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Ott 0821

Facebook ucciderà i blog?

Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 18:49 in Cyber-psicologia


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Leggo da più  parti  preoccupazioni sul fatto che l’esplosione di Facebook ucciderà il blogging e ci consegnerà, nel prossimo futuro, l’esperienza di una nuova rete: ridotta nelle dimensioni,  miniaturizzata nell’espressione, probabilmente più “sicura” da esplorare e vivere, ma anche conseguentemente più asfittica e  qualitativamente diversa: più cialtronesca. Un mondo ridotto, di amici veri e finti, fra i quali il massimo dell’attività intellettuale scambiata è la condivisione di quiz idioti e l’invio di pseudo cocktail. Se va bene, lo scambio di foto e link, un po’di twitterate, le solite chat con le solite e-mail.
Informazione, contatto, un po’ di voyeurismo, reperibilità e poco altro.
Prima di dire cosa ne penso io, vorrei raccontarvi una cosa che ho visto a Padova in una piazza vicino all'Università. Un uomo sulla cinquantina ha portato uno sgabellino di plastica bianco, ci è salito sopra e ha cominciato a disquisire sulle magnifiche sorti e progressive dell’Italia, partendo dal problema degli extracomunitari per arrivare alle ingerenze del Papa sulle scelte politiche, fino all’iperuranico  rapporto con Dio di credenti e miscredenti.
Passando di palo in frasca, fra profondità e luoghi comuni, intuizioni e banalità, ha creato presto attorno a sé un affollato capannello di persone che, alzando educatamente la mano, richiedevano a loro volta “lo sgabello”. Lui scendeva, lo posava sotto ai piedi della persona che voleva intervenire, questi ci saliva sopra e diceva la sua.
Io stavo passando di là pensando ai casi miei e mi sono fermata e sono rimasta lì mezz’ora, ad ascoltare.
Io non conoscevo quelle persone e non avevo interesse né possibilità di farlo, non mi interessava minimamente la loro puntuale quotidianità, non mi era utile rintracciarli o ritrovarli, né servirmene in alcun modo, non mi interessava sapere chi erano i loro amici e non mi stava a cuore conoscere se fossero iscritti al tal partito o alla tale associazione, né se aderissero a una certa improbabile causa. Però avevo piacere di stare ad ascoltare. Per dissentire, per concordare, per far mia un’esperienza di vita che non posso sperimentare o per guardare il mondo per un minuto con gli occhi di un altro.
A quello speaker's corner italico, improvvisato e spontaneo, non ci si scambiava “contatti”, si scambiavano opinioni, riflessioni.
Delle opinioni e delle riflessioni non si può fare consumo. Necessitano di tempo e di approfondimento, di attenzione e di cura. L’atteggiamento mentale di chi esprime e di chi ascolta un’opinione è cosa strategicamente diversa da quello di chi produce o reagisce a un’informazione.
Quando a malincuore sono andata via, ho pensato che i blog sono come quello sgabello bianco. Uno si porta il suo da casa, ci sale sopra e comincia a dire, a dei perfetti estranei: “io la penso così, voi?”
Secondo me, fino a quando si formeranno agli angoli delle strade capannelli di gente che vuole ascoltare un uomo sconosciuto dire quello che pensa, i blog sono salvi.
I blog che sono stati concepiti per condividere opinioni e riflessioni, naturalmente.
Quelli che probabilmente chiuderanno (e stanno chiudendo) sono: o i blog di chi si è stancato di stare sullo sgabello (perché star lì cinque anni a parlare è una fatica, si sa), o i blog che non sono mai stati tali, quelli aperti e utilizzati solo perché non si conosceva, tecnologicamente parlando, un altro modo di crearsi un point of presence sulla rete.
Questi pseudoblog saranno schiacciati da Facebook, sono d’accordo, perché esso è infinitamente più semplice, rapido, usabile, e assolve egregiamente a tutti gli scopi che gli pseudoblog si prefiggevano, e ne aggiunge di nuovi.
Però chi vorrà continuare (o cominciare) a esprimere opinioni, e non solo un angusto “sono qua”, continuerà ad aprire e curare blog, e chi avrà piacere di ascoltare opinioni continuerà a leggerli.
Io la penso così, voi?


