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Dimostrato scientificamente il sesto senso?

Giulietta Capacchione avatar Sabato 3 Gennaio 2009, 23:43 in Psicologia cognitiva di Giulietta Capacchione

In questo video, un uomo, divenuto cieco a seguito di due ictus, riesce a compiere un percorso a ostacoli evitandoli tutti accuratamente.

 
Ma come fa? La risposta a questa domanda è l’oggetto di un articolo pubblicato su Current Biology a firma di un team internazionale di ricercatori, fra i quali c’è anche il nostro Marco Tamietto, giovanissimo acquisto dell’Università di Torino.
Si tratterebbe di un caso particolare di visione cieca, di cui abbiamo parlato in questo post che vi invito a rileggere.
Questo paziente, denominato T.N., è affetto da danni bilaterali alla corteccia visiva primaria (striata).
Questo significa che il segnale nervoso proveniente dalla retina non può essere elaborato dalla corteccia visiva per cui T.N. è oggettivamente cieco, cioè incapace di riconoscere le immagini provenienti dai propri occhi.
Ma esistono evidenze che il segnale visivo possa percorrere anche altre “strade” (extra-striate) e possa raggiungere altre aree del cervello, consentendo per esempio di localizzare gli oggetti nello spazio, di afferrarli o di muovere i bulbi oculari nella loro direzione.
T.N. non possiede questo tipo di visione cieca: non è in grado di “vedere senza vedere” se è presente o assente un grosso oggetto nel suo campo visivo, ma, posto in condizione di muoversi lungo un corridoio disseminato di ostacoli, si è rivelato capace di navigarvi in mezzo in scioltezza, evitandoli accuratamente, pur non essendo affatto consapevole della loro presenza, né, ovviamente, vedendoli.
Un’altra modalità di visione cieca evidenziata in T.N. riguarda la capacità di reagire emotivamente (con attivazioni dell’amigdala) a espressioni facciali di rabbia, paura o gioia. In altre parole le espressioni facciali sono processate dal suo cervello e gli consentono di reagirvi emotivamente, ma non possono essere da lui “viste” nel senso proprio del termine. Sicuramente si tratta di un caso clinico eccezionale, essendo l’unico caso disponibile in letteratura di lesione selettiva occipitale bilaterale, ma le conclusioni a cui lo studio giunge (l’esistenza e la sofisticazione delle vie visive extra striate) non sono propriamente inedite.
I giornali hanno affermato che questo studio dimostrerebbe scientificamente l’esistenza del sesto senso. Onestamente non riesco a capire cosa c’entri. A meno che per sesto senso non voglia intendersi la straordinaria complessità del cervello umano che talvolta può sorprenderci fino allo stupore.
Sulla Stampa è stato pubblicato un articolo  in cui è stato dato, a mio avviso giustamente, più risalto a Tamietto che al suo paper scientifico. Tamietto che è bravo, è giovane ed è un ricercatore italiano che è rimasto in Italia per pochi spicci di stipendio: un insieme di elementi che (purtroppo) suscita sorpresa e ammirazione, quasi di più della visione cieca!

Paper originale | Intact navigation skills after bilateral loss of striate cortex

8
8 commenti
8
13 Gen 2009
alle 20:40

antonio

Emanuela tu nel primo intervento parli di filtraggio della realtà. Io sono della sQuola di pensiero differente: il cervello è un'ottima """ """macchina""" """ che produce significati, no che filtra la realtà. Su questo assunto si possono anellare tutti gli studi sulla visione cieca e su altre stranezze patologiche tipo la (o il?)neglet, anosognosia etc. I sensi di cui la natura o chi per lei ...ci ha forniti, che cmq sono piu di 5 in base ad una lettura modulare post Fodor, sono strutturati appunto per poter processare questa magia della creazione di significati in base alle nostre peculiarità specie-specifiche (che i genetisti mi perdonino la mia NON proprietà di linguaggio):bisogni, morfostruttura etc.(molti mi protrebbero far notare qualche piccola imperfezione ma è un argomentooooooooone da riassumere in pochissimissimissimissimo spazio). a tutto questo si aggiunge , e non con una semplicissima somma, la nostra vita soggetto-specifica le nostre esperienze la nostra eredità etc. esempio io ogni santo giorno mi perdo uno spettacolo da favola no riuscendo a percepire con la vista l'ultravioletto, ma mi diverto da matti riuscendo (insomma mica tanto) a notare con la propriocezione  tutte le implicazioni di movimento della mia moto. C'è chi invece riesce a inferire egregiamente molti implicazioni, emotive e non solo, delle persone con cui sta interagendo, in un modo tutto suo; ma onriesce ad avere possibili <forme> delle pressioni che il movimento dell'interlocutore esercita dull'ambiente.

