Conversazioni di psicologia contemporanea
Dica la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità. Un tempo, forse, una richiesta del genere (con relativa mano sulla Bibbia) poteva essere sufficiente.
In tempi più recenti è stato necessario ricorrere a mezzi un po' più sofisticati per accertarsi della sincerità delle persone.
Il poligrafo, chiamato comunemente “macchina della verità”, è un dispositivo che rileva le variazioni di tre parametri psicofisiologici: la pressione sanguigna, la respirazione e la conduttanza cutanea del palmo delle mani.
E’ stato utilizzato per decenni nel sistema giudiziario americano (molto più che in Europa e in Italia) anche se sulla sua affidabilità non esiste omogeneità di giudizio.
I sostenitori indicano un tasso di attendibilità superiore all’80%, gli oppositori puntano il dito sull’alto tasso di falsi positivi e nutrono dubbi sull'incontrovertibilità del legame esistente fra l’atto del mentire e l’attivazione fisiologica. In altre parole l'attivazione (arousal) potrebbe determinarsi anche in coloro che dicono la verità e, al contrario, un bugiardo "allenato" potrebbe controllare la propria eccitabilità e ingannare la macchina.
Oggi le possibili alternative al poligrafo sono numerose e in prima linea nella ricerca di nuovi strumenti di "valutazione della credibilità" c'è l’Istituto Poligrafico del Dipartimento della difesa americano.
Fra gli strumenti innovativi più interessanti ci sono le telecamere termiche infrarosse.
Sensibili alle variazioni di calore sono capaci di rilevare un rossore peri-oculare, impercettibile ad occhio nudo, che si manifesta nei soggetti durante il comportamento menzognero.
E’ stata riscontrata un’affidabilità superiore all’80% , ma non è chiaro il motivo per cui, mentendo, l’irrorazione sanguigna tenda a concentrarsi nell’area peri-orbitale o se ci siano altre zone del volto la cui variazione di temperatura può offrire dati validi.
Un altro filone di ricerca si avvale del laser Doppler vibrometry (LDV) .
Si tratta di uno strumento di misurazione remota, è in grado infatti di rilevare cambiamenti nella respirazione, nell’attività cardiovascolare, nella contrazione muscolare e nel tremore corporeo a una distanza di decine di metri. Essendo una tecnologia non invasiva e impiegabile senza la consapevolezza del soggetto, offre vantaggi significativi rispetto alle tradizionali tecniche poligrafiche che richiedono un soggetto cooperativo e il posizionamento di sensori.
Un altro affascinante ambito oggetto di studio è l’ Eye Traking. Si tratta di un monitoraggio oculare effettuato per mezzo di un sofisticato dispositivo in grado di seguire e tracciare il percorso dell’attenzione visuale di un soggetto mentre osserva una scena. Quando un individuo esamina ad esempio una foto, lo fa solitamente con la visione periferica, poi mette a fuoco ciò che è di suo interesse e procede a un'osservazione più attenta e dettagliata. L’ispezione visuale della scena consiste nel mettere insieme piccole regioni di ciò che deve essere visto e nell’integrazione di queste regioni in una rappresentazione integrale coerente.
La ricerca ha evidenziato che con gli oggetti non familiari è maggiore il numero di piccole regioni che l’occhio fissa brevemente, come maggiori risultano sia il tempo impiegato sia la complessità del percorso oculare.
Altri ricercatori si stanno concentrando sui potenziali evento- correlati (ERP-S).
Si tratta di variazioni del segnale elettrico encefalico registrabili mediante elettrodi applicati sullo scalpo. Il loro nome deriva dal fatto che sono associati ad (evocati da) eventi esterni o interni al soggetto esaminato. Uno dei più interessanti è la "traccia P300", un potenziale registrato da un comune elettroencefalografo 300 millisecondi dopo che al soggetto viene mostrato un dettaglio o un' immagine che lo stesso riconosce.
E per finire promettenti appaiono anche gli studi effettuati con la Risonanza Magnetica funzionale usata con l'obiettivo di individuare quali parti del cervello si attivino durante il comportamento menzognero.
Un metodo meno impegnativo, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa e che possiamo utilizzare tutti, è quello di far raccontare, al presunto bugiardo, l'evento al contrario.