Photo Credits | Steve Purcell

Trackback

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xlthlx ha detto in Pensare:

Avevo pensato di metterlo sul tumblr ma credo che meriti più evidenza, per così dire. E’ una riflessione all’interno di un post che secondo me va letto tutto: Facebook ucciderà i blog?. Delle opinioni e delle riflessioni non si può far... [continua]

Commenti

1. Lorenzo, Martedì 21 Ottobre 2008 ore 18:49

credo che facebook non "distruggera" i blog...perchè...secondo me...siti come Myspace o cose del genere possono sostituirsi ai blog...ma non credo che un sito come facebook possa sostiuirsi ai blog...solamente dal fatto che facebook..non è concepito come un blog...in ui devi scrivere regolarmente articoli ecc.ecc..su facebook non c'è l'obbligo di scrivere qualcosa..puoi chattare con i tuoi amici...puoi conoscerne di nuovi...puoi inviare "gifts"(gli pseudo-cocktail =D)...puoi iscriverti a gruppi...ma non devi tenere un blog, appunto, regolarmente...

2. serenaseblu, Martedì 21 Ottobre 2008 ore 20:13

Alcune domande: a che serve veramente un blog? Intendo ora che per contrasto può solo più esssere "una cosa seria"? E poi: chi ucciderà Facebook?

3. Jacopo, Martedì 21 Ottobre 2008 ore 20:51

Condivido a pieno!

Grande Giulietta!

4. Riccardo, Martedì 21 Ottobre 2008 ore 21:18

Si in effetti facebook è i blog sono una cosa diversa, sarebbe  come dire i blog uccideranno i forum, il bacino di utenza è completamente differente e a parer mio facebook poggia anche su un bacino di utenza molto meno costante di quello dei blog, vedo un futuro con tante reti morte piene di foto inutili e poche reti sopravvissute con temi molto specializzati e interessanti. Ad esempio per la comunicazione di notizie anche facebook a parer mio ha molte possibilità potrebbe essere una sorta di aggregatore pubblico di post, blog filmati etc interessanti, oltre poi ad essere a parer mio un ottimo supporto per la pubblicazione di attività, proteste etc...

5. Andrew, Martedì 21 Ottobre 2008 ore 22:17

Il mio discorso era sostanzialmente diverso perchè parlava più generalmente di social networking e non solo di Facebook.

Blog e social networks, seppur in modo diverso, non sono altro che due canali di comunicazione...e mi sembra abbastanza ovvio, se non altro anch per questioni di tempo, che se uno sceglie una strada lentamente abbandoni l'altra...

6. Giulietta, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 00:40

Io penso che benchè social network e blog siano entrambi dei modi di comunicare, ciò non significa che possano equivalersi o diventare interscambiabili agli occhi di chi ne fa uso. L'ipotesi di una sorta di maxi transumanza dagli uni agli altri mi sembra un po' ardita, proprio per le specificità comunicative dei blog che non è possibile riprodurre nei sn.
Son d'accordo invece che il bacino di utenza sia dissimile (con quote di sovrapposizione): molti lurker della rete, persone che la frequentano senza "crearla", hanno fatto il salto della quaglia e si sono aperti un account su Facebook.

7. moreno, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 12:14

per sentire un collega preferisco il telefono, per parlare con un amico lo vedo negli occhi se possibile o al max una email ma se voglio essere solleticato da argomenti interessanti i blog sono una risorsa non rimpiazzabile da tribù o cozzaglie di pseudo conoscenti/amici.

La rete resta comunque incredibilmente vasta e potente da perdersi e ce n'è quasi per tutti i gusti. resta ed emerge comunque la qualità e quindi la profondità delle cose che si mettono in digitale. Psicocafè è davvero interessate e ne resto tifoso.

saluti

8. Lory, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 12:57

ore 12.40 mi dico: "vado a dare un'occhiata su psicocafè che da quando mi sono iscritta a facebook ho quasi dimenticato.." e che post trovo?

