blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Visualizzazione della scena nell' autismo e nella sindrome di Williams

Giulietta Capacchione avatar Venerdì 5 Settembre 2008, 17:02 in Psicologia evolutiva di Giulietta Capacchione
william%20syndrome.jpg

La sindrome di  Williams  è un raro disturbo dello sviluppo, di origine genetica, che determina negli individui affetti, oltre che un particolare aspetto fisico, alcuni problemi organici (prevalentemente cardiologici), nonché scarse abilità in alcuni campi cognitivi. Da un punto di vista comportamentale queste persone (bimbi, ragazzi e adulti) sono caratterizzate da una particolare propensione verso gli stimoli sociali e le interazioni con le altre persone. Hanno un carattere estremamente espansivo e socievole, anche con estranei.
Al contrario, le persone  affette da autismo sono contraddistinte dal ritiro sociale e dalla mancanza di interesse per informazioni ambientali di natura interpersonale.
Deborah Riby della Newcastle University ha provato a indagare come individui affetti da questi due disturbi osservino una scena in cui ci sono delle persone.
Per farlo si è avvalsa di un eye-tracking  e ha fatto osservare immagini come questa che vedete in figura.
I risultati hanno evidenziato che le persone affette da autismo passano meno tempo a osservare gli esseri umani della scena e in particolare i loro volti (riquadro 2), per concentrarsi su dettagli ambientali apparentemente poco salienti: il fazzoletto nella giacca, la  fronte  della sposa e gli elementi architettonici della scena.
Al contrario i bambini con sindrome di Williams (riquadro3) indugiano particolarmente sulle persone, in misura quasi esclusiva rispetto agli altri elementi, con fissazioni eccessive soprattutto della zona degli occhi. Sono gli unici, se ci fate caso, che gettano un’occhiata anche alla signora anziana in secondo piano.
Il pattern di fissazione dei soggetti sani lo potete apprezzare nel riquadro1.  Per inciso, ma questa è solo un'osservazione di nessun significato, sembra abbastanza evidente per i soggetti sani l’ irresistibile cattura dello sguardo da parte del seno della sposa…. :)
Ricordiamo comunque che i soggetti dello studio non sono bambini (età media 17 anni per i soggetti sani e la WS e 13 anni per l’autismo) ragion per cui la notazione non è peregrina.
Ad ogni modo questi risultati suggeriscono che nello studio della sindrome di Williams possa essere opportuno prestare particolare attenzione alle atipiche preferenze sociali di chi né è affetto, nella stessa misura in cui, per la comprensione dell’autismo, sta risultando sempre più vitale concentrarsi sui peculiari deficit sociali riscontrati.
In altre parole la socialità intensa nella sindrome di Williams potrebbe essere qualcosa di più di una condizione collaterale, ma essere implicata nel meccanismo neuropsicologico principale alla base della malattia.
Il deficit si collocherebbe infatti a livello di quello che viene chiamato “cervello sociale”, che comprende una serie di strutture neurali fra le quali sembra essere particolarmente importante l’amigdala. Capire la natura delle disfunzioni dell’amigdala implicate nei comportamenti sociali potrebbe essere il primo passo per capire come esse si declinano nell’autismo e nella WS.

Paper | Viewing it differently: Social scene perception in Williams syndrome and Autism

2
2 commenti
2
06 Set 2008
alle 20:29

Giulietta

:)))

1
06 Set 2008
alle 15:24

Riccardo

"sembra abbastanza evidente per i soggetti sani l’ irresistibile cattura dello sguardo da parte del seno della sposa…. :)"

quando si parla di autismo normale :D 

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere