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Nov 08 6

Facebook e le vecchie storie d'amore

Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 21:52 in Cyber-psicologia


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Lorenzo Pezzato, nel suo blog Opinioni da NordEst, scrive una suggestiva riflessione su un aspetto particolarissimo di Facebook: la possibilità di ritrovare amori e amorini del passato.
Scrive Lorenzo: "Probabilmente il primo nome cercato da chi si iscrive ad un social network per la prima volta e con approccio ludico è nella stragrande maggioranza dei casi quello del primo amore dell’adolescenza (o di qualunque altro periodo), in un trionfo di morbosa curiosità, di autoreferenzialità e romanticismo da scaffale dell’ipermarket. Il problema è che spessissimo quella ricerca va a buon fine, e si riaggancia la persona la quale, in preda alle medesime morbosità, accetta di buon grado la richiesta di amicizia.
In quell’istante si riapre un ciclo che fino a qualche anno addietro era relegato nello sgabuzzino delle improbabilità".
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Lorenzo si chiede quali conseguenze possano avere queste inedite finestre sul passato sulle relazioni sentimentali del presente.
Io penso che, al netto dell'ovvia variabilità di ciascun caso da un altro, le relazioni passate redivive siano meno pericolose, per la stabilità di un rapporto attuale, delle cyberrelazioni con estranei che si possono instaurare per esempio su una chat .
In quanto appartenenti al già stato, gli incontri digitali con vecchi amori  vedono esaurita ed estinta la propria carica "eversiva" in termini relazionali, non connotandosi, per ovvie ragioni, nè per l'ebrezza della novità, nè per la possibilità di essere oggetto di proiezioni fantasmatiche (talvolta irrealistiche) come accade alle cyber- relazioni con estranei.
Inoltre ritrovare un vecchio amore, se di vecchio amore si tratta (in assenza di strascichi sentimentali, di rancori, rivendicazioni e così via)  
può tradursi semplicemente in un quieto, e tutto sommato innocuo, tentativo di riappropriarsi di un passato condiviso, anche con nostalgia  si intende, ma non necessariamente rimpiangendolo o facendosene condizionare. 
In generale spesso noto che le persone attribuiscono una connotazione negativa al ricordo, come se ricordare fosse sempre sintomatico dell'insoddisfazione del presente o della paura del futuro. Ricordare può essere  invece semplicemente un modo per restituire continuità alla propria esistenza, impedire che interi anni e luoghi e spazi e gesti e persone smettano di esserci state solo perchè non le ricordiamo più. C'è chi conserva vecchi biglietti del treno, dell'autobus, ingressi ai concerti, vecchi quaderni, oggetti di ogni foggia e natura al solo scopo di preservare i ricordi.
Io penso che la gente su Facebook cerca i compagni di scuola e cerca i vecchi amori perchè vuole ricordarseli, ma ricordarseli come erano allora.
La loro attualizzazione nell'oggi  è l' effetto collaterale di questo processo. In fondo in fondo quello che quel vecchio amore è diventato ed è adesso soddisfa un'ovvia e umana curiosità presto sazia.
E' ciò che quella persona era che interessa davvero, perchè ci restituisce un pezzo di noi con lei . Un pezzo che forse abbiamo perduto assieme all'oblio di lei e che troviamo romantico recuperare.
Se di questo si tratta, il presente delle relazioni sentimentali non è minacciato dalle nuove potenzialità di facebook più di quanto non lo sia dalla presenza, in un ufficio qualunque, di una segretaria avvenente.

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Commenti

1. hannice, Venerdì 7 Novembre 2008 ore 02:07

Ma questo Lorenzo si basa su di sè? :P

Mah, verrà pure cercato il primo amore ma io non credo sia il primo nome inserito.

Uno cerca i compagni di scuola perchè questa cosa c'è da sempre.
Le cene di classe dopo X anni ne sono l'emblema..e non c'erano manco i cellulari, pensa!

 

2. Denis, Venerdì 7 Novembre 2008 ore 09:37

Penso che Giulietta abbia ragione per quanto riguarda il tipo di motivazione più comune che spinge le persone ad iscriversi su Facebook. Ma alla fine, in mezzo ai pacifici pescatori di ricordi, non è così inverosimile trovare qualche narcisista duro e puro che si concede questi inseguimenti spiraliformi (qualsiasi cosa significhi) dietro ad una vecchia, dolorosa, conoscenza.

3. Giorgio, Venerdì 7 Novembre 2008 ore 18:10

Un altro buon motivo per non iscriversi a Facebook.

4. Lorenzo Pezzato, Venerdì 7 Novembre 2008 ore 20:17

Ciao a tutti.

Ringrazio Giulietta per avermi letto e risposto, spero ci saranno altre occasioni.

Mi pare però rimanga inevasa una questione, assolutamente teorica ed astratta, ma pur sempre uno spunto per una riflessione. La condivisione relazionale aperta (a più indiviudi contemporaneamente) può essere assimilata -sempre in astratto- ad una poligamia digitale? Questo rapporto multipolare potrebbe definirsi in matrice sociale anche nella realtà?

5. Lorenzo Pezzato, Venerdì 7 Novembre 2008 ore 20:19

Dimenticavo, il post che ho pubblicato non è basato su una specifica esperienza personale, nè su quella di altri.

