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La nuova fisiognomica: il “briciolo di verità” nel legame tra aspetto e personalità

Giulietta Capacchione avatar Domenica 15 Febbraio 2009, 20:24 in Psicologia sociale di Giulietta Capacchione
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Nel 2008 Justin Carré and Cheryl McCormick della Brock University hanno condotto uno studio su 90 giocatori di hockey su ghiaccio per verificare se e in che misura differenze individuali nel rapporto larghezza/altezza del volto fossero associate al tratto di personalità “dominanza” (valutato con un questionario) e all’aggressività (valutata durante un compito comportamentale e in un setting naturalistico).
I risultati hanno evidenziato che gli uomini con un maggior rapporto larghezza/altezza del volto ottenevano punteggi più alti al questionario sul tratto dominanza e mostravano comportamenti più aggressivi misurati, in partita, come numero di penalità ottenute per gioco scorretto o falloso. Per quanto riguarda dominanza e aggressività appare pertanto non fittizio il legame fra aspetto e personalità, tutt’al più che è stata plausibilmente ipotizzata la variabile che media il suddetto legame: l’ormone sessuale testosterone.
Secondo un recente studio pilota condotto sempre da Carrè gli uomini con facce più larghe avrebbero infatti una maggior concentrazione di testosterone nella loro saliva.
Questo potrebbe significare che uomini con alti livelli di testosterone, noti per essere più grossi, più forti e più dominanti, potrebbero avere con maggior probabilità facce più larghe che lunghe e noi tutti ci saremmo evoluti con l’abilità di individuare al volo questa loro caratteristica stante la forte probabilità di ricevere da essi un attacco.

Ma la dominanza o l’aggressività non sono gli unici elementi di personalità che sembriamo in grado di rintracciare nei volti degli altri. Anthony Little della University of Stirling e David Perrett della University of St Andrews hanno individuato per esempio un legame tra aspetto e personalità relativo all' estroversione. La ricerca, pubblicata su Social Cognition, ha coinvolto 146 uomini e 148 donne che hanno fornito le loro fotografie e hanno completato un questionario di personalità (Big Five). 10 soggetti hanno poi giudicato queste fotografie sulla base di cinque dimensioni di personalità.
I risultati hanno evidenziato una congruenza superiore al caso fra risposte dei giudici e questionari self-report per quanto riguardava l’estroversione e, solo per i volti maschili, anche per quanto riguardava la stabilità emotiva e l’apertura all’esperienza. Il briciolo di verità nell’ipotetico legame tra aspetto e personalità è pertanto rintracciabile anche su queste dimensioni personologiche, ma in questo caso è molto più complicato immaginare quale possa essere la variabile che media questo legame.
In altre parole cosa “dipinge” sul viso di una persona la sua estroversione? Cosa scrive sul volto di un uomo la sua stabilità emotiva o la sua apertura all’esperienza?
Qualcuno suggerisce la profezia che si autoavvera…. [continua]

Paper | Personality judgments from natural and composite facial images: more evidence for a “kernel of truth” in social perception  (pdf)
Paper | In your face: facial metrics predict aggressive behaviour in the laboratory and in varsity and professional hockey players (pdf)

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2 commenti
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17 Feb 2009
alle 21:45

Giulietta

Ciao Roberto, sì è un argomento affascinante son d'accordo con te e anche piuttosto delicato, perchè espone sempre il fianco a derive pericolose...

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16 Feb 2009
alle 16:12

Roberto

che studio affascinante, ho letto qualcosa di simile su un libro molto bello che si chiama psicologia della bellezza. non vedo  l ora di leggere la continuazione

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