Pare infatti che, quando si sta mentendo, sia più cognitivamente oneroso raccontare una storia al contrario: il numero di errori e incongruenze nel racconto aumentano considerevolmente.
Al di là di metodi e strumenti, gli studi sull'argomento suggeriscono che il cervello è predisposto per la verità. La menzogna necessita in qualche modo di un "surplus" di attività organismica. La domanda a cui è difficile rispondere è se questa propensione fisiologica alla verità sia innata e ontologicamente costitutiva degli esseri umani o non sia piuttosto un'acquisizione socio-evolutiva, determinata dall'importanza della verità come condizione del vivere sociale.
Fonte: Apa
Ciao Giulietta, ti ho attribuito il premio Brillante Weblog, il link lo trovi in firma :)
I partirei comunque un po' prima, dato che i concetti di verità e menzogna non sono molto diffusi nel mondo animale ;) La propensione per la verità è semplicemente la "propensione" ad utilizzare percorsi neurali acquisiti nel tempo, e non estemporeaneamente percorsi (come le menzogne). E' come paragonare le reazioni corticali e le reazioni limbiche (definendo, in un tale analogo, verità le reazioni limbiche e menzogne quelle corticali (per altro questo identificherebbe una curiosa suddivisione in "velocità" delle reazioni corticali stesse)). Sintetizzando, penso che "memorizziamo" quello che poi andiamo ad associare come verità, perché la verità è quel concetto in cui crediamo, anche se non è detto sia "vero".
E' vero, il post è questo qui http://psicocafe.blogosfere.it/2006/10/le-microespressioni-la-verita-e-la-menzogna.html
Che memoria! :D
Adesso mi è più chiaro. Grazie.
Messa in questi termini, io propenderei per la necessità cognitiva. Se non ricordo male, da un vecchio tuo post risultava che le persone sarebbero perfettamente in grado di smascherare i bugiardi, ma sono restie a farlo...
Ciao Ivo, quello che intendevo dire è se la propensione per la verità sia una necessità cognitiva (come dici te: "elaboriamo e memorizziamo la verità", quindi la menzogna necessita di uno sforzo cognitivo aggiuntivo) o se sia una acquisizione socio-evolutiva, ossia ci siamo evoluti in questo modo perchè la verità costituisce un vantaggio per la vita sociale.
E' chiaro che a valle dell'evoluzione un'acquisizione culturale può diventare una propensione cognitiva, ma a monte?
«La domanda a cui è difficile rispondere è se questa propensione fisiologica alla verità sia innata e ontologicamente costitutiva degli esseri umani o non sia piuttosto un'acquisizione socio-evolutiva»
Perdonami, ma non capisco bene questa frase.
Tanto per cominciare, mi vien da dire che se è un'acquisizione evolutiva fa parte della "ontologia umana, e se fa parte dell'ontologia umana è sicuramente una acquisizione evolutiva (a meno di non essere creazionisti, ma non credo sia il caso).
Inoltre, direi che è ovvio essere portati per la verità: è la verità che elaboriamo e memorizziamo (lasciando da parte quello che raccontiamo agli altri).
Ciao!
Pensavo una cosa, che l'attivazione fisiologica di bugie dettate dal bisogno di mentire (non farsi arrestare) potrebbe essere diversa da bugie dette per istruzione dello sperimentatore, e mi chiedo quindi come si faccia a valutare con certezza lo stesso stato delle due condizioni di menzogna. Comunque interessante articolo, specialmente in questo periodo che gli ERP, PET e fMRI mi stanno uscendo dalle orecchie per via di ciò che sto studiando :D
Piccola Italia che lavora: a 4 metri di distanza da dove sono ora, c'è lo studio del Prof. Bepi Sartori, interessato da sempre alla psicologia forense, che sta usando gli EEG per la discriminazione dei pattern di attivazione cerebrale di coloro che dicono la verità e di coloro che mentono. Un anno fa è stata data ampia risonanza alla cosa, ma al solito i giornali ne parlano in modo sensazionalistico.. Mah.
alle 18:07
sinc
se esiste per davvero vorrei sotopormi alla macchina della verita per dimostrare una volta per tutte che non ho mai e ripetto mai nemmeno col pensiero traditto mia moglie,io l amo profondamente e vorrei continuare una vitta serena nel rispetto delle promesse che ci siamo scambiati reciprocamente davanti a Dio.ringrazio chiuncue mi possa aiutare.