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A che serve piangere?

Giulietta Capacchione avatar Martedì 11 Novembre 2008, 23:27 in Psicologia clinica di Giulietta Capacchione
ManRay-Tears-1930.jpg

Su Independent c’è un interessante articolo sul ruolo delle lacrime negli esseri umani, che è stato ripreso dal Corriere omettendo, a mio avviso, qualche interessante passaggio oltre alle benedette fonti.
Intanto il pianto sembra avere una chiara funzione di modulatore dell’umore.
In una ricerca condotta su 196 donne adulte, l'88,8% di esse ha dichiarato che il proprio umore migliora notevolmente dopo aver pianto, mentre solo l'8,4%, sostanzialmente costituito da persone con depressione, ansia, anedonia (la perdita della capacità di provare piacere) o alessitimia (difficoltà a esprimere o a comprendere le emozioni), afferma che dopo aver pianto si sente allo stesso modo o addirittura peggio.
La scelta di concentrarsi sulle donne trae origine dal fatto che sono state rilevate, non sorprendentemente,  differenze sostanziali nella motivazione alle lacrime e nella frequenza del pianto fra uomini e donne. Nell’articolo si cita un dato di cui non sono riuscita a trovare la fonte: in media le donne piangerebbero 47 volte in un anno contro una  media di 7 episodi all'anno negli uomini.
A me francamente sembra poco plausibile, sia il valore 47 in senso assoluto sia confrontato con quello dei maschietti, ma non conoscendo il campione utilizzato, né per età, né soprattutto per appartenenza culturale, non riesco a farmi un’idea.
Ad ogni modo l’interrogativo più interessante è perché piangiamo, quale vantaggio evolutivo ha fatto sì che gli esseri umani, e loro soltanto, sviluppassero questo comportamento.
La scoperta che le "lacrime emotive", quelle causate da un dolore o da una forte emozione, sono diverse chimicamente (contengono maggiori livelli di manganese, potassio, e ormone prolattina) da quelle provocate per esempio da irritazione degli occhi o corpi estranei, ha indotto il professor William Frey, professore di farmacia alla Minnesota University e autore del libro «Crying: The Mystery of Tears» a formulare una “teoria della guarigione”: piangeremmo per ripristinare lo stato di equilibrio psico-fisico incrinato dall’evento stressante (anche una forte gioia può essere stressante!).
In altre parole ci sentiremmo meglio dopo aver pianto perché le lacrime “laverebbero via” le sostanze chimiche prodotte dallo stress.
A me questa spiegazione convince poco, anche alla luce dell’immensa variabilità del comportamento del pianto fra le persone.
Se fosse un meccanismo così eminentemente fisiologico  e in un certo qual modo automatico, non si capisce come in tanti (soprattutto uomini) abbiano “rinunciato” ad avvalersene. Ad ogni modo, se anche non fosse esattamente questo il meccanismo di azione, la funzione del pianto in questa prospettiva può essere definita di arousal reduction, cioè il comportamento  riduce l’attivazione generale dell’organismo indotta dall'evento stressante e ripristina l'equilibrio di base. [continua]

Credits Image | Man Ray. The tears (1930) 

10
10 commenti
10
09 Set 2011
alle 13:26

Ketty'93

sekondo me piangere sia in positivo ke in negativo (anke se sekondo me si piange di più in negativo) fa bene,infatti libera il nostro corpo dal "dolore" che abbiamo dentro,,,ekko xkè dopo aver pianto stiamo meglio....

9
08 Ago 2011
alle 11:11

Dott.ssa Schiazza

Spesso mi capita di sentire persone che dicono "Non sono stato capace di reagire in quella situazione!"...ma ci si dimentica che ogni lacrima è una reazione. Il pianto è una reazione fisiologica estremamente legata all'emotività ed assume forme diverse...si può piangere per gioia o per tristezza, ma dobbiamo comunque vederla come una reazione positiva...se riusciamo a piangere significa che riusciamo in qualche modo ad esprimere le nostre emozioni, siano esse positive o negative. Questo è anche il segreto per vivere sereni!

8
29 Nov 2009
alle 19:18

lacrima bianca

piangere serve per sfogarsi da un dolore che hai dentro di te

7
28 Mar 2009
alle 18:23

maria

le lacrime sono solo espressioni della nostra anima è un dono di Dio si piange per amore,per gioia per empatia .Gesù pianse è meraviglioso come l'essere umano ha questa capacità naturale.Per chi ha fede ,è confortante la promessa che ci fà Dio :in cielo alla sua presenza non ci saranno più lacrime ne dolore.Ciao a voi tutti.

6
06 Gen 2009
alle 18:45

NANCY

ho trovato interessanti le risposte date al perchè si piange, al perchè in determinate situazioni  vengono fuori le lacrime.

