Conversazioni di psicologia contemporanea
Al Virtual Human Interaction Lab della Stanford University fanno ricerche bellissime .
Ve ne segnalo una ancora in press per il Journal of Nonverbal Behavior sulla…stretta di mano.
Per prima cosa gli autori hanno realizzato uno strumento, una specie di joystick (in figura) per misurare e registrare una stretta di mano (angolazione, direzione, velocità, forza e accelerazione del movimento).
Ma non è tutto, l’affarino non è inerte, ma può opporre a comando una specifica resistenza come se si trattasse effettivamente della mano di un'altra persona, naturalmente con tutti i limiti di realismo che potete immaginare (non è morbida, non è sudata, e soprattutto non c’è un essere umano attaccato…).
In altre parole una stretta di mano viene registrata e può essere riproposta come "resistenza" quando il soggetto fa la sua sul joystick.
I soggetti sono stati sottoposti a diverse condizioni sperimentali, manipolando per prima cosa la variabile genere (un maschio che stringe il joystick ricevendo la resistenza di una stretta di mano di maschio, una femmina che stringe il joystick ricevendo la resistenza di una stretta di mano di femmina, e la condizione mista maschio/femmina e viceversa).
In aggiunta a questo è stato aggiunto uno scherzetto (condizione “mimica”): ad alcuni soggetti è stata opposta la resistenza della propria stessa stretta di mano, praticamente si sono stretti la mano con sé stessi (!) naturalmente senza saperlo.
Alcuni dei risultati più interessanti sono stati i seguenti: esiste una certa stabilità del tocco interpersonale virtuale dello stesso soggetto nel tempo; donne e uomini esercitano differenti tipologie di movimento (le donne tendono maggiormente alla verticalità del gesto, mentre gli uomini, oltre ad avere una stretta più ferma e vigorosa, tendono a spostare di lato l’angolo dell’asse maggiore della loro stretta); non risultano tratti di personalità specifici che possano predire che tipo di movimento sarà esibito.
E’ stata rilevato infine un effetto di interazione fra la variabile genere e la condizione mimica: gli uomini gradiscono di più delle donne il fatto di ricevere una stretta di mano da se stessi (!), cioè, nella valutazione del presunto partner, il fatto di sentire una resistenza che mima la propria modalità di emettere il gesto, li spinge a esprimere un giudizio maggiormente positivo dell'altro. Le implicazioni e i limiti di questi risultati sono ampiamente discussi nel testo.
Se vi interessa approfondire, la ricerca si scarica interamente in pdf: Virtual Interpersonal Touch and Digital Chameleons