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Giu 0825

Come photoshop ti cambia ricordi e intenzioni

Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 15:09 in Psicologia cognitiva


E’ del novembre scorso questa ricerca pubblicata su Applied Cognitive Psychology a firma di Dario Sacchi e Franca Agnoli dell’Università di Padova. L’ipotesi che i ricercatori intendevano dimostrare era quella secondo la quale, mostrando alle persone un’immagine modificata di un evento pubblico svoltosi nel recente passato, era possibile indurre in esse un errore di monitoraggio della fonte con conseguente attribuzione di informazioni false all’evento stesso.
Una parte dell’esperimento è consistita nel mostrare a 187 studenti due immagini della manifestazione contro la guerra in Iraq, svoltasi in Italia il 15 febbraio 2003 (un anno prima dello studio).
Un’immagine era autentica, mentre l’altra era stata modificata digitalmente con l’aggiunta di un poliziotto e di alcuni dimostranti dall’aspetto poco raccomandabile.

rome_protest.JPG

Per prima cosa sono state rivolte ai soggetti delle domande per verificare la credibilità del materiale presentato e valutare la familiarità con l’evento descritto. Alla domanda “hai mai visto prima d’ora questa immagine?”, i soggetti potevano rispondere “No”, “Si”, “Non sono sicuro”.
La sostanziale equivalenza di risposte fra coloro che avevano davanti la foto autentica e coloro che osservavano la foto farlocca ha rassicurato sul fatto che anche la foto modificata appariva credibile.
Con una seconda domanda è stato chiesto ai soggetti di giudicare quanto fosse familiare l’immagine su una scala a 7 punti. Con gli stessi esiti di cui sopra.
A quel punto sono state rivolte le domande chiave dello studio.

Ci sono stati scontri fisici fra dimostranti e forze dell’ordine?
C’è stato qualche danno alle cose?
Quante persone sono state ferite?
Quante persone sono state uccise?

I risultati hanno dimostrato che i partecipanti che avevano visto la foto modificata “ricordavano” con maggiore probabilità danni alla proprietà, un maggior numero di persone ferite e anche qualche decesso, nonché una serie di scontri fisici fra dimostranti e forze dell’ordine.  Giudicavano in generale l’evento come più violento e più negativo e riferivano una minore intenzione di partecipare in futuro a eventi simili.
Naturalmente quella manifestazione è stata una delle più affollate e pacifiche che si ricordino...
L’immagine modificata non ha semplicemente introdotto dettagli visivi che i partecipanti hanno incluso nel loro ricordo, come sarebbe accaduto in caso di risposta affermativa a domande quali “c’erano poliziotti fra i manifestanti?”, ma ha “spinto” i partecipanti a cercare (e a trovare) in memoria false informazioni che non appaiono esplicitamente deducibili dalla foto (scontri, danni, feriti e morti) e che non sono mai accadute nella realtà.
Nel processo ricostruttivo che la memoria fa di un evento passato, un’informazione falsa o fuorviante crea uno pseudo ricordo. Inoltre, almeno nell'immediato, questo può modificare gli atteggiamenti nei confronti dell'evento e la propensione a partecipare a eventi simili in futuro.
Naturalmente non è dato di sapere se e quanto questa modificazione degli atteggiamenti e delle intenzioni permanga stabile nel tempo e si traduca in un  comportamento concreto.
Ad ogni modo, le implicazioni di una evidenza del genere sono intuibili: la pubblica memoria e la pubblica opinione possono essere facilmente manipolate presentando immagini alterate. E se questo è fattibile per eventi noti già trascorsi, di cui comunque esiste una conoscenza e un ricordo pregressi, su un evento “in corso” il pericolo è ancora maggiore. 
Occhio alle bufale...

Abstract | Changing history: doctored photographs affect memory for past public events

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Commenti

1. Demis, Mercoledì 25 Giugno 2008 ore 18:50

Eh,.. e quante ne assorbiamo ogni giorno? Cito un fatto documentato: una mia amica fotografa ha realizzato delle foto in un campo nomadi, un paio di settimane fa. E' entrata in modo civile, la gente si è resa disponibile, tutto nella più umana tranquillità. I giornali hanno comprato alcune di quelle foto tramite la sua agenzia, e se l'è viste pubblicate in prima pagina con titoli quali: "Ecco le foto del futuro campo per cui il comune sta spendendo milioni", "scontri tra i nomadi e la popolazione che protesta". Beh, quante altre ne assorbiamo, ogni giorno?