Sono rimasta allibita.

Frequento il tuo blog, cara Giulietta, perchè mi piace la psicologia e trovo i tuoi spunti sempre brillanti; lavoro 8 ore al giorno in ufficio e nei minuti in cui mi prendo un break clicco questo link.. ma devo tristemente ammettere che da quando sono un utente di facebook 3 volte su 5 passo di lì invece che qui..

Forse è per questo, domando, che facebook ucciderà i blog?

Perchè per molti i blog, come i social network rappresentano minuti di svago e di relax  (indipendentemente dalla palese e fondamentale differenza tra opinioni/riflessioni e eccomi/ci sono)e quindi sono destinati a subire una riduzione del bacino di utenza...

I blog saranno frequentati da gente intelligente, dotta, di una certa cultura.. gente che non è preda di facili entusiasmi..

Ne sarei fiera al tuo posto.

 

9. Giulietta, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 14:49

Ciao Lory. La tua esperienza in qualche modo conferma le preoccupazioni che Andrew ha espresso nel suo post. Naturalmente non c'è niente di male nel relax e nello svago, ci mancherebbe altro. Speriamo solo che questo non sottragga troppe energie a bisogni altrettanto importanti, come quello della discussione e della condivisione di contenuti.
Tu infatti ogni tanto ritorni e questo è bene. Grazie :)

10. Paolina, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 14:56

Per caso ho letto un articolo su facebook di cui riporto qualche frase:"SESSO, AMICIZIA E INSODDISFAZIONE, L'IDENTIKIT DI CHI E' SEMPRE ONLINE Roma, 22 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) "Ormai e' Facebookmania fra gli italiani, una febbre che ultimamente ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso: questo mondo virtuale e' infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti". Parola di Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell'Uiap (Unita' operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma.(...) "Facebook e' una colossale illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti, perche' hanno decine e decine di amici virtuali', ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di 'sfigati'", sostiene Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell'Universita' Gregoriana di Roma, e fra i primi a occuparsi del problema delle tecno-dipendenze in Italia."

Bene ecco la mia: chiamarli sfigati mi sembra un pò forte, forse si tratta di gente con una debole o inesistente personalità, in cerca di un'emozione in più, di una distrazione di affermazione a questo punto direi "virtuale". Forse la vita reale ad alcuni offre poco o taluni non sanno veramente relazionarsi, quindi si rifugiano in un "luogo" ritenuto "sicuro" dove poter essere a volte se stessi a volte quello che vorrebbero essere ....

11. Giulietta, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 15:05

Paolina, quello che linki è il tipo di articolo che mi fa imbestialire. Chi lo dice che il mondo virtuale è vissuto come antidoto al senso di vuoto? E' stata fatta una ricerca per verificare questa ipotesi? Sono state interrogate le persone?
Sono le classiche sparate di chi la rete non la conosce che per sentito dire o che ha conosciuto tre tizi svuotati e maniaci di internet e crede che rappresentino la popolazione generale.
Chiamare sfigati un milione di persone è offensivo per chi lo fa onestamente. E qui mi taccio.

12. Lory, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 16:12

Di nuovo io.

Intanto un grazie a Giulietta per la risposta!

Io credo che in una società abbastanza libera, evoluta e democratica il "generalizzare" sia abbastanza scadente come pensiero.. I social network sono strumenti che ognuno "usa" come vuole, questo non significa che tutti quelli che ne fanno parte siano uguali tra loro o spinti dalle stesse motivazioni.

Esiste, a mio avviso, un uso corretto di questi strumenti (come di ogni altra cosa) che non va a inficiare la vita sociale reale ne le percezioni della realtà e che non si riconduce obbligatoriamente a insicurezza o mancanza di personalità!!

La questione, semmai, è capire qual è il limite oltre il quale si diventa "cronici"!

 

13. Lory, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 16:15

Di nuovo io.

