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La nostalgia: che cos’è, cosa la provoca e a cosa serve.

Giulietta Capacchione avatar Lunedì 5 Maggio 2008, 22:53 in Psicologia clinica di Giulietta Capacchione

Il dizionario etimologico di Pianigiani (1907) fa derivare la parola nostalgia dal greco nostos (il ritorno) e algos (dolore) e la descrive così: “desiderio melanconico e violento di tornare in patria, ossia di rivedere i luoghi dove passammo l’infanzia e dove albergano oggetti cari, il quale è cagione di profonda tristezza e di tale sconcerto nell’economia animale da produrre persino la morte…”
Il termine nostalgia fu introdotto in tempi moderni dal medico svizzero Johannes Hofer (1688) per riferirsi a sintomi psicologici e fisici mostrati dai mercenari svizzeri di stanza in territori stranieri. Hofer concettualizzò la nostalgia come un disturbo medico o neurologico. I sintomi includevano un persistente pensiero di casa, episodi di pianto, ansia, battito irregolare, anoressia, insonnia e anche sensazioni di asfissia.  Per tutto il 17esimo e il 18esimo secolo la nostalgia fu concepita come un disordine neurologico e fu solo all’inizio del diciannovesimo secolo che essa cominciò ad essere considerata una forma di malinconia o depressione. Gli studiosi di tradizione psicodinamica  descrissero la nostalgia come “psicosi dell’immigrato” (Frost, 1938),  stato mentale ossessivo monomaniacale (Fodor, 1950), ma sempre ritenendola equivalente al “desiderio struggente di tornare a casa”.
La lingua inglese ha due termini distinti per la nostalgia, il  New Oxford Dictionary of English (1998) definisce infatti  homesickness  l’ “esperienza di desiderio per la propria casa durante un periodo di assenza da essa” e nostalgia  “il desiderio sentimentale per il passato”.
Davis* nel 1979  dimostrò che studenti di college associavano parole come calore, vecchi tempi, infanzia e desiderio più frequentemente con la parola “nostalgia” che con la parola “homesickness” mostrando di saper distinguere chiaramente fra questi due concetti. Da soli trent’anni quindi la nostalgia per il passato ha acquisito uno stato concettuale distinto dalla nostalgia del ritorno a casa.
In italiano non esistono, mi pare,  due termini diversi per i due concetti, mentre in portoghese, per la prima accezione (comprensiva della seconda) esiste il pressochè intraducibile “saudade”.
Ad ogni modo, mentre per la homesickness c’è molta ricerca psicologica, legata soprattutto alle problematiche psicologiche relative all’emigrazione, sulla nostalgia esistono solo pochi studi di  psicologia del marketing. Questi hanno evidenziato per esempio che certi prodotti (musiche, film o automobili) che sono stati popolari durante la giovinezza di una persona influenzano le sue preferenze per tutta la vita.
E’ in questo vuoto scientifico che si colloca la curiosità di Tim Wildschut 
e colleghi per la più generale nostalgia per il passato. Nel 2006 è stato pubblicato un loro articolo (pdf) sul Journal of Personality and Social Psychology che tenta di rispondere sperimentalmente a tre domande fondamentali: quali sono i  contenuti della nostalgia? Cosa la provoca? Che funzioni psicologiche assolve?
Per rispondere a queste domande  hanno condotto ben sette studi diversi.
Li vedremo uno per uno nei prossimi giorni.  Stay tuned!

[continua]


*Davis, F. (1979).
Yearning for yesterday: A sociology of nostalgia. New York: Free Press.

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5 commenti
5
08 Mag 2008
alle 14:53

Riccardo

Rene Magritte... adorabile :)

4
07 Mag 2008
alle 09:47

Giulietta

Ciao Francesco, il quadro riprodotto qui si chiama "Homesickness" (qui non facciamo nulla per caso! :D) ed è di Rene Magritte.

3
07 Mag 2008
alle 09:42

Francesco

Posso avere qualche informazione sull'immagine? (quella con il leone e l'angelo)? sarà l'influenza del tema letto in contemporanea, ma a me provoca davvero un pizzico di "nostalgia". Qual è il titolo? chi è l'autore?

Ad ogni modo vedo un collegamento fra l'angelo che ha alle spalle il leone ed il "percorso redentivo" (prima il male, e poi il bene)... sembra esserci un collegamento fra la nostalgia e la rassicurazione di poter superare una difficoltà.

2
06 Mag 2008
alle 09:40

Giulietta

Francesca se hai un po' di pazienza ne parleremo in italiano, il più fedelmente possibile.

1
06 Mag 2008
alle 01:50

francesca

sarebbe interessante leggerlo in italiano questo articolo...

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