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Ah questi psicologi!

Giulietta Capacchione avatar Sabato 25 Ottobre 2008, 23:06 in Cyber-psicologia di Giulietta Capacchione

In questi giorni la categoria si è presa una bella vagonata di insulti sulla rete a causa dell'ormai famigerato articolo sui "facebookmaniaci". Soprattutto perchè l'opinione di alcuni, che non rappresentano altri che loro stessi, viene diffusa come l'opinione degli "psicologi italiani", una specie di massa indistinta che si accorderebbe su una linea e manderebbe un suo portavoce a diffondere il "verbo".
Vorrei che fosse chiaro che uno psicologo, come chiunque altro, non parla mai per nome e per conto di tutti gli altri.
A dimostrazione di questo  segnalo  l'
articolo di Stefano Bussolon, psicologo, psicoterapeuta e dottore di ricerca in scienze cognitive che non si limita a rimproverare la mancanza di supporto empirico delle opinioni espresse in quell'articolo, ma ci racconta di alcune interessanti ricerche fatte sull'argomento.
Ricerche che quelle opinioni le smentiscono completamente restituendo un profilo dell'utente di facebook diametralmente opposto a quello paventato.
A me il Bussolon convince, quasi quasi gli chiedo di diventare mio "amico" di FB ;)

8
8 commenti
8
30 Ott 2008
alle 13:17

marco

ale,sono d'accordo con te,sai uan chiacchiera davanti ad un caffè però diventa un problema..non fosse altro perchè ci si vede negli occhi..e questo per una persona finta e superficiale..che nella vita recita sempre un tipo di personaggio magari per spirito di emulazione verso chissa che o cosa..diventa un ostacolo troppo grande..forse la paura di essere smascherati vince sulla bellezza della semplicità!!

7
28 Ott 2008
alle 18:51

Alessandra

Scusatemi, adesso non ho proprio il tempo di leggermi tutti i vostri commenti. però mi domando: anch'io sono nella fascia 30-40enni, quella potenzialmente facebook-dipendente. però mi domando: ma come faranno ad avere voglia di starsene tutto il tempo in rete? ma non hanno da fare? capisco che il lavoro è in crisi e le relazioni sociali, pure, ma io, ve lo giuro, preferirei milioni di volte due chiacchiere davanti a un caffè (un the, un bicchiere di vino) piuttosto che passare le mie serate (e presumo nottate) in rete. ma siamo messi davvero così male? aiuto.

6
27 Ott 2008
alle 16:10

Giulietta

ahahahaahahah, perversioni signora mia, perversioni!

Mi sono ricordata che una ricerca che alla larga indagava sulle caratteristiche dei "detrattori del web" l'avevo postata due anni fa. Il link è questo http://psicocafe.blogosfere.it/2006/11/cosa-pensa-delle-relazioni-damore-sul-web-chi-non.html

5
27 Ott 2008
alle 15:41

Stefano Bussolon

si comincia con il chiedere di diventare amica su fb, poi si passa agli spinelli e la spirale delle droghe pesanti è dietro l'angolo ;)

Scherzi a parte, grazie mille del post.

4
27 Ott 2008
alle 14:20

Riccardo

be' che dire, sarebbe sicuramente interessante verificare le differenze fra le persone che adorano internet e quelle che costantemente cercano di demolirlo, magari verrebbero fuori le sorprese, che i frustrati sono proprio i criticoni :D

Comunque presa coscienza che criticare internet fa vendere e secondo me più che ignoranza penso sia questo il motivo dell'antipatia dei sistemi di informazione per internet, perchè fa vendere criticare internet? Infatti non è un luogo comunque così diffuso quello di internet=sfigato, penso, a livello di ipotesi, che se si facesse una inchiesta, poche persone ipotizzerebbero il profilo di un utente di facebook come sfigato, senza amici, frustrato etc etc....

 

 

3
27 Ott 2008
alle 12:14

Francesco

Giulietta, sapevo che avresti risposto così ed ammetto un certo godimento da parte mia nel ribaltare l'accusa :-).

 Ad ogni modo, sono davvero convinto che sia forte il godimento da parte di certe persone nel puntare il dito contro gli utenti di Facebook. Come vada interpretato, certo, ci servono i dati sperimentali!

2
26 Ott 2008
alle 21:25

Giulietta

Francesco, io non incorrerei nello stesso errore che rimproveriamo agli altri :).
La speculazione del pensiero è un'attività creativa e meritoria, ma se la chiediamo supportata da qualche dato, dobbiamo pretendere lo stesso supporto anche a noi stessi.
Per cui bando a proiezioni psicanalitiche indimostrate e indimostrabili e teniamoci ai fatti.
Secondo me il primo elemento è senz'altro l'ignoranza, nel senso letterale di ignorare e di non conoscere il fenomeno, poi c'è la generalizzazione per la quale il potenziale solitario, frustrato e sfigato che senz'altro esiste diventa prototipo di tutti gli altri e poi c'è il pregiudizio di ritenere comunque il cyberspazio un luogo finto e pericoloso o comunque sempre un minus rispetto alla realtà offline.
Le tre cose insieme sono sufficientemente esplosive. IMHO. :)
Certo che l'ipotesi di un certo "godimento" nel puntare il dito come meccanismo di difesa contro l'invidia di non appartenere e il cruccio di non capire è affascinante. Meriterebbe uno studio. :D

1
26 Ott 2008
alle 19:25

Francesco

Giulietta,

ma non sarebbe il tempo di iniziare a psicanalizzare invece chi è così ostile a Facebook ed adotta particolari motivazioni?

Mi spiego: esiste una  componente di popolazione che è semplicemente disinteressata a Facebook o simili tecnologie oppure asserisce affermazioni semplici ma dotate di un certo buon senso del tipo "sarebbe meglio dedicare 30 minuti in meno al giorno a Facebook per farsi una bella corsa in un parco"... niente da contestare!

 Ma quello che laStampa, Repubblica ed il Corriere dimostrano è che accanto a questa categoria di persone ce ne sono altre che si accaniscono e trovano piacere psicologico nel descrivere l'utente di Facebook come "solitario", "nevrotico" e così via...

 Se la stampa ha scritto certe cose in questi giorni è perchè sa per certo che una buona percentuale della popolazione gradirà questa connotazione dell'utente di Facebook, anche se chiaramente falsa.

 Mi e ti chiedo: possiamo parlare di classica introiezione e proiezione freudiana da parte di queste persone? può essere invidia, timidezza o sentimenti affini che inducono queste persone a dover generare un meccanismo di difesa nei confronti di Facebook e quindi invertire i ruoli e vedere negli utenti di Facebook degli sfigati quando in realtà gli sfigati o gli "impediti" sono loro?

E' una domanda...

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