Conversazioni di psicologia contemporanea
E’ veramente un mistero il motivo per cui l’autore di una ricerca sia equilibrato, cauto e puntuale nella stesura del suo paper scientifico e poi si faccia travolgere e travisare quando parla con i giornalisti del suo lavoro.
E’ quello che sembra essere accaduto alla dott. ssa Joanne Davila della Stony Brook University di New York, sempre che i suoi virgolettati, riportati sul Daily Mail e ripresi da un articolo di Punto Informatico, siano veri. Quando ho letto il paper originale, la prima cosa che ho fatto è stata un trova delle parole “facebook”, “social tetwork”, “blog”, “instant messaging”, “myspace”, “messenger”, “internet”.
Nessuna di queste parole è citata nel testo, lo studio è stato condotto in laboratorio avendo a riferimento interazioni di tutti i tipi e non riguarda nella maniera più assoluta il cyberspazio, a cui si arriva attraverso una inferenza piuttosto arbitraria.
La ricerca si pone l’obiettivo di indagare, in un campione di ragazze, le caratteristiche di un fenomeno psicologico denominato ruminazione collaborativa (co-rumination) che giocherebbe un ruolo nello sviluppo di sintomi depressivi in adolescenza.
Per ruminazione collaborativa si intende un chiacchiericcio continuo, eccessivo e ripetitivo fra l’adolescente e uno o più amici intimi, avente ad oggetto un problema dell’uno o degli altri.
Per capire un po’ meglio il costrutto della co-ruminazione vediamo le 9 aree di contenuto in cui è suddiviso il Co-Rumination Questionnaire (Rose, 2002): 1) frequenza con cui si discutono problemi; 2) tendenza a parlare di problemi piuttosto che svolgere altre attività, (3) misura in cui l’adolescente incoraggia i suoi amici a discutere dei loro problemi, 4) misura in cui gli amici dell’adolescente la incoraggiano a discutere dei suoi problemi, 5) tendenza a ritornare ripetutatamente sullo stesso problema, 6) presenza di discussioni ripetute sulle cause potenziali dei problemi, 7) stima articolata e puntuale delle conseguenze dei problemi, 8) continue congetture su aspetti del problema che non sono chiari, 9) focalizzazione su emozioni negative.
Il costrutto di ruminazione collaborativa e il suo ruolo nello sviluppo di sintomi depressivi è stato ipotizzato dopo aver osservato che, benché le amicizie di qualità proteggano dai sintomi depressivi e le ragazze tendano ad avere amicizie più intime e più “autorivelatorie” dei ragazzi, esse restano più vulnerabili alla depressione in adolescenza.
Ci si è chiesti dunque se il "rimuginio in compagnia”, in analogia con il rimuginio solitario notoriamente associato alla depressione, potesse essere associato ai sintomi depressivi.
La grande domanda è se la ruminazione collaborativa sia causa, conseguenza, o correlato dei sintomi depressivi.
Un modo per dirimere questo dubbio è quello di condurre uno studio longitudinale in cui si chiarisca la sequenza temporale fra i due elementi. Ci sono infatti tre modi con cui la co-ruminazione può associarsi ai sintomi depressivi nel tempo: può predirne l’emersione o il peggioramento suggerendo un ruolo eziologico o di mantenimento, può predirne il miglioramento palesandosi come strategia di fronteggiamento di una depressione autonomamente innestatasi, può infine esserne un semplice correlato con nessuna relazione con i cambiamenti dei sintomi nel tempo.
83 ragazze (età media 13, 4 anni) hanno completato dei questionari che misuravano la co-ruminazione, i sintomi d’ansia e depressivi, le esperienze sentimentali in cui erano coinvolte e altre variabili relative alla qualità delle relazioni d’amicizia. Dopo un anno hanno compilato on line da casa un questionario sulla depressione.
I risultati hanno evidenziato che la co-ruminazione è positivamente correlata con sintomi depressivi, ma non predice cambiamenti longitudinali negli stessi, né nel senso del peggioramento nè nel senso del miglioramento. Questo significa che la co-ruminazione può essere senz’altro considerata un aspetto maladattivo dell’amicizia in adolescenza, ma si esprime come un mero correlato della depressione, non costituendo in sé stessa né un meccanismo depressogenico, nè una forma adattiva ed efficace di fronteggiamento di sintomi depressivi pre-esistenti.