2. lella, Mercoledì 25 Giugno 2008 ore 23:19

pazzesco. sappiamo benissimo come si manipola la comunicazione e non smettiamo mai di stupirci. questo è un blog troppo prezioso, continua così.

 

scusa l'off topic, ma vorrei chiederti un'informazione che tu potresti darmi: sto facendo una tesi sull'arte interattiva e cerco libri, o siti, che parlino dell'interazione uomo-macchina. scrivo in questo spazio commenti perché non ho trovato altri contatti.

3. Giulietta, Giovedì 26 Giugno 2008 ore 09:44

@Demis, nell'informazione dal basso we trust. :)

@Lella, ciao. L'argomento interazione uomo-macchina è troppo generico, ci saranno migliaia di pubblicazioni!
Qual'è l'oggetto preciso della tua tesi? :)

4. kroom, Giovedì 26 Giugno 2008 ore 10:18

@Lella:

http://www.neural.it  è una webzine che parla di nuove forme d'arte, non pochi articoli parlano di interazione uomo-macchina nel campo artistico.

5. icy, Giovedì 26 Giugno 2008 ore 14:17

Beh, nulla di nuovo sotto il sole ;) Una ricerca analoga era stata fatta 4/5 anni fa negli US, in quel caso si testava un ricordo a distanza di circa 3 mesi introducendo false informazioni che erano volte a prevaricare le risposte. E poi, senza andare in casi specifici, la natura associativa della memoria porta a unire fatti tra loro verosimili e fatti veri, a meno che i punti di focalizzazione dell'attenzione siano differenti.

@Giulietta: purtroppo l'informazione dal basso non è più sicura di quella "ufficiale" , la disinformazione c'è ovunque, simply we have to trust in something ;)

Il pericolo della manipolazione dell'informazione c'è sempre stato, ben prima della fotografia (basti pensare agli innumerevoli falsi storici), ma purtroppo la memoria storica si è persa.

6. Giulietta, Giovedì 26 Giugno 2008 ore 16:00

Ciao Icy, di solito non mi pongo nella prospettiva di svelare Verità Inedite. :D
La manipolazione delle opinioni attraverso le immagini era possibile da tempo, con la scelta di una foto anzichè di un'altra, con un'inquadratura sapientemente ingannevole o, come dice Demis, spacciando una foto di 3 anni prima per una attuale.
Questo studio mi pare aggiunga qualcosa di interessante nel momento in cui si occupa della modifica digitale dell'immagine.
Un'opportunità moderna e oggi drammaticamente alla portata di chiunque. :)
Hai ragione we have to trust in something,  e io preferisco confidare nell'informazione dal basso, non perchè sia ontologicamente più seria, ma perchè quantomeno è plurima. :D

7. SergioScalet, Giovedì 26 Giugno 2008 ore 18:52

...Manipolare è un po' come menare le mani senza tirar pugni.

8. Demis, Venerdì 27 Giugno 2008 ore 14:37

Vi segnalo un link ad un blog che si occupa di smontare delle "verità" propagandistiche; è di parte, certamente come tutti i notiziari, però ha il grossissimo pregio di indicare e documentare fonti in modo chiaro e verificabile. Quando l'informazione dal basso si unisce a molteplici informazioni dall'alto, in un luogo dove il cervello connette....

9. Antonio, Sabato 28 Giugno 2008 ore 06:17

Il tuo blog è stato segnalato sul portale della Community AziendaCondomìnio quì:

http://www.aziendacondominio.it/forum/viewtopic.php?t=701

 

Buona giornata!

 Antonio Azzaretto

10. lella, Sabato 28 Giugno 2008 ore 22:08

per giulietta:

grazie1000 per la risposta. la tesi riguarda l'interazione uomo artefatto nell'arte contemporanea. 

11. Giulietta, Martedì 1 Luglio 2008 ore 23:28

Grazie a tutti per gli interventi, scusate se non riesco sempre a rispondere, ma leggo eh. :)

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