La comprensione dei proverbi cambia (e peggiora) con l’età
Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 20:28 in Psicologia cognitiva
Jennifer Uekermann e colleghe della Ruhr-University Bochum hanno pubblicato su Brain and Cognition uno studio sulla comprensione dei proverbi. Hanno presentato a 105 persone, di età compresa tra i 20 e i 79 anni, dei proverbi chiedendo di scegliere, fra quattro alternative, quale fosse quella più vicina al significato del proverbio stesso.
Le quattro alternative variavano lungo due dimensioni: astrattezza/concretezza e significatività/assenza di significatività.
Vediamo un esempio:
Proverbio: “Roma non è stata costruita in un giorno”
Alternative di risposta
Astrattezza | Concretezza | |
Significatività | 1. Ci vuole tempo per raggiungere obiettivi importanti (risposta corretta) | 3. I romani hanno impiegato diversi secoli per costruire la città di Roma |
Assenza di significatività | 2. Le persone che lavorano molto lentamente raggiungono i loro obiettivi solo con grande sforzo. | 4. Ci vogliono diversi giorni per visitare Roma, perchè i monumenti in città sono molto numerosi |
Come potete vedere la risposta 1 (quella corretta) è astratta e significativa in quanto coglie l’espressione metaforica contenuta nel proverbio; la risposta 2 è astratta, ma non ha senso rispetto al significato del proverbio in questione, la risposta 3 è significativa e coglie adeguatamente il contenuto del proverbio, ma ne dà un’interpretazione concreta; la risposta 4 è concreta e dal significato non correlato al proverbio.
Vediamo un altro esempio:
Proverbio: “Non è tutto oro quello che luccica”
Astrattezza | Concretezza | |
Significatività | 1. Le cose non sono sempre ciò che sembrano (risposta corretta) | Anche i metalli meno preziosi dell’oro possono brillare |
Assenza di significatività | 2. La vita non è solo diventare ricchi, la ricchezza da sola non rende felice nessuno | L’oro non è il più prezioso di tutti i metalli. |
Il campione è stato diviso in tre fasce di età: giovani (20-39 anni) medi (41-57) e anziani (60-79).
L’analisi delle scelte dei soggetti ha rilevato una ridotta capacità di individuare la risposta corretta nelle persone più anziane.
La mancanza di familiarità col proverbio non spiega il fenomeno, in quanto le persone anziane rivelano, al contrario, maggiore familiarità col proverbio rispetto alle altre fasce d’età.
Rispetto al tipo di errori le persone anziane mostrano una tendenza verso le interpretazioni significative, ma concrete, una propensione quindi a recepire il significato letterale piuttosto che quello astratto.
Non sembrando rilevanti possibili fattori causali come le differenti abilità intellettive (il gruppo anziano ha un QI superiore a quello degli altri due gruppi) o gli anni di scolarizzazione, gli autori suggeriscono che questo deficit di comprensione dei proverbi in età avanzata sia dovuto a un impoverimento funzionale delle aree cerebrali fronto-temporali deputate al processamento del linguaggio figurativo e a una minore performance della memoria di lavoro.
Con l’età si diventerebbe quindi meno abili a cogliere significati “altri” dietro alle parole, un fenomeno riscontrato anche in chi ha deficit nelle stesse aree corticali dovuti a psicopatologie quali la schizofrenia o a patologie degenerative come la sindrome di Alzheimer.
Un proverbio che avrebbero compreso: “Nella vecchiaia, la vita pesa e la morte spaventa…”
Abstract | Proverb interpretation changes in aging
UPDATE: La striscia di ENTJ sul post, non ve la perdete! :)







1. hannice, Sabato 12 Luglio 2008 ore 01:33
eh, triste.
Lo noto con i miei genitori, noto la differenza rispetto ad alcuni anni fa e mi pare impossibile siano proprio loro.
2. Giulietta, Domenica 13 Luglio 2008 ore 22:31
C'est la vie Hannice.