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La solitudine dei nostri tempi

Giulietta Capacchione avatar Venerdì 28 Novembre 2008, 23:37 in Psicologia sociale di Giulietta Capacchione
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Sul New York Magazine c’è un eccellente articolo che prende in rassegna gli studi psicologici e sociologici realizzati negli ultimi decenni sulla solitudine, sul suo possibile acutizzarsi nella nostra epoca e sulle sue conseguenze. Ve ne consiglio la lettura integrale perché è davvero interessante. Qui mi limito a riproporre alcuni stralci e alcune considerazioni.
L’isolamento sociale è un aspetto di primaria importanza nella ricerca psicologica. Moltissime ricerche hanno confermato per esempio il fatto che le persone sposate sono più felici e più in salute di quelle single, mentre il tasso di mortalità è significativamente più alto fra persone che sono rimaste vedove da poco, fenomeno conosciuto come “effetto della vedovanza”.
Una forte rete sociale rallenta la progressione dell’ Alzheimer, mentre una rete sociale scarsa aumenta il rischio di infarto in pazienti obesi e ipertesi. Ci sono evidenze che suggeriscono che le persone religiose che vivono più a lungo sono quelle che frequentano la chiesa più spesso e non quelle che hanno una fede più profonda, in altre parole non è la fede che le tiene in vita più a lungo, ma le persone.
La solitudine è associata con aumenti di cortisolo, l’ormone dello stress, e con l’aumento della resistenza vascolare che esita in pressione sanguigna più alta. Diversi studi dimostrano che da soli si beve di più, si fa meno esercizio, si mangia di più.
E’ importante sottolineare che la solitudine che interessa davvero non è un dato oggettivo, misurabile con il numero di persone con cui ci si relaziona, ma un sentimento soggettivo, un sentirsi soli determinato dalla qualità delle relazioni nelle quali si è coinvolti. Si capisce così che non tutte le relazioni sono protettive di per sé o hanno conseguenze positive sulla salute e la qualità della vita, è necessario che forniscano  vicinanza affettiva, sostegno e partecipazione.
Un matrimonio infelice, per esempio, può far sentire più soli di una serena vita da single, e sicuramente vivere in una famiglia conflittuale o fredda non garantisce una salute migliore di quella che potrebbe garantire una spensierata solitudine.
Ma siamo più soli adesso di qualche tempo fa?
[continua]

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5 commenti
5
09 Feb 2012
alle 18:48

oscar

la solitudine....un sentimento fortissimo! ti porta di fronte a te stesso, ha conoscerti,all'ignoto...solo quando ti lasci andare nella tua solitudine, allora non sarai più solo perche avrai conosciuto te stesso...allora si che si ride. perchè: chi ride di se stesso, non smetterà mai di ridere. :=)

4
16 Gen 2012
alle 02:41

cristina

alle volte la solitudine la cerco per allontanarmi dalle persone che dicono di capirmi ma non hanno la minima idea di come mi sento. Quelle persone ti fanno sentire sola non il fatto dtesso du stare soli.

3
21 Giu 2011
alle 22:53

Nessuno

Io invece ho sofferto e soffro tuttora di solitudine, oramai mia abitudine. Va e viene, e purtroppo non traggo forza da niente. Subisco e basta, e attendo che passi....per poi purtroppo ritornare, a volte più forte che mai. La soliudine è una bestia che ti uccide lentamentre dentro impedendoti, con l' andare del tempo, di vivere serenamente. Anche io, come Sin, invidio tutte quelle persone che riescono a provare tutte quelle emozioni che però io difficilmente sono riuscita a provare fino ad ora.

2
29 Gen 2011
alle 13:44

alessandra85

anch'io ho sofferto di solitudine... misto a dolore sentimentale. difficile dire cosa prevalesse. comunque sia ho scoperto una soluzione fantastica. Ho frequentato un corso qualche mese fa, di "rimodellamento neuro percettivo" o "metodo rnp" tenuto da Florian Cortese e devo dire che in poco tempo sono stata meglio. la mia solitudine è come svanita. l'articolo sopra dice che è bene frequentare gente per stare meglio, nel mio caso è bastato praticare le tecnniche. sto veramente bene e ve lo consiglio

1
07 Dic 2010
alle 18:41

sin

solitudine...la mia abitudine.è quando credo di non farcela che da me e me soltanto traggo forza.nonostante tutto devo ammettere di invidiare tutte quelle persone che riescono a provare,come se fosse una cosa naturale,tutte quelle emozioni che non provo più..quelle emozioni che quando mi si avvicinano allontano inesorabilmente 

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