Ma di cosa parlano così tanto queste ragazzine? Il contenuto dei loro estenuanti discorsi rileva in qualche modo?
I risultati hanno dimostrato che la co-ruminazione è correlata positivamente con le esperienze sentimentali e che le due variabili interagiscono nel predire cambiamenti longitudinali nei sintomi depressivi. In parole povere più la ragazzina è coinvolta nelle sue prime esperienze romantiche più indulge nella ruminazione collaborativa con i suoi amichetti. Inoltre il coinvolgimento romantico modera l’impatto della ruminazione collaborativa sui sintomi depressivi. Ovvero la co-ruminazione predice un aumento nei sintomi depressivi nelle ragazze con maggior numero di esperienze romantiche.
Questo suggerisce che la co-ruminazione possa essere depressogenica solo in determinate circostanze: quando si tratta di affrontare le prime esperienze sentimentali o per traslato (ma va verificato) qualunque esperienza che sia concretamente stressante. Rimuginare in compagnia su problemi relativamente meno stressanti potrebbe non avere effetti particolari.
Il paper continua con moltissime altre considerazioni e suggestioni su questo singolare costrutto, ma non viene mai, e dico mai, nominato internet.
A internet e a Facebook i giornalisti arrivano inferendo che nel cyberspazio le possibilità di comunicazione ruminativa sono maggiori, che vengono effettivamente sfruttate, che hanno gli stessi presunti effetti. Ovviamente è pura speculazione.
Abstract | Clarifying co-rumination: Associations with internalizing symptoms and romantic involvement among adolescent girls
Questo è il paper i cui risultati non sono stati replicati da Davila.
Paper | Prospective Associations of Co-Rumination With Friendship and Emotional Adjustment: Considering the Socioemotional Trade-Offs of Co-Rumination (pdf)
Riccardo, onestamente non mi interessa discutere cosa debba intendersi per intimità. Ho risposto solo all'obiezione che la questione fosse speculativa, quando la letteratura è molto ampia.
Ancora riferimenti bibliografici, scusa se non traduco gli stralci trovati al volo.
According to Lempers and Clark-Lempers (1992), females report more intimate same-sex friendships than do males and that the level of intimacy within adolescent males' friendships does not approach the level within females' friendships, although males report a desire for intimacy in their same-sex friendships.
Research examining gender differences in intimacy indicates that cross-sex friendships are more important to female adolescents than to male adolescents (Blyth, Hill, & Thiel, 1982). Further, findings from Bukowski and Kramer (1986) and Sharabany et al. (1981) indicate that adolescent females experience higher levels of intimacy and emotional closeness in their cross-sex friendships than do adolescent males.
Clark and Ayers (1993) and Clark and Bittle (1992) report that female adolescents stress the importance of maintaining intimacy and expect more intimacy in their friendships than do males. Further, adolescent females have more intimate interactions with friends than do males (Collins & Repinski, 1994) and indicate more comfort than males during intimate interactions (Foot, Chapman, & Smith, 1997). Although males increasingly report a desire for intimacy in their friendships across adolescence, the level of intimacy within adolescent male friendships does not approach the level seen in female friendships (Buhrmester & Furman, 1987).
zzzzzzzzzzzzzz
secondo me state dicendo una cavolata perchè NICK JONAS e troppo figo
Ciccia
mi chiamo Valentina ho 17 anni sono qui per conoscere nuove persone.
Ma i gruppi di ragazzi non giocano a calcetto, esplorano il territorio insieme, esplorano la fisicità e l'identità maschile, condividono codici verbali e comportamentali (le elaborate strette di mano ad esempio) e più di quanto si pensi assolvono la funzione di "messaggeri d'amore".
Se poi l'intimità deve essere limitata alle dinamiche del "terzo assente" dei gruppi femminili, ossia rivelare la cotta per l'altro o essere consolate dopo una delusione, si nei gruppi femminili c'è più intimità.
Riccardo e Geppetto, per intimità in ambito amicale di solito si intende autoapertura, supporto, condivisione di interessi e esplicita espressione del valore della relazione.
