarsi, senza arenarsi, il senso della nostra storia personale.

*Josephson, B. R., Singer, J. A., & Salovey, P. (1996). Mood regulation and memory: Repairing sad moods with happy memories. Cognition and Emotion, 10, 437–444.

Fonte | Nostalgia: Content, Triggers, Functions (pdf)
Immagine | René MAGRITTE, La condizione umana (”La condition humaine”), 1933, olio su tela 100 x 81, Washington, National Gallery of Art.

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Commenti

1. Riccardo, Venerdì 9 Maggio 2008 ore 19:38

Interessante tutta la serie di articoli ;)

mi viene da pensare a quella sensazione di nostalgia presente nella fede,  o comunque a quella di un meccanismo di difesa che nei momenti difficili ci garantisce una specie "grembo materno" per ricaricarci e ricaricare i rapporti sociali... Interessante poi il discorso su come può essere vissuta la nostagia, una sorta di climax ascendente o discendente sicuramente chiarificatore di una personalità...

saluti :) 

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