 

A presto 

6. Giulietta, Venerdì 7 Novembre 2008 ore 21:24

@Hannice, è vero che le "rimpatriate" fra compagni di scuola, o gli incontri con gli ex sono evenienze nient'affatto inedite.
Ma ha ragione Lorenzo secondo me quando dice: "Prima dell’avvento del social network e del web, infatti, ritrovare qualcuno era un’impresa che necessitava di uno sforzo logistico notevole, e doveva essere surrogata da una fortissima volontà". Questo mi pare sia innegabile.

@Denis, sono d'accordissimo con te. Non è inverosimile, ma possiamo affermare che quello stesso narcisista (dotato dunque della ferrea volontà motivazionale di cui dicevo con Hannice) non farebbe il tentativo spiraliforme comunque, ricorrendo a mezzi più tradizionali come il telefono sulle pagine gialle?
Quello che dobbiamo aver chiaro quando discutiamo di questi social network è il loro valore aggiunto, quello che eventualmente rendono maggiormente possibile e probabile fare.

@Giorgio, affermazioni come quella che fai sanciscono una rinuncia al proprio arbitrio, come se l'uso di un mezzo determini necessariamente l'esito nefasto che si paventa. Ma ci sono individui dietro ai mezzi e questi individui possono trovare strategie adattive per utilizzarli senza farsene condizionare. Non credi?

@Lorenzo, grazie  a te per la bella lettura. Io non credo ad ogni modo che si profili la possibilità di una "poligamia", nè digitale nè reale. Nella fattispecie perchè il piede in troppe staffe resta fermo per poco, poi o le relazioni digitali si declassano oppure diventano talmente rilevanti da soppiantare quelle attuali. La convivenza di entrambe è possibile, ma quanto sono nella sostanza veramente equivalenti?

7. hannice, Venerdì 7 Novembre 2008 ore 23:28

innegabile senz'altro...ma pensare che sia al primo posto nelle digitazioni..ecco, questo mi fa storcere il naso :)

8. Lorenzo Pezzato, Sabato 8 Novembre 2008 ore 10:50

L'equivalenza, al momento, naturalmente non c'è, ma una diffusione esponenziale degli strumenti ed un radicamento profondo dell'habitus condivisorio potrebbero riservare delle sorprese sul lungo periodo.

Intanto, quantomeno, ragionarci genera discussioni interessanti come questa, di cui vi ringrazio ancora una volta.

Se ne avete voglia, in qualche modo questo post di oggi riprende l'argomento del social network e delle relazioni, anche se da un punto di vista diverso:

http://www.lorenzopezzato.it/?p=278

 

A presto 

 

9. Giorgio, Mercoledì 12 Novembre 2008 ore 08:10

@Giulietta La mia era più una battuta che altro. Non sono all’altezza degli altri commenti (nessun sarcasmo, lo penso veramente).

 Immaginavo la scena di qualcuno che “fugge” su FaceBook e poi si ritrova inseguito anche lì… uno spasso.

Tuttavia, non dobbiamo (non devo) dimenticare la questione dell’età. Strumenti come FaceBook sono siti con una distribuzione molto sbilanciata su fasce di età molto più giovani della mia (ho 35 anni) e questo incide molto sulla confidenza e sulla disponibilità ad usare il mezzo

In aggiunta, c’è un atteggiamento di fondo verso l’interazione attraverso il computer che è profondamente mutato e che, a mio parere, non si spiega solo con l’età: fino a qualche anno fa si usava la rete come alternativa al mondo reale, oggi è parte del mondo reale.

Adesso, scusate ma vado ad aggiornare il mio profilo ;-) 

10. Gian, Martedì 3 Febbraio 2009 ore 18:11

Io invece ho notato l'esatto contrario !

Ho notato che raramente compare un "ex" tra le amicizie (e io non faccio eccezione....). Cioè tra le amicizie dei miei amici ci sono davvero solo gli amici o i conoscenti...ma non i vecchi amori, o almeno quelli delle storie importanti....sarà che quando una storia finisce, un po' per orgoglio un po' per ripicca, un po' per delusione, un po' quello che volete voi....l'ex partner non lo si vuole più tra i piedi....men che meno su Facebook....

11. Gian, Martedì 3 Febbraio 2009 ore 18:17

Ad esempio per quando mi riguarda, è vero che ho digitato tra i primi i nomi dei miei vecchi amori, ma mi sono limitato a vedere chi sono i loro attuali amici.....non me la sono sentita per nulla di richiedere l'amicizia.....e loro hanno fatto la stessa cosa, dato che pur avendo amici in comune (quindi avranno visto che ci sto pure io su Facebook) non mi hanno mai chiesto l'amicizia....

12. cesc, Lunedì 23 Febbraio 2009 ore 13:53

ciao giulietta,

ho trovato tutti questi post molto molto interessanti visto il mio prossimo impegno nel scrivere la tesi sui fenomeni psicologici legati a facebook...avresti qualche dritta da darmi?

grazie

13. Giulietta, Lunedì 23 Febbraio 2009 ore 22:31

Cesc, l'unica dritta che posso darti è di leggere tutti gli articoli sull'argomento. Non sono moltissimi ancora.
La rivista di riferimento è Cyberpsychology and Behavior.

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