Conversazioni di psicologia contemporanea
Questa è una di quelle ricerche sul comportamento umano splendidamente inutili che mi piace riportare per puro divertimento. E per di più tra poco è Natale!
Catherine Roster dell’Università del New Mexico ha pensato, lei sola sa perchè, di verificare quale specifica reazione a un regalo non gradito fosse più pericolosa per il futuro della relazione fra donante e ricevente.
Ha intervistato 186 persone che dovevano ricordare una recente occasione nella quale avevano fatto a qualcuno un regalo che questi aveva palesemente non gradito.
Le reazioni considerate dell'ingrato sono state: gli indicatori non verbali (sorriso tirato, imbarazzo, altre espressioni facciali di non gradimento), i commenti verbali (Grazie infinite! È stupendo! Mi mancava proprio! benchè chiaramente finti) e il grado di utilizzo successivo del dono (la sciarpa mai indossata, il centrotavola mai visto in casa, il riciclaggio sfrenato all’amico dell’amico).
Ebbene di tutti gli indicatori possibili di mancato gradimento solo il non aver detto grazie era associato in maniera attendibile con il deterioramento della relazione che i partecipanti affermavano si fosse verificato in seguito all’accaduto.
In una sezione ulteriore dell’intervista nella quale i soggetti dovevano indicare come l’ingrato amico o parente avrebbe dovuto comportarsi per far meglio, più della metà di essi ha dichiarato che avrebbe dovuto dire “grazie” benchè il commento fosse palesemente non autentico. Abbastanza plausibilmente la Roster ha anche verificato che le relazioni più distanti come quelle fra colleghi e tutte le altre relazioni che i partecipanti giudicavano già di scarsa qualità, erano quelle più suscettibili di essere rovinate da un scambio di regali sgradito.
Acqua calda? In fondo no, suvvia.
Si sancisce la superiorità del commento verbale nelle interazioni "diplomatiche" fra individui.
Fa nulla che vi si dipinga sul volto lo sconcerto e fa nulla che il regalo finisca presto nel cestino dei rifiuti, l'importante è aver detto grazie, in uno modo o nell'altro, e siete salvi!
Cara Emanuela, anch'io ho una certa difficoltà con la questione doni, perchè sono portata a non farli a persone conoscenti e mi ritrovo a non aver ricambiato quelli che inaspettatamente li fanno a me! E' imbarazzante, ma davvero a volte provengono da persone da cui non me li aspetterei mai data la superficialità del legame. Eppure pare che molti si divertano molto più di me a far regali un po' a tutti. :D
Hai ragione Federico, anche per quanto riguarda la complessità del pensiero femminile :D
ma secondo me non è una ricerca stupida, magari bisognerebbe andare più a fondo. sappiamo bene che il dono è uno "strumento di relazione"
il fatto di ringraziare potrebbe essere diretto allo sforzo, al pensiero più che al regalo in sè quindi anche un ringraziamento palesemente tirato libererebbe il donatore dall'incertezza sullo stato della relazione.
sarebbe un po' come dire: ok questo regalo non mi piace ma apprezzo lo sforzo e ti considero un amico
Grazie!
per averci avvertito intendo.
Senti ma nessuno a mai indagato l'ansia da ricezione del regalo? A me è venuta una paura bestiale di ricevere un regalo (in genere sempre gradito perché sono di bocca buona e non mi aspetto nulla perché mi è dovuto per cui tutto ciò che arriva è un di più che altrimenti non avrei avuto) ma di dare involontariamente l'impressione che non mi piaccia.
Anche perché secondo me la paranoia è un atteggiamento dilagante e in un certo senso il post che hai scritto dimostra che spesso dire che l'altro ha mostrato di non gradire il regalo o non ci ha ringraziato è solo una scusa per rovinare un rapporto che già non ci piaceva ma aspettavamo solo un buon motivo per dare di ciò la colpa all'altro (come molti tradimenti nelle coppie).
dopo la scoperta di questo studio mi sentirò pure sotto esame: tutti lì a vedere quanto tiro su il labbro per capire se è un ghigno o un sorriso, se gli occhi brillano o si spengono, ecc ecc.
o povera me! Dovrò andare in giro con una maglietta con su scritto "se volete farmi un regalo non fatemi un regalo!"
alle 11:01
Demis
La mia ricetta, provatela se volete: lavorate tutto l'anno per far capire ai conoscenti/amici che voi assolutamente non basate il vostro giudizio sui regali che fate/ricevete. E se qualcuno lo pensa/fa "in funzione di" allora con me ha sbagliato tutto e, anche se mi ha fatto un regalo in teoria graditissimo, sarà il primo passo verso i saluti. "Basta il pensiero"? A volte si, ma il punto è: "se ci si vuole bene, lo si dimostra con la pura e semplice presenza (e non intendo quella fisica)".