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Bevande calde e calorosità interpersonale: confermato il legame tra temperatura corporea e “temperatura” relazionale

Giulietta Capacchione avatar Lunedì 27 Ottobre 2008, 18:13 in Psicologia sociale di Giulietta Capacchione
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Ricorderete il post di qualche settimana fa dal titolo “Essere esclusi dagli altri fa sentire freddo. Letteralmente”.  In quel post parlavamo di una ricerca che dimostrava la relazione bidirezionale fra l’esperienza di un freddo interpersonale, indotto dall’esclusione sociale, e il freddo fisico. Sull’ultimo numero di Science è stata pubblicata in questi giorni un’altra ricerca, condotta altrove e da altri ricercatori ( Lawrence E. Williams e John A. Bargh della Colorado e della Yale University) che conferma e rilancia, affermando che il caldo fisico indotto dall’assunzione di una bevanda bollente si traduce in un calore psicologico e interpersonale che ci farebbe non solo giudicare gli altri come più calorosi, generosi e gradevoli, ma modificherebbe il nostro stesso comportamento in senso più generoso e altruistico.
Capite che due evidenze indipendenti così simmetriche suggeriscono una realtà.
Nella ricerca di cui ci occupiamo oggi vengono date anche spiegazioni neurobiologiche del legame tra temperatura corporea e temperatura psicologica, individuando nell’insula la parte del cervello che processa sia le informazioni caldo/freddo del corpo che quelle interpersonali.
Si ribadisce inoltre la possibile origine infantile dell’equazione calore fisico/calore interpersonale.
Vi racconto brevemente come sono stati condotti i due studi perché sono ingegnosi.
Nel primo sono stati reclutati 41 soggetti con un età media di 18.5 anni. Metà di loro ha tenuto in mano una tazza di caffè bollente e l’altra metà una tazza di caffè freddo. Per far questo una assistente, ignara delle finalità dello studio, con in mano la bevanda, due libri e un pc portatile, ha finto di incontrare casualmente i soggetti nell’atrio dell’istituto di psicologia dove si sarebbe tenuto un successivo esperimento ed è salita con loro per 4 piani in ascensore. Durante il tragitto in ascensore ha chiesto ai partecipanti di tenerle un secondo la tazza, mentre registrava il nome del partecipante e l’orario della sua partecipazione.
Dopo aver preso questi appunti ha ripreso la tazza di caffè dalle mani dei soggetti. Una volta arrivati in laboratorio i partecipanti hanno ricevuto un questionario nel quale si chiedeva di esprimere le proprie impressioni su un’ipotetica Persona A descritta come intelligente, competente, industriosa, determinata, pragmatica e cauta. Essi dovevano giudicarla sulla base di 10 tratti di personalità usando una scala ancorata come questa mettiamo:
Generosa 1 2 3 4 5 6 7 8 Egoista (è un esempio, nel paper non si spiegano gli ancoraggi nè su quanti punti è la scala).
Metà dei tratti di personalità erano semanticamente legati a dimensioni caldo/freddo, metà ad altre dimensioni non relate.
I risultati hanno evidenziato che le persone che avevano tenuto per pochi attimi la bevanda calda percepivano la persona target come significativamente più calorosa di coloro che avevano tenuto in mano la bevanda fredda. La manipolazione della temperatura del caffè non aveva invece effetto sui tratti di personalità non relati con la dimensione caldo/freddo.
Naturalmente i soggetti non avevano alcuna consapevolezza dell’impatto dell’esperienza fisica sui loro giudizi.

Benché l'assistente fosse all’oscuro delle finalità dell’esperimento, era però perfettamente in grado di capire che stava manipolando la variabile del caffè bollente e del caffè freddo e avrebbe potuto in buona fede trattare diversamente i soggetti durante la salita in ascensore.
Nel secondo studio si è tentato dunque di eliminare questa possibile interferenza, manipolando la variabile caldo/freddo fisico con uno di quei cuscini per la terapia caldo–freddo che potete vedere qui. Questi cuscini sono stati consegnati ai partecipanti per una presunta “valutazione del prodotto” e nessun ricercatore ha interagito con i soggetti prima che anche il resto dell’esperimento fosse stato completato. Il secondo studio mirava inoltre a indagare non più l’impatto dell’esperienza corporea sui giudizi, quanto sui comportamenti.
E’ stato dunque chiesto ai soggetti che avevano valutato l’efficacia del cuscino di scegliere cosa preferivano come ricompensa per aver partecipato allo studio: un succo Snapple  o un buono di 1 dollaro da spendere alla gelateria. Entrambi  potevano essere dati direttamente al partecipante oppure a un amico.
I risultati hanno dimostrato che, indipendentemente dal tipo di ricompensa (la Snapple o il gelato), i partecipanti che avevano valutato l’efficacia del cuscino caldo erano significativamente più propensi a scegliere il dono per l' amico che per sé stessi, il contrario accadeva per quelli che avevano maneggiato il cuscino freddo.
Insomma, ancora una volta, l’esperienza di temperatura fisica sembra influenzare sia le proprie impressioni sugli altri che il comportamento prosociale.
Cappuccini caldi a volontà ragazzi. ;)

Paper | Experiencing Physical Warmth Promotes Interpersonal Warmth (pdf)

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5 commenti
5
28 Ott 2008
alle 18:34

Demis

...e se avessero in mente di creare un set di stimolazioni, basati sull'inconscia generalizzazione da caldo/freddo a colori caldi/freddi, clima caldo/freddo, posizione calda/fredda, tono caldo/freddo, e così via? Quanto è dovuto alla sensazione effettiva e quanto al cognitivo?

4
28 Ott 2008
alle 18:03

Giulietta

@Cuocaprecaria, direi che vanno bene! :) Grazie per il posto nel blogroll, mi dispiace assai che tu sia così precaria da farlo diventare il tuo nickname. :(

@Icy io penso che le generalizzazioni sono sempre pericolose, però io una tendenza all'algido nelle popolazioni nordiche la rintraccio, basti pensare all'enorme differenza tra la letteratura sudamericana e quella russa, dico tanto per dire...

@Riccardo, direi che viene valutata la sensazione di calore semplicemente. Se fosse una variabile di ordine superiore come il piacere avrebbe dovuto influenzare anche le dimensioni di personalità non correlate alla dimensione caldo/freddo, come per esempio l'onestà o la determinazione. Che ne pensi?

3
28 Ott 2008
alle 17:23

Riccardo

Cavolo che ricerca originale!!! Una cosa che non capisco è però se viene valutata la piacevolezza della sensazione di calore sul comportamento, o la semplice sensazioni di calore. Perchè magari questa maggiore generosità è conseguente il piacere di tenere qualcosa di caldo, invece che di freddo, e non è dettata tanto dal calore, ma dalla sensazione di piacere in sé.

2
28 Ott 2008
alle 15:50

icy

Ma quindi è ipoteticamente una prova a favore della presunta freddezza delle persone del nord e della calorosità delle persone del sud?

1
28 Ott 2008
alle 00:51

CuocaPrecaria

Stupendo! Allora vanno bene anche tè caldi, infusi, cioccolate bollenti, bicerin, caffè d'orzo, vin brulé, brodo di verdure...

C'è di che sbizzarirsi per "scaldare" gli emotivamente congelati!

Il tuo blog è meraviglioso, sei nel mio blogroll con tutti gli onori!

Affettuosità,

CuocaPrecaria

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