Conversazioni di psicologia contemporanea
Su Independent c’è un interessante articolo sul ruolo delle lacrime negli esseri umani, che è stato ripreso dal Corriere omettendo, a mio avviso, qualche interessante passaggio oltre alle benedette fonti.
Intanto il pianto sembra avere una chiara funzione di modulatore dell’umore.
In una ricerca condotta su 196 donne adulte, l'88,8% di esse ha dichiarato che il proprio umore migliora notevolmente dopo aver pianto, mentre solo l'8,4%, sostanzialmente costituito da persone con depressione, ansia, anedonia (la perdita della capacità di provare piacere) o alessitimia (difficoltà a esprimere o a comprendere le emozioni), afferma che dopo aver pianto si sente allo stesso modo o addirittura peggio.
La scelta di concentrarsi sulle donne trae origine dal fatto che sono state rilevate, non sorprendentemente, differenze sostanziali nella motivazione alle lacrime e nella frequenza del pianto fra uomini e donne. Nell’articolo si cita un dato di cui non sono riuscita a trovare la fonte: in media le donne piangerebbero 47 volte in un anno contro una media di 7 episodi all'anno negli uomini.
A me francamente sembra poco plausibile, sia il valore 47 in senso assoluto sia confrontato con quello dei maschietti, ma non conoscendo il campione utilizzato, né per età, né soprattutto per appartenenza culturale, non riesco a farmi un’idea.
Ad ogni modo l’interrogativo più interessante è perché piangiamo, quale vantaggio evolutivo ha fatto sì che gli esseri umani, e loro soltanto, sviluppassero questo comportamento.
La scoperta che le "lacrime emotive", quelle causate da un dolore o da una forte emozione, sono diverse chimicamente (contengono maggiori livelli di manganese, potassio, e ormone prolattina) da quelle provocate per esempio da irritazione degli occhi o corpi estranei, ha indotto il professor William Frey, professore di farmacia alla Minnesota University e autore del libro «Crying: The Mystery of Tears» a formulare una “teoria della guarigione”: piangeremmo per ripristinare lo stato di equilibrio psico-fisico incrinato dall’evento stressante (anche una forte gioia può essere stressante!).
In altre parole ci sentiremmo meglio dopo aver pianto perché le lacrime “laverebbero via” le sostanze chimiche prodotte dallo stress.
A me questa spiegazione convince poco, anche alla luce dell’immensa variabilità del comportamento del pianto fra le persone.
Se fosse un meccanismo così eminentemente fisiologico e in un certo qual modo automatico, non si capisce come in tanti (soprattutto uomini) abbiano “rinunciato” ad avvalersene. Ad ogni modo, se anche non fosse esattamente questo il meccanismo di azione, la funzione del pianto in questa prospettiva può essere definita di arousal reduction, cioè il comportamento riduce l’attivazione generale dell’organismo indotta dall'evento stressante e ripristina l'equilibrio di base. [continua]
Credits Image | Man Ray. The tears (1930)
Spesso mi capita di sentire persone che dicono "Non sono stato capace di reagire in quella situazione!"...ma ci si dimentica che ogni lacrima è una reazione. Il pianto è una reazione fisiologica estremamente legata all'emotività ed assume forme diverse...si può piangere per gioia o per tristezza, ma dobbiamo comunque vederla come una reazione positiva...se riusciamo a piangere significa che riusciamo in qualche modo ad esprimere le nostre emozioni, siano esse positive o negative. Questo è anche il segreto per vivere sereni!
piangere serve per sfogarsi da un dolore che hai dentro di te
le lacrime sono solo espressioni della nostra anima è un dono di Dio si piange per amore,per gioia per empatia .Gesù pianse è meraviglioso come l'essere umano ha questa capacità naturale.Per chi ha fede ,è confortante la promessa che ci fà Dio :in cielo alla sua presenza non ci saranno più lacrime ne dolore.Ciao a voi tutti.
ho trovato interessanti le risposte date al perchè si piange, al perchè in determinate situazioni vengono fuori le lacrime.
Per quanto mi riguarda, giorni fa ho ricevuto un offesa da parte di un amica,e, ancora a distanza di giorni e giorni mi si riempiono gli occhi di lacrime, le sento affiorare spontaneamente,senza poterci fare nulla per fermarle.Chiedo aiuto e consigli.
