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Il cervello raccontato da maghi e prestigiatori/2: la pallina che scompare

Giulietta Capacchione avatar Sabato 28 Marzo 2009, 15:45 in Psicologia cognitiva, SperimentalMente, Video di Giulietta Capacchione

I maghi usano il termine generico “distrazione” per indicare lo spostamento dell’attenzione dell’osservatore dall’azione segreta, dal trucco all’effetto. La distrazione può essere applicata in maniera overt o in maniera covert. La prima indica i casi in cui il prestigiatore dirige lo sguardo dello spettatore lontano dal trucco, nella seconda invece ciò che viene allontanato dal trucco non è lo sguardo, ma il riflettore dell’attenzione dello spettatore (che potrebbe essere immaginato come la sua area di “sospetto”). Nel caso della distrazione covert infatti lo spettatore può guardare direttamente al trucco senza essere consapevole della sua presenza perché la sua attenzione è focalizzata altrove.
Nel novembre del 2006
su Current Biology è stato pubblicato uno studio a firma di Gustav Kuhn, della University of Durham (UK), e Michael Land, della University of Sussex (UK).
Sono stati coinvolti 38 soggetti e un illusionista che facesse il numero della pallina che scompare come potete vedere nel video numero 1.


In questa condizione sperimentale il 68% dei soggetti ha percepito la pallina lasciare la mano del mago, salire verso l’alto e scomparire, a dispetto del fatto che la pallina non ha ovviamente mai lasciato la mano dell’illusionista.
In una seconda condizione sperimentale, nel video 2, il numero dei soggetti che percepisce la pallina salire verso l’alto e scomparire si riduce sensibilmente.

Che cosa cambia fra una condizione e l’altra? Il movimento della testa e dello sguardo del mago.Nel primo video l’illusionista accompagna con la testa e con lo sguardo l’ipotetica collocazione spaziale della palla.
Tracciando i movimenti oculari degli osservatori con un eye-tracker, è stato dimostrato come effettivamente la maggiorparte delle persone abbia guardato innanzitutto il viso del mago al momento dei lanci. Inoltre, nel momento in cui la palla viene vista illusoriamente salire verso l'alto, ma è fisicamente assente, gli occhi degli osservatori non sono diretti allo spazio nel quale dichiarano di averla vista, ma restano ancorati alla pallina nella mano del mago, in altre parole hanno lo sguardo esattamente dove dovrebbe essere e cioè sul trucco.
Infatti il sistema oculomotorio, che governa il controllo motorio concreto degli occhi, non viene ingannato dall’illusione, ma è saldamente guidato dall’informazione visiva proveniente dalla palla.
Ma la percezione consapevole viene comunque presa in castagna, probabilmente a causa di uno spostamento del riflettore attentivo sulla posizione prevista della palla, come se l'attenzione si preoccupasse meno di quello che arriva effettivamente dagli occhi  e desse molta più importanza ai segnali sociali presenti sulla scena e alle aspettative percettive frutto delle esperienze del passato.
Si può percepire dunque una pallina che non c'è laddove ci aspettiamo che ci sia, e nonostante il fatto che i nostri occhi stiano guardano laddove c'è davvero!
[continua]

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07 Giu 2010
alle 19:54

ardit

quel trucco lo sa fare anche mia nonna basta che all'ultimo tiro tiri più in alto e fermi il video

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