Per quanto mi riguarda, giorni fa ho ricevuto un offesa da parte di un amica,e, ancora a distanza di giorni e giorni mi si riempiono gli occhi di lacrime, le sento affiorare spontaneamente,senza poterci fare nulla per fermarle.Chiedo aiuto e consigli. 

Ciao,ho solamente voglia di amici sinceri. 

5
13 Nov 2008
alle 12:49

Mattia

Ciao Giulietta, la mia tesi è di estetica e filosofia, parla della cosiddetta "immagine interna", che non è solo il semplice e piacevole ricordo ma qualcosa di più complesso. Sono da sempre appassionato di questi argomenti, che pertengono peculiarità della dimensione umana, che siano la creatività, l'astrazione, la consapevolezza, la prefigurazione, ed altre che ci "allontanano" leggermente dall'operare comune degli animali, compresi mammiferi superiori.

Se vuoi puoi scrivermi al mio indirizzo mail senza intaccare ulteriormente le risposte a questo interessante articolo ;)

byebye 

4
12 Nov 2008
alle 22:55

Giulietta

Emanuela credo che valga la pena "educare" alle emozioni negative sane. La tristezza è sana, la depressione è patologica, la rabbia è sana, la furia è patologica, la paura è sana, la fobia è patologica. Anche l'ansia è sana!
Insomma aiutare a comprendere che anche le emozioni sgradevoli sono salutari se congrue e gestibili. :)

Grazie Mattia. Posso chiederti di cosa parla la tua tesi nello specifico? :)

3
12 Nov 2008
alle 16:51

Barbapapa'

Ciao, provo a dare anche io il mio contributo associando l'argomento ai neonati. Dubito che il loro pianto possa essere riconducibile a qualcosa della ricerca fatta ma:

il primo pianto del neonato, perchè piange?
http://www.bravibimbi.it/2008/09/15/il-primo-pianto/

oppure:
http://www.bravibimbi.it/2008/07/30/come-consolare-un-neonato-che-piange/

 

Sempre sull'argomento ma mettendoci dall'altra parte della barricata. Se lui piange (il bambino) cosa si può fare?
http://www.bravibimbi.it/2008/08/26/10-modi-provati-dai-papa-per-calmare-un-bambino-che-piange/

E' tutto!

 ciao!

2
12 Nov 2008
alle 15:16

Mattia

Argomento molto interessante, nella mia tesi di laurea, di prossima discussione, ho scritto quanto segue: 

 

Gli eventi che trovano risonanza in noi sono molto più intimi ed 

organici di quanto si possa immaginare. Studi biologici approdano ad 

un quadro esplicativo per quanto concerne la lacrimazione, intesa come 

formazione di secrezione lacrimale nell’uomo; difatti la produzione di 

lacrime si scompone in relazione alla composizione chimica diversa. 

Oltre alle lacrime ‘basali’ e ‘riflesse’, la letteratura riporta le cosiddette 

lacrime ‘emotive’. Queste ultime contengono percentuali molto alte di 

manganese e di alcuni ormoni tra i quali la prolattina. Queste sostanze 

sono prodotte dal nostro organismo in risposta allo stress sia fisico sia 

psicologico e la loro eliminazione attraverso il pianto certamente aiuta 

il corpo a ritornare a una condizione di normalità fisiologica. Recenti 

studi italiani hanno dimostrato che la ‘molla’ che aziona il pianto è 

legata a una situazione di impotenza nella quale il soggetto avverte di 

non riuscire a trovare una soluzione accettabile a un problema. Posta in 

altri termini, la riflessione sullo sfogo fisiologico nasce dai modi di 

assaporamento dell’evento in circostanze in cui il mondo percettuale 

sottomano è molto distante. La frustrazione nasce dal vivere un evento 

in cui è insita l’impossibilità di una tangibile sensibilità.

[..] 

1
12 Nov 2008
alle 00:38

Emanuela Zerbinatti

Per fortuna l'avevo beccato direttamente sull'Indipendent ;-)

Anche ridere fa bene: sarà mica che l'uomo ha bisogno di sperimentare tutta la gamma di emozioni per poter star bene? In fondo l'anedonia è una delle sensazioni più devastanti. Molti depressi sono più schiacciati dalla sensazione di non provare emozioni che dall'incertezza di un male che non sai da dove arriva e quando finirà. Molti altri per combattere l'appiattimento delle emozioni vanno in cerca di emozioni estreme in cui poi, magari, perdono la vita, si buttano sulle droghe

Forse si dovrebbe cominciare a risolvere un bel po' di problemi incoraggiando i bambini a sperimentare tutte le emozioni possibili senza evitargli quelle negative o contenere quelle sopra la media o non in sintonia in ogni istante con quelle degli adulti.

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