Ciao,ho solamente voglia di amici sinceri.
Ciao Giulietta, la mia tesi è di estetica e filosofia, parla della cosiddetta "immagine interna", che non è solo il semplice e piacevole ricordo ma qualcosa di più complesso. Sono da sempre appassionato di questi argomenti, che pertengono peculiarità della dimensione umana, che siano la creatività, l'astrazione, la consapevolezza, la prefigurazione, ed altre che ci "allontanano" leggermente dall'operare comune degli animali, compresi mammiferi superiori.
Se vuoi puoi scrivermi al mio indirizzo mail senza intaccare ulteriormente le risposte a questo interessante articolo ;)
byebye
Emanuela credo che valga la pena "educare" alle emozioni negative sane. La tristezza è sana, la depressione è patologica, la rabbia è sana, la furia è patologica, la paura è sana, la fobia è patologica. Anche l'ansia è sana!
Insomma aiutare a comprendere che anche le emozioni sgradevoli sono salutari se congrue e gestibili. :)
Grazie Mattia. Posso chiederti di cosa parla la tua tesi nello specifico? :)
Ciao, provo a dare anche io il mio contributo associando l'argomento ai neonati. Dubito che il loro pianto possa essere riconducibile a qualcosa della ricerca fatta ma:
il primo pianto del neonato, perchè piange?
http://www.bravibimbi.it/2008/09/15/il-primo-pianto/
oppure:
http://www.bravibimbi.it/2008/07/30/come-consolare-un-neonato-che-piange/
Sempre sull'argomento ma mettendoci dall'altra parte della barricata. Se lui piange (il bambino) cosa si può fare?
http://www.bravibimbi.it/2008/08/26/10-modi-provati-dai-papa-per-calmare-un-bambino-che-piange/
E' tutto!
ciao!
Argomento molto interessante, nella mia tesi di laurea, di prossima discussione, ho scritto quanto segue:
Gli eventi che trovano risonanza in noi sono molto più intimi ed
organici di quanto si possa immaginare. Studi biologici approdano ad
un quadro esplicativo per quanto concerne la lacrimazione, intesa come
formazione di secrezione lacrimale nell’uomo; difatti la produzione di
lacrime si scompone in relazione alla composizione chimica diversa.
Oltre alle lacrime ‘basali’ e ‘riflesse’, la letteratura riporta le cosiddette
lacrime ‘emotive’. Queste ultime contengono percentuali molto alte di
manganese e di alcuni ormoni tra i quali la prolattina. Queste sostanze
sono prodotte dal nostro organismo in risposta allo stress sia fisico sia
psicologico e la loro eliminazione attraverso il pianto certamente aiuta
il corpo a ritornare a una condizione di normalità fisiologica. Recenti
studi italiani hanno dimostrato che la ‘molla’ che aziona il pianto è
legata a una situazione di impotenza nella quale il soggetto avverte di
non riuscire a trovare una soluzione accettabile a un problema. Posta in
altri termini, la riflessione sullo sfogo fisiologico nasce dai modi di
assaporamento dell’evento in circostanze in cui il mondo percettuale
sottomano è molto distante. La frustrazione nasce dal vivere un evento
in cui è insita l’impossibilità di una tangibile sensibilità.
[..]
Per fortuna l'avevo beccato direttamente sull'Indipendent ;-)
Anche ridere fa bene: sarà mica che l'uomo ha bisogno di sperimentare tutta la gamma di emozioni per poter star bene? In fondo l'anedonia è una delle sensazioni più devastanti. Molti depressi sono più schiacciati dalla sensazione di non provare emozioni che dall'incertezza di un male che non sai da dove arriva e quando finirà. Molti altri per combattere l'appiattimento delle emozioni vanno in cerca di emozioni estreme in cui poi, magari, perdono la vita, si buttano sulle droghe
Forse si dovrebbe cominciare a risolvere un bel po' di problemi incoraggiando i bambini a sperimentare tutte le emozioni possibili senza evitargli quelle negative o contenere quelle sopra la media o non in sintonia in ogni istante con quelle degli adulti.
alle 13:26
Ketty'93
sekondo me piangere sia in positivo ke in negativo (anke se sekondo me si piange di più in negativo) fa bene,infatti libera il nostro corpo dal "dolore" che abbiamo dentro,,,ekko xkè dopo aver pianto stiamo meglio....