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Il software che ti fa bella

Giulietta Capacchione avatar Domenica 12 Ottobre 2008, 19:08 in Cyber-psicologia di Giulietta Capacchione
beautification.bmp

All’Università di Tel Aviv hanno ideato un software di "fotoritocco" avanzato, che lascia inalterata la riconoscibilità del soggetto, ma lo rende teoricamente più attraente.
E’ stato sviluppato sulle risposte di 68 soggetti (israeliani e tedeschi) chiamati a giudicare l’attrattività di foto di uomini e donne.
Prelevati i dati relativi a 264 misurazioni fra gli elementi facciali, quali le distanze fra labbra e narici, fronte e occhi, occhi tra di loro e così via, gli scienziati sono stati in grado di creare un algoritmo che consente al software di modificare qualunque foto frontale per produrne un’altra più attraente.
Questa riduzione della bellezza a formula matematica, da un lato potrebbe confermare  i molti studi sull’universalità degli elementi ritenuti più gradevoli in un volto (simmetria, giovinezza, sezione aurea),
dall’altro opera una ipersemplificazione, minimizzando le differenze culturali, etniche, storiche che è possibile rintracciare nella percezione umana della bellezza.
Inoltre, nell’iperegolarizzazione dei volti talvolta distrugge le loro peculiarità, spesso portandosi via, assieme alla loro unicità, anche la vera bellezza (si veda cosa accade alla stupenda Brigitte Bardot).

Qui un video di 4 minuti sul software.

Sito del progetto
Il paper (pdf)
|
Fonte | New York Times

10
10 commenti
10
20 Ott 2008
alle 01:36

maus

@geppetto: per capire se una figura è un cerchio, calcoli a mente il rapporto fra diametro e circonferenza?
e se sì, ti basta che questo rapporto sia 3,14 oppure, per definirlo "tondo", dev'essere almeno 3,14159?

 

9
16 Ott 2008
alle 16:27

Alice

@Maus e @Giulietta, avete ragione, la foga di scrivere mi ha fatto probabilmente esprimere male!

non intendevo dire che astrattamente non esistano canoni di bellezza misurabili, anzi mi affascina molto pensare che esistano e siano "oggettivi" e misurabili, ma la cosa non mi convince fino in fondo. mi viene difficile poter ridurre tutto a delle regole, resistenti al tempo, alla soggettività, alle culture.

probabilmente più che freddi algoritmi applicabili da un computer, credo si tratti di percezioni che nel complesso restituiscono un qualcosa all'inconscio umano di uomini e donne. ad esempio mi viene in mente la simmetria di un viso, che inconsciamente potrebbe ispirare salute e vitalità... ma non basta la simmetria o una certa distanza degli occhi per creare la perfezione.

ecco cosa intendevo: un po' come nel diritto, la fissità delle regole genera appiattimenti pericolosi, evitabili dalla sensibilità e dal buon senso che, caso per caso, solo un essere umano (ritoccatore o meno) può avere. secondo me chi ritocca deve avere un ottimo senso estetico, ma soprattutto un senso estetico contemporaneo, culturalmente e diffusamente accettato.

8
15 Ott 2008
alle 22:57

Geppetto

http://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea (in fondo)

la parte italiana come al solito produce molto fumo e bisogna leggere tra le righe

Il crucco e' piu' chiaro:

Es gibt jedoch keinen empirischen Nachweis für eine signifikant größere Häufigkeit des Goldenen Schnittes in diesen Epochen im Vergleich zu anderen Teilungsverhältnissen. Ebenso fehlen historische Belege für eine absichtliche Verwendung des Goldenen Schnitts.

 

Gustav Theodor Fechner, ein Begründer der experimentellen Psychologie, stellte 1876 bei Untersuchungen mit Versuchpersonen anhand von Rechtecken in der Tat eine Präferenz für den Goldenen Schnitt fest.[4] Die Ergebnisse bei der Streckenteilung und bei Ellipsen fielen jedoch anders aus. Neuzeitliche Untersuchungen zeigen, dass das Ergebnis solcher Experimente stark vom Kontext der Darbietung abhängt. Fechner fand ferner bei Vermessungen von Bildern in verschiedenen Museen Europas, dass die Seitenverhältnisse im Hochformat im Mittel etwa 4:5 und im Querformat etwa 4:3 betragen und sich damit deutlich vom Goldenen Schnitt unterscheiden.

Ad ogni modo sono ancora alla ricerca del testo che mi ha aperto gli occhi su questa panzanata. Se lo trovo ve lo riporto.

In realta' se ci si pensa su un attimo, e' mera illusione che un numero preciso, preciso, preciso (qualunque esso sia) possa rappresentare alcunche' per i cervelli umani, che sono differenti l'uno dall'altro in tutti i frangenti della vita. Inoltre l'idea della sezione aurea o divina o quantaltro prevede che i cervelli (tutti, la maggior parte, una parte significativa) sia in grado di discriminare precisissimamente un rapporto. Si' quelle due distanze stanno tra di loro come 1 a 1.618033988 ... e allora mi piacciono, quelle altre due come 1 a 1.618933987... e allora mi piacciono di meno. Ma dai !!!