A me sembra ovvio che supportarsi discutendo e scambiarsi confidenze autorivelatorie sia più "intimo" che giocare insieme a calcetto. Se poi per "intimo" voi intendete "vicino", "stretto" allora maschi e femmine non differiscono di certo.
Geppetto: quel 83 sta proprio per un 83.
@Riccardo: ottime osservazioni. Esiste una definizione universalmente accettata di "intimita' tra adolescenti" o ogni gruppo "di studio" la definisce liberamente? Senza un ben definito metodo di misura si rischia pero', nella migliore delle ipotesi, di confrontare mele con pere.
@Giulietta: penso che quel 83 stava per 813. Ciao e grazie per l'articolo.
Che poi perdonami ancora, io posso avere solo abstract ma
Intimacy between adolescent friends: Age and gender differences in intimate affect and intimate behaviors.
"Employing a longitudinal design, the authors examined intimate affect and intimate behaviors in the social interactions of adolescent boys and girls. A total of 128 adolescents were observed in a semistructured interaction with a same-gender friend in Grades 9, 10, and 11. Developmental changes were evident. Intimacy based on discussion and self-disclosure increased between Grades 9 and 10, and the capacity for sustained intimate affect increased between Grades 10 and 11. These developments occurred for both boys and girls. Moreover, the boys and girls did not differ in their sustainment of shared affect in interactions with their friends. However, they did differ in intimate behaviors. The girls were more likely than the boys to establish intimacy through discussion and self-disclosure; the boys were more likely than the girls to establish intimacy through shared activities"
Che poi mi sembrano i risultati della psicologia che indaga le relazioni fra pari in adolescenza, le donne parlano, gli uomini fanno assieme, ma una differenza quantitativa di intimità è difficile da affermare.
Allora perdonami giulietta, ma cosa significa e in che termini viene considerato un legame come più intimo?
@francesco, su facebook è stato detto già moltissimo, talvolta a sproposito. Cerchiamo soltanto di evitare di infilarlo ovunque solo perchè attira l'attenzione.
@Riccardo non è affatto speculativa l'affermazione che le ragazze hanno amicizie più intime.
Qualche riferimento: Furman, W.,& Buhrmester,D.(1992). Age and sex differences in perceptions of networks of personal relationships. Child Development, 63, 103–115.
McNelles, L.R.,& Connolly, J .A.(1999). Intimacy between adolescent friends:Age and gender differences in intimate affect and intimate behaviors. Journal of Research on Adolescence, 9, 143–159.
@il mister ti ringrazio molto e stai certo che non c'è bisogno di titoli qui. :)
@Demis, devo dire che un po' mi inquieti quando fai il Savonarola :D
Speculate gente, speculate. Cito e aggiorno Arbore per un po' di motivi tra cui quello che leggo riguardo al cyberspazio. Si ha così paura del vuoto da doverlo riempire con cazzate? Osservate, informatevi e meditate, gente, prima di speculare. Sennò si diminuisce il rapporto segnale/rumore, e poi si alza l'entropia. E non ci si capisce più un bit.
Su facebook e su internet, inteso come mezzo di comunicazione, ci sarebbe davvero molto da dire,come in ogni cosa della vita sono le persone a dare valore e significato agli strumenti e non viceversa. Vorrei fare i miei complimenti alla Dott.ssa Capacchione per il suo lavoro e certificarli con un "titolo" ma non ne possiedo, so però che, come ho specificato sopra, sono le persone a dare valore alle cose.
Su facebook e su internet, inteso come mezzo di comunicazione, ci sarebbe davvero molto da dire,come in ogni cosa della vita sono le persone a dare valore e significato agli strumenti e non viceversa. Vorrei fare i miei complimenti alla Dott.ssa Capacchione per il suo lavoro e certificarli con un "titolo" ma non ne possiedo, so però che, come ho specificato sopra, sono le persone a dare valore alle cose.
permettimi che è pura speculazione anche quella delle amicizie più "intime" delle ragazze... :)
Ci sarebbe molto da dire su Facebook, soprattutto per le implicazioni psicologiche che potrebbe avere se utilizzato per troppo tempo...sento dire che molti tenderebbero ad abusarne, per non paralre del fatto che è quasi impossibile cancellare l'account...
alle 17:13
nicole
vorrei conoscere nuove amiche