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I principi della magia e della mente

Giulietta Capacchione avatar Lunedì 30 Marzo 2009, 23:00 in Psicologia cognitiva di Giulietta Capacchione
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Concludiamo questo breve viaggio nel mondo della magia con l’enunciazione di alcuni principi fondamentali che traggono forza da conoscenze intuitive, ma molto accurate di come funziona la mente umana.
Principio 1: Un’azione è un movimento che ha uno scopo. Il cervello ha le sue regole, per esso un’azione è un movimento che mira a raggiungere un obiettivo. Pertanto, poiché durante l’esecuzione di un trucco è necessario effettuare azioni non naturali (infilarsi roba dentro le tasche, nelle maniche della giacca, sfilare animaletti da cilindri e così via) bisogna fare in modo che il sospetto del pubblico su tali azioni si riduca. L’unico modo per farlo è nascondere queste azioni dietro altre che hanno un significato naturale. Ad esempio, se vediamo qualcuno sistemarsi meglio gli occhiali sul naso, assumiamo che abbia bisogno di sistemarsi gli occhiali e non attribuiamo nessun particolare significato al gesto, il gesto sfugge cioè alla nostra area di sospetto. Un bravo mago potrebbe inserire dentro questa azione innocente un ulteriore movimento e nascondere discretamente un piccolo oggetto in bocca.

Principio 2: Ripetizione apparente. Nella vita di tutti i giorni osservare un processo che si ripete ci consente di capirne il funzionamento. Così, quando assistiamo alla ripetizione di uno stimolo (la pallina lanciata in aria due volte, la moneta che passa da una mano all’altra due volte), il nostro cervello è portato a ritenere che il fenomeno che sta osservando è noto e si ripeterà nello stesso modo. Questo contribuisce a determinare, nel terzo lancio o nel terzo scambio, l’illusione che la pallina abbia, ancora una volta, lasciato la mano del mago e che la moneta sia, ancora una volta, passata da una mano all’altra.

Principio 3: Mai fare lo stesso trucco due volte. Diversi studi hanno dimostrato che gli osservatori scoprono con maggiore probabilità il trucco se il numero viene visto una seconda volta, così come le dimostrazioni di cecità attenzionale di cui abbiamo parlato sono prevalentemente un fenomeno una tantum.

Principio 4: Fare ridere. I maghi sanno bene che l’umorismo è un aiuto formidabile per l’implementazione di trucchi di successo. La loro intuizione è che quando il pubblico sta ridendo, il mago può fare virtualmente qualsiasi cosa e nessuno sarà in grado di notarlo. Sarebbe interessante scoprire le basi neurali di questa sorta di mutua esclusione di attenzione e risata.

Paper | Attention and awareness in stage magic: turning tricks into research (pdf)

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31 Mar 2009
alle 17:07

Mimuovo

scegliete sempre argomenti interessanti, complimenti! dov'è il trucco? ;-)

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