 

La amica padovana e' Paola, la ricercatrice che si occupa molto di colori.

7
14 Ott 2008
alle 15:52

Giulietta

@Alice in definitiva non è interessante in sè la possibilità di ritoccare i volti, quanto le implicazioni scientifiche che questa possibilità porta con sè. Esiste la bellezza oggettiva? E'indifferente ai popoli e alle epoche? Su queste cose i bravi photoshoppisti che segnali probabilmente non si interrogano.

@Icy, a mio avviso la società gioca un ruolo fondamentale nella definizione del bello, ma siamo anche degli scimpanzè senza peli e risentiamo delle motivazioni biologiche che possono spingerci a trovare attraenti certi individui e non altri. C'è qualcosa di più ancestrale dentro di noi delle mode del momento.

@Geppetto, è la psicologia che non cessa di produrre contenuti interessanti. Io sono un'umile commentatrice. :)
La sezione aurea ha guidato per secoli gli artisti di ogni paese, non credo proprio che possa essere liquidata come una panzana. Non ho capito nulla sull'amica padovana, chi sarebbe? Sulla diatriba della superiorità delle donne non mi porterai mai, è stupida almeno quanto quella della superiorità degli uomini. :D

@Maus. Sono d'accorto con te. A che serve? Mah, a noi a farci delle domande, ai ritoccati forse a promuoversi su manifesti, siti web, curriculum , chi lo sa? :D

6
13 Ott 2008
alle 23:22

maus

@geppetto: la sezione aurea una favola metropolitana?
mah... all'epoca in cui (già) si costruivano opere d'arte regolate dalla sezione aurea le metropoli erano la da venire.
ci sono intere biblioteche sull'estetica e sull'apporto della sezione aurea, se ci citi una fonte che li distrugge io l'andrò subito a leggerla.

@alice:  che ci siano rapporti "multiculturalmente" accettati come "belli" è stato materia di studio antropologico eoni fa.
in particolare il classico femminile 90-60-90 (o meglio il rapporto 1,5-1-1,5) per busto-vita-fianchi viene considerato attraente anche da tribù amazzoniche e africane, come se avessimo -noi maschi umani- un pattern predefinito del bello.
e io non ci trovo nulla di male (come invece sembrerebbe dal tuo commento) credo che tuti gli animali abbiano degli schemi predefiniti di ciò che è sessualmente attraente (per la loro specie, ovvio).

@giulietta: trovo divertentissimo l'esercizio di questi softwaristi ma mi sorge, spontanea, una domanda: a che serve?
oltre che a mettere delle proprie fototaroccate su facebook, intendo.

5
13 Ott 2008
alle 22:16

Riccardo

Che la bellezza sia un valore stabilito dalla società è una affermazione che prenderei con le molle :-) 

4
13 Ott 2008
alle 21:31

Geppetto

ERRATA CORRIGE:

Ma COME fai a non esaurire mai i temi interessanti ?

 

P.S. quando e' che facciamo una bella diatriba sulla spiccata superiorita' del sesso femminile su quello maschile in tutto e per tutto?

3
13 Ott 2008
alle 21:26

Geppetto

Ma fai a non esaurire mai i temi interessanti ?

La "matematica" dell'algoritmo sembra non avanzata, e io non ho la minima idea di come far interpretare ad un calcolatore l'immagine di un volto. Probabilmente esistono in giro delle librerie di software che aiutano: se hanno programmato tutto da soli sono dei mostri. Se no rimangono comqunque dei mostriciattoli (per me).

Infine: il rapporto tra la "sezione aurea" (radice di cinque piu o meno uno diviso due o qualcosa del genere) e l'estetica e' una eclatante favola metropolitana. Non mi ricordo dove l'ho letto, se in internet o in un libro, ma oramai ne sono convinto.

Ciao,

Geppetto

P.S. cari saluti alla tua amica padovana: ad Aprile dovemmo cambiare urgentemente i nostri piani, purtroppo.

 

2
13 Ott 2008
alle 19:16

icy

La bellezza è un valore stabilito dalla società, quindi di fatto è per definizione un valore definibile in modo astratto (a differenza della bellezza soggettiva, dovei particolari influenzano molto di più una valutazione proprio perché il soggetto può dare differenti pesi a certe peculiarità). Il software semplicemente si propone di rendere maggiormente bellezze "medie" le persone, la bellezza che una singola persona trova in un'altrava comunque a pescare nella persona stessa, che è unica e non ripetibile.

 

Ma comunque, chissà se il software fa anche i miracoli, potrebbe servirmi :D

1
13 Ott 2008
alle 08:08

Alice

Ridurre la bellezza ad un algoritmo è agghiacciante. come se fossimo dei pezzi di plastica da scolpire in serie!! tanto vale non fare niente, o se proprio ci si vuole togliere lo sfizio di vedersi più belli, affidarsi a delle persone: su www.fotoritoccoprofessionale.it ci sono degli esperti che lo fanno e sembrano perlomeno sensibili...

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