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Giulietta Capacchione avatar Lunedì 16 Marzo 2009, 08:08 in Psicologia cognitiva di Giulietta Capacchione
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Oggi ospitiamo la viva voce di un giovane ricercatore catanese che ha preso parte a un interessante progetto di ricerca internazionale sul rapporto tra emozioni e linguaggio. Il suo nome è Daniele Virgillito ed è a vostra disposizione per commenti e contatti.

"Ho avuto la fortuna di prendere parte, assieme a un team internazionale di studiosi in campo psicologico, linguistico e neuroscientifico, ad uno studio realizzato presso il Nijmegen Institute for Cognition and Information (NICI) sugli effetti delle emozioni positive e negative sulla comprensione del linguaggio. I risultati verranno presentati al 16° Meeting Annuale della Cognitive Neuroscience Society. 
Prima di accennarvi brevemente di cosa si è trattato e quello che abbiamo evidenziato è necessaria una piccola premessa.
L’attività elettrica del cervello umano varia in maniera rapida e continua a seconda di ciò che esso fa. Se ne monitoriamo la fluttuazione nel tempo, correlandola a degli stimoli esterni, potremo scoprire delle regolarità interessanti e cercare di spiegarle. Questo è l’assunto di base di chi fa ricerca con gli ERPs (acronimo inglese per “potenziali evento-relati”, event-related potentials), una metodologia di indagine che guarda, millisecondo dopo millisecondo, quanto il nostro cervello si “accenda” mentre svolge alcune fra le sue naturali funzioni.
Gli ERPs sono stati utilissimi nel fornirci alcune informazioni su come elaboriamo il linguaggio.
In particolare alcuni studiosi hanno identificato un tipo di onda chiamata N400 (in quanto si tratta di una fluttuazione negativa con il suo picco a quattrocento millisecondi dall’apparire dello stimolo), che risulta tanto più ampia quanto più una parola osservata è difficile da integrare semanticamente nel contesto che la contiene e/o quanto più risulta in esso inaspettata.
Per esempio, se in un esperimento presentiamo la frase “Al bar ho preso un cornetto ed un ALBERO”, in concomitanza con l’ultima parola si osserverà un’amplissima N400.
Una delle domande cui le scienze cognitive cercano di rispondere da anni è: in che modo gli stati emotivi influenzano il nostro modo di comprendere, pensare, agire?
Ad un gruppo di partecipanti (30) abbiamo chiesto di leggere silenziosamente una serie di frasi che sarebbero apparse (parola per parola) su un monitor. Fra un blocco di frasi e l’altro venivano proiettati dei videoclip tratti da un film “triste” oppure “allegro”, rispettivamente “La scelta di Sophie” e “Happy Feet”.
L’attività elettrica prodotta dai soggetti veniva registrata tramite una cuffietta contenente 26 elettrodi distribuiti lungo tutto lo scalpo. Al termine di ogni clip veniva chiesto di indicare, su una scala da -5 a +5, il proprio stato emotivo (da negativo a positivo).
Le frasi critiche per l’esperimento contenevano “anomalie” semantiche come quella già menzionata: parole incomprensibili nel contesto frasale d’appartenenza come “CUSCINI” all’interno di “In biblioteca gli studenti prendono in prestito dei cuscini”.
I risultati della “autovalutazione”, per quanto non affidabili al 100%, hanno evidenziato che l’induzione emotiva aveva avuto tendenzialmente successo: i soggetti a cui era stato mostrato il film allegro si definivano effettivamente in uno stato emotivo migliore rispetto a quanti avevano visto l’altro set di videoclip.
Dai risultati elettrofisiologici è  emerso che l’ ”onda semantica” (la N400) risulta più affievolita nel gruppo di partecipanti “felici” rispetto all’altro gruppo.  Questo suggerisce che lo stato emotivo positivo ha facilitato la comprensione delle parole “sotto esame” e che la loro integrazione ha richiesto, in quella condizione, uno sforzo cognitivo minore.
L’intuizione comune che le emozioni positive migliorino in generale la nostra cognizione viene sperimentalmente confermata e, attraverso la misurazione dell’inarrestabile flusso di ioni che permette al nostro cervello di elaborare informazioni, concetti, parole, viene gettata nuova luce sul rapporto specifico esistente fra emozioni e linguaggio.

Daniele Virgillito

Reference | Chwilla, D.J., Vissers, C.Th.W.M., Virgillito, D., Fitzgerald, D., Speckens, A.E.M., & Tendolkar, I. (2009) Mood affects semantic processing: evidence from N400, 16th Annual Cognitive Neuroscience Society Meeting, San Francisco, CA, March, 2009

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2 commenti
2
18 Mar 2009
alle 09:39

Geppetto

Il dominio dell'indirizzo di posta elettronica e' hotmail punto com?

Li' c'e' il mio messaggio.

Saluti

1
16 Mar 2009
alle 09:43

Daniele Virgillito

Un saluto a tutti i lettori di PsicoCafè!

Sono a vostra disposizione per eventuali chiarimenti o curiosità.

Cliccando qui sul mio nome potrete vedere i miei contatti personali.

A presto...

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