Intanto un grazie a Giulietta per la risposta!

Io credo che in una società abbastanza libera, evoluta e democratica il "generalizzare" sia abbastanza scadente come pensiero.. I social network sono strumenti che ognuno "usa" come vuole, questo non significa che tutti quelli che ne fanno parte siano uguali tra loro o spinti dalle stesse motivazioni.

Esiste, a mio avviso, un uso corretto di questi strumenti (come di ogni altra cosa) che non va a inficiare la vita sociale reale ne le percezioni della realtà e che non si riconduce obbligatoriamente a insicurezza o mancanza di personalità!!

La questione, semmai, è capire qual è il limite oltre il quale si diventa "cronici"!

 

14. Riccardo, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 16:33

Possibile che ogni volta che nasce qualcosa di nuovo in internet c'è sempre qualcuno che è in grado di spiegarlo come fuga dalla realtà? O my god :D

15. Andrew, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 19:17

Beh anche se le cose sono ben diverse ed assolutamente non sovrapponibili non è detto che una non possa negare l'altra. Non è detto che se uno scrive  un blog non possa chiuderlo perchè non potrà mai scegliere di sostituire la comunicazione più impegnativa (e poi non è detto che sia sempre così impegnativa9 da quella più cazzeggiosa del social network. Io poi parto da un'osservazione assolutamente empirica...diversi miei amici e contatti hanno chiuso il blog e sono drogati di facebook. Magari è solo un caso. Ma se non lo fosse?

16. hannice, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 21:39

l'ho letto anche io quell'articolo: c'è da vergognarsi dei giornalisti che abbiamo.

io uso facebook come passatempo, mi diverto coi giochini stupidi che ci sono dentro e pace.

ho solo amici reali in elenco e non mi interessa di averne millemila.

poi ci saranno pure le categorie descritte ma ne manca una fondamentale: i fancazzisti come me.

17. rick's, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 22:26

Un tempo i fancazzisti facevano 4 chiacchiere con il barista, il collega di lavoro o i compagni di scuola e così via. Dando per scontato che la rete possa dare esattamnete, lo stesso, dov'è il valore aggiunto?

18. Pierpaolo, Giovedì 23 Ottobre 2008 ore 13:24

Ciao Giulietta, per mi sono imbattuto nel tuo blog e il topic mi ha incuriosito.

A mio modesto avviso c'è un vuoto attorno a noi che fa sgomento. Viviamo nella società dell' immagine dove apparire è fondamentale e dove si pensa alla fisicità, all' esteriorità, all' economicità dei rapporti.

Questo per dire che Facebook è come una tv per i " comuni mortali" : ti dà l'impressione di essere conosciuto ( 6 amico di quel amico,ecc),di essere ricercato ( gli inviti per gli pseudo-cocktail), di essere apprezzato per la propria bellezza ( la ricerca dell' immagine e della fisicità di cui prima ) e di essere corteggiato ( la mancanza di consistenza della realtà ).

Se guardate le foto di molti facebookiani noterete che sono quasi tutte di persone che mettono in mostra sederi, decolletè, pettorali e braccia. Il sesso è una cosa bella ma sembra che esista solo quello! Inoltre vedo sempre più una ricerca affannosa ( quasi esasperata ) della persona ricca per sistemarsi a vita in barba ai sentimenti e al rispetto reciproco.

Tuttavia mi domando: come si può essere felici sapendo che una ragazza neozelandese( che vive lì ) ti trova attraente e ti vorrebbe conoscere? Io mi deprimerei.

Grazie per l' attenzione!! =D

19. Debora, Giovedì 23 Ottobre 2008 ore 13:41

Giulietta, io credo che i blog si stiano sostituendo al giornalismo, altroché. Non solo per quanto riguarda le opinioni (ce ne sono di gran lunga migliori di quelle che trovi sui giornali) ma anche per le notizie riportate.

L'informazione tradizionale non è più credibile. Il giornalismo che si fa coi blog la sta soppiantando validamente. Facebook sostituirà soltanto quei blog che, come la stampa si ostina a chiamarli, fanno "diario on line". Per chiacchierare dello struscio pomeridiano, insomma, Facebook è meglio.

Per analisi geopolitiche internazionali, lasciamo fare ai blog!

20. hannice, Giovedì 23 Ottobre 2008 ore 17:52

rick: che lo fai comodamente a casa tua a qualsivoglia orario?

io non ho mai frequentato i bar ( se non dall'altra parte del bancone :P)..colleghi e amici non sono esclusi dalla vita eh..

 

 

21. catepol, Giovedì 23 Ottobre 2008 ore 19:40

La metafora dello sgabello è la cosa più bella che ho letto oggi. Io come te credo che i blog non moriranno (se non quelli che si accontentano dello sgabellino di facebook e affini). Forse moriranno quei blog che traslocano là su FB perchè non hanno molto di più da raccontare e perchè là, nel recintino di facebook, è più facile osannare ed essere osannati nella propria cerchiettina ristretta di fidati friends. Un blog è uno sgabello in un parco aperto al pubblico. Passano in tanti, non solo gli amici fidati. E tra i tanti molti non saranno daccordo.

Secondo me ci si mette molto di più la faccia sui blog.

Complimenti per il post

22. Lobotomia, Sabato 25 Ottobre 2008 ore 22:05

sono della tua stessa idea... giusto poco tempo fa sul mio blog ho scritto qualche sul fatto che facebook farà morire il resto del web 2.0 (o forse no)

23. marion, Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 17:28

sinceramente spero che facebook non ucciderà il resro del web...non ho mai avuto un blog perchè i fatti  miei tali devono rimanere e non ho facebook...

mi infastidisce che alcune amiche postino delle foto in cui ci sono anche io...perchè??

mi infastidisce il fatto che per organizzare una cena se non hai facebook diventa "mission impossible"...

molta gente sono convinta utilizzi facebook "con la testa" ma è tutto quello che ci sta attorno, quelle frasi da 3°elementare "aggiungi agli amici" che detesto..."aggiungi agli amici"???!!!???e poi aggiungono persone alle quali stentano a chiedere "come va?" quando si incontrano dal vivo...

e l'esibizionismo che regna sovrano...le foto personali...l'ego che incombe nel web...

spero di non aver offeso nessuno, perchè come ho scritto sopra, sono convinta che gran parte degli utenti siano persone in gamba e per niente frustrate dalla vita reale...

ma resto convinta che parlarsi faccia a faccia rimanga una delle cose più belle del mondo...e ho 25 anni...non 80...

 

24. marco, Martedì 4 Novembre 2008 ore 15:27

MARION IO MI SONO ISCRITTO A FACEBOOK,LO TROVO ANCHE INTERESSANTE..CME PASSATEMPO...MA è ESIBIZIONISMO E VOGLIA DI APPARIRE ALLO STATO PURO..NULL ALTRO! è LO SPECCHIO DELLA SOCIETA DI OGGI,DOVE SE NON FAI QUELLO O QUESTO E NON TI ALLINEI ALLA MASSA SEI FUORI!! IL RESTO SO CHIACCHIERE E IPOCRISIE..ED IO A FACEBOOK SO ISCRITTO QUINDI SO DI COSA PARLO..! PERSONE CHE METNO SU FACEBOOK INTERI ALBUM FOTOGRAFICI VISIBILI A TANTISSIMA GENTE,NON CREDO SIANO LI PER COMUNICARE..CO GLI AMICI DELLA PROPRIA CERCHIA E ANNAMO DAI!

25. Niki, Domenica 22 Febbraio 2009 ore 16:37

Condivido pienamente! Ho un blog e amo scrivere i miei post. Un sacco di amici vengono a trovarmi, condividono le mie esperienze, le mie esasperazioni (sono una expat), i miei successi. Face book non permette la comunicazione, è frammentario. Serve giusto a contattare dei vecchi amici... poi ci si scambiano le email e face book non serve più.

Niki 

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