Chi è che si perde cosa?

 

 

 

[sono stato abbastanza chiaro nel mio discorso?]

7
07 Gen 2009
alle 23:23

Giulietta

Marco Tamietto mi ha molto carinamente scritto e ringraziato per questo post. Conferma che la questione del sesto senso è una trovata giornalistica. Pare che sia stato un articolo del New York Times a dare avvio alle danze interpretative. :)

6
05 Gen 2009
alle 09:50

Emanuela Zerbinatti

L'Adnkronos ha scritto riportandolo come virgolettato di una ricercatrice "E oltretutto T.N. "non si rendeva conto di fare qualcosa di eccezionale: pensava di aver camminato in linea retta lungo un corridoio", spiega Beatrice de Gelder della Tilburd University"

L'ADNkronos che poi dev'essere stata la fonte per molti quotidiani parla di "vista cieca" e di "sesto senso" intendendo qualcosa che percepiamo non nel modo classico sfruttando i 5 sensi ma utilizzando "connessioni alternative nel cervello", "risorse cerebrali del subconscio che, come dicono i ricercatori usiamo tutti noi e, grazie a questo nuovo senso, potremmo fare cose che non sappiamo di essere in grado di fare".

Penso anche io che questo caso sia in realtà un caso più unico che raro, ma forse se i virgolettati sono autentici anche i ricercatori hanno contribuito a creare un po' di confusione. In buona fede però, spezzo una lancia in favore di questa notizia che in un certo senso vuole essere un messaggio di incoraggiamento a chi subisce danni al cervello, si legge infatti nella fonte "Dallo studio emerge un messaggio importante, specie per le persone con danni cerebrali", aggiunge la responsabile della ricerca. "Puoi subire una totale perdita della visione corticale, ma ancora avere delle capacità".

C'è il rovescio della medaglia di illudere le persone ti poter fare cose che non sono ingrado di fare, ma TN cammina con un bastone pur cavandosela benissimo senza, il che significa che se etichetti qualcuno come genericamente disabile rischi di farlo diventare più disabile di quello che è. L'effetto è diverso se gli spieghi che disabile rispetto a certe funzioni ma abile ad altre, qualcuna anche inaspettata... (TN addirittura straordinarie, ma ripeto è un caso unico non illuderei su questo)

Per quanto riguarda foto o volti dal vivo, non mi riferivo alla "vista cieca" per cui in effetti non fa molta differenza, ma secondo me per il sesto senso nel suo vero senso qualche differenza c'è.

5
04 Gen 2009
alle 18:00

Giulietta

Ciao a tutti, e ben ritrovati! :)
Ernesto, sì Ramachandran ne parla anche nel suo libro "Cosa sappiamo della mente". Nel link al post di questo blog che segnalo a metà lettura riporto proprio uno stralcio delle sue parole.
Sono d'accordo con Demis (ciao caro!) che TN  "sa" di doversi spostare e di essersi spostato, ma non sa perchè.
Direi che potremmo affermare che lo "sente", ma in una maniera che non ha nulla di paranormale, il suo cervello riceve un segnale dall'ambiente, solo che questo non viene elaborato dalla corteccia visiva, ma da altre aree.
Cara Emanuela, il paper è linkato in calce al post. Non vi si legge che TN non si renda conto di essersi spostato dopo che lo ha fatto. Tu dove l'hai letto?
Inoltre nel paper si parla di espressioni facciali e credo ci si riferisca a delle fotografie, semplicemente perchè è la modalità più semplice per verificare la sua reattività in maniera controllata. Non capisco perchè dici che foto di volti o volti veri dovrebbero costituire due stimoli significativamente diversi ai fini della visione cieca.
Ivo (ciao!) anche da quello che ho capito io, si tratta di un caso di visione cieca, e non sembra inedito neppure a me.
Le strumentalizzazioni di questo articolo sono state parecchie, qualcuno ha persino pensato che si potessero smentire le posizioni del CICAP sulla parapsicologia!
Quella che segnali tu è davvero grossa, effettivamente. :D

4
04 Gen 2009
alle 09:09

Ivo Silvestro

Ciao!

Se ho capito bene, si tratta di un caso, particolare e spettacolare, di visione cieca: da alcune cronache sembra una scoperta completamente inedita e nuova, cosa che (senza voler togliere nulla a Tamietto, sia chiaro) non è.

Segnalo inoltre una "simpatica" strumentalizzazione di questo risultato:

Già: non tutte le sensazioni hanno bisogno della corteccia cerebrale. Quanto ci insegna questo sulle capacità di chi sembra non avere capacità: da una parte il feto umano, dall'altra chi ha avuto un ictus. Insomma, noi pensiamo che certe persone non provino niente (o almeno non recepiscano certi stimoli) e invece... 

Cosa c'entra? Per quel che ne capisco io: niente.

Non ho voglia di rivelare il nome dell'autore: vi basti sapere che non è uno sprovveduto ma un medico anche abbastanza famoso nel suo campo.

 Ciao! 

3
04 Gen 2009
alle 08:56

Emanuela Zerbinatti

io ho sempre pensato al sesto senso non come a senso in più finora ignoto, ma come a una modalità sensoriale derivante dall'uso combinato e coordinato di più modalità sensoriali già note cosa che in realtà può sembrare semplice ma non lo è: aldilà dall'uso basilare di ciascun organo sensoriale funzionante, ognuno tende a filtrare la realtà privilegiando una modalità sensoriale sulle altre perdendosi a mio avviso parecchi dettagli che magari sono inutili sotto certi aspetti, ma che possono fare la differenza per quel qualcosa in più.

Ma tu hai accesso al paper o sei riuscita a parlare con Tamietto?

Di questo studio mi lascia perplessa il fatto che reagisca agli stati emotivi: se questo avviene rispetto a persone in carne e ossa che gli stanno accanto tornerebbe per quanto ho appena detto, ma se questo avviene anche davanti a una foto c'è qualcosa che non va.

E poi il fatto che lui non si renda conto di modificare il suo percorso per evitare gli ostacoli, per la percezione di sè nello spazio conterà anche la vista, ma avrà pur sempre le informazioni provenienti dalle articolazioni e da tutti gli altri recettori propriocettivi. O no?

2
04 Gen 2009
alle 03:19

Demis

Complimenti a Marco per la sua carriera, il suo lavoro e la sua scelta: spero un giorno di diventare suo collega. Rispetto alla domanda di Ernesto, gli propongo gli studi di Libet, Velmans, etc. sulla coscienza di compiere movimenti (ci si rende conto di compierli solo successivamente all'averli compiuti). Che quindi sopraggiunge successivamente alla preattivazione del sistema motorio. Dati che indicano un ruolo fondamentale per la coscienza nel feedback delle vie visive primarie sono stati portati da Victor Lamme: può quindi essere possibile che questo paziente si muova ma non abbia coscienza della motivazione. "Fa", agisce, senza che alla coscienza arrivi una qualche motivazione. Ecco perchè è sbagliatissimo parlare di "senso" (checchè sia ammaliante pensare di averne un sesto), dato che le informazioni visive non arrivano solo alla corteccia occipitale, ma anche ad altre aree (come dimostrato da Weiskranz con la teoria del blindsight), che però non forniscono supporto ai circuiti della consapevolezza. Buon anno a tutti, e specialmente a te, Giulietta: buon lavoro e buon divertimento!!

1
04 Gen 2009
alle 01:42

ernesto2.0

Casi simili sono stati anche descritti da Ramachandran in "La donna che morì dal ridere" (e immagino in altre pubblicazioni più "scientifiche"). Se ricordo bene nel testo si parlava di casi del genere con percezioni inconscie. La cosa interessante guardando il filmato è che qui ad una percezione "cieca" (o inconscia?) corrisponde una risposta deambulatoria abbastanza consapevole. Sarebbe curioso capire (chiedendoglielo?) cosa fa scattare al soggetto l'idea di spostarsi in prossimità di un ostacolo. Qualcosa gli dovrà pure arrivare... forse è proprio lui che la percepisce come un sesto senso, visto che probabilmente non vede nulla ma "sente" che c'è qualcosa davanti a lui. (La immagino una sensazione come se ad occhi chiusi mi muovessi in una stanza che conosco perfettamente: so dove sono gli oggetti ma non li vedo)   

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