Conversazioni di psicologia contemporanea
Nicholas A. Christakis della Harvard Medical School e colleghi hanno pubblicato uno studio molto interessante sul New England Journal of Medicine a proposito del “contagio” da persona a persona della decisione, coronata da successo, di smettere di fumare.
La base dati è rappresentata da una rete di 12.067 persone, fittamente interconnesse fra di loro con diversa tipologia di legame, valutate dal 1971 al 2003 nell’ambito del Framingham Heart Study. Lo scopo dello studio era di valutare longitudinalmente il comportamento di fumo individuando l’eventuale esistenza di raggruppamenti di fumatori e non fumatori nella rete, (suggestiva di un contagio nella scelta di fumare), l’associazione fra comportamento di fumo di una persona e comportamento di fumo dei suoi contatti sociali, dipendenza di questa associazione dalla natura del legame sociale (fratelli, coniugi, amici, colleghi e vicini di casa).
Graficamente i dati sono stati rappresentati come vedete in figura (cliccate per ingrandire): ogni cerchietto rappresenta una persona. I cerchi con i bordi rossi sono le donne, i cerchi con i bordi blu sono i maschi. Il colore interno dei cerchietti indica il consumo di sigarette della singola persona (il giallo indica più di 1 sigaretta al giorno, il verde indica nessuna sigaretta). L’ampiezza di ciascun cerchietto è proporzionata al numero di sigarette consumate. Il colore dei rami fra i cerchietti indica la relazione che li unisce (l’arancio indica un legame amicale o matrimoniale, mentre il viola indica un legame familiare).
Ebbene, i risultati di questa complessa analisi hanno evidenziato che interi gruppi di persone hanno smesso di fumare praticamente contagiandosi a vicenda.
Se il coniuge smette di fumare la probabilità che l’altro coniuge continui diminuisce del 67%. Uno stop al fumo di un fratello diminuisce la probabilità di continuare a fumare del 25%, di un amico del 36%. Fra persone che lavorano in piccoli contesti, un collega che smette di fumare fa diminuire la probabilità che i suoi colleghi fumino ancora del 34%. Nessun effetto è stato riscontrato tra vicini di casa o persone che abitano nelle immediate vicinanze geografiche.
Un altro elemento emerso riguarda il fatto che i fumatori piano piano nel tempo vengono marginalizzati alla periferia del network sociale.
Implicazioni pratiche? Se smettete aumentate la probabilità che qualcuno intorno a voi smetta (non il vicino di casa però). Questo qualcuno a sua volta aumenta la probabilità che qualcun altro smetta intorno a lui. Una bella forma di contagio, non c’è che dire.
Paper originale | The Collective Dynamics of Smoking in a Large Social Network
si si non volevo dire che avevi fatto male a postare questo articolo, soltanto che mi sembrava strano aver fatto una ricerca su qualcosa di dimostrato cinquant'anni fa :D. Però mi interessa la tecnica usa, la network social analisis, in questo periodo va molto di moda :)
Ottimo blog veramente originale.
Per motivi di tempo ho letto solo qualche post, non vedo l’ora di leggerne altri. Comunque io 10 anni fa ho smesso: SI STA BENISSIMO!!!
Il tuo blog è segnalato su:
http://quarantacinqueblog.blogspot.com/
Se avete altri blog da segnalarmi fatelo pure.
Ciao, Max.
Attilio, è vero negli Stati Uniti il fumatore sta diventando una specie di "emarginato", per cui smettere di fumare ha aspetti di desiderabilità sociale maggiori rispetto a quanto accada qui da noi.
Riccardo, non tutti i lettori di PsicoCafé conoscono Lewin... :D
bella ricerca, anche se non mi sembra così innovativa :) Lewin, aveva già parlato di come l'effetto gruppo potesse avere risultati fortissimi nel cambiamento delle abitudini.
Una bella smentita per chi ritiene l'indole della natura umana sostanzialmente negativa, e quindi più facilmente evolventesi verso il peggio, se non irregimentata da meccanismi di punizione e ricompensa.
Ad ogni modo, oggigiorno, dal non fumare discende una maggiore accettazione sociale, specie negli USA; quindi una forma di ricompensa c'è.
In effetti finora ho avuto esperienza (indiretta) solo di contagi nelle abitudini cattive (in particolare l'uso di droghe che si espande, in una coppia, da un partner a l'altro).
Inoltre, in passato, vi erano molte coppie in cui l'uomo fumava, e la donna no.
Probabilmente in questi casi vi era una preponderanza dell'aspetto fisico della dipendenza, o una diverso (inferiore) peso della coppia rispetto al sistema complessivo delle relazioni.
alle 15:46
Andrea
ho trovato questo post navigando e forse, visto che ha quasi un anno, nessuno mi vedrà o risponderà..................cmq volevo sapere se qualcuno riesce a velocizzare la mia ricerca: esistono dei podcast e/o audioguide per smettere di fumare???? siamo nel 2009 e mi stupirebbe il contrario!
grazie in anticipo a chiunque mi legga e si prenda la briga di rispondermi